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“Viaggio nell’Italia che riparte”. L’intergruppo per la sussidiarietà in Sardegna

settembre 26, 2014 Redazione

Tour attraverso il Paese per mettere in luce tutte quelle imprese e realtà nuove e innovative che hanno saputo rispondere alla crisi e rilanciare in sviluppo e competitività

intergruppo-sussidiarietaIniziata oggi la due giorni in Sardegna dell’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà che a Portovesme, in provincia di Cagliari, ha dato il via alla seconda tappa del “Viaggio nell’Italia che riparte”www.italiariparte.com, il tour attraverso il Paese per mettere in luce tutte quelle imprese e realtà nuove e innovative che hanno saputo rispondere alla crisi e rilanciare in sviluppo e competitività contribuendo alla ripartenza dell’Italia.

Due giorni di incontri dedicati al tema “La Sardegna tra rilancio della manifattura e attrattività degli investimenti esteri” per confrontarsi con tutte le realtà protagoniste sul territorio, aziende e istituzioni, e analizzare con loro le criticità ma soprattutto le potenzialità di una regione che sta  vivendo la sfida della ripartenza economica attraverso importanti processi di riconversione e rilancio industriale nel segno della sostenibilità e della apertura competitiva agli investimenti esteri.

Molte le aziende nazionali ed internazionali che prenderanno parte alle due tavole rotonde e che insieme alla delegazione parlamentare dell’Intergruppo, rappresentata dagli onorevoli Raffaello Vignali, Guglielmo Vaccaro, Francesco Sanna e Gianluigi Gigli, approfondiranno, nelle due giornate di incontro, le tematiche relative allo sviluppo della lavorazione dei metalli non ferrosi, del comparto energetico e della attrattività del sistema produttivo italiano.

“Su tutto il territorio nazionale – ha spiegato Raffaello Vignali, responsabile economico di NCD e coordinatore dell’Intergruppo, nel corso della conferenza stampa – riscontriamo sempre più forme di aggregazione nuove, sistemi di reti che stanno innovando i distretti. Sono reti di imprese, reti associative, reti “ibride” tra imprese e sistema della ricerca, del credito, delle istituzioni. Reti che nascono dalla consapevolezza che la competitività nella globalizzazione è sempre più competitività di sistema. La Sardegna non fa eccezione in questo percorso virtuoso di innovazione e ripartenza come dimostra anche Portovesme, territorio che ha visto svilupparsi l’importante polo industriale che concentra tutta la produzione nazionale dei metalli non ferrosi e che oggi rappresenta un leading case di accordi intersettoriali di distretto (energia e manifattura; raffinazione dei carburanti e agricoltura) e finanza di progetto con investitori internazionali. Con questa iniziativa – ha proseguito Vignali – vogliamo accendere i riflettori e portare alla luce questa come tante altre realtà industriali nuove e altamente innovative che oggi esistono in Italia e che costituiscono fenomeni di resilienza, ovvero capaci di resistere alla crisi. Il nostro compito, come Intergruppo, è ascoltare le imprese e gli attori dei sistemi e provare a rispondere concretamente alle loro esigenze richieste. Dobbiamo ripartire dall’economia reale con misure concrete che rispondano alle esigenze di chi fa impresa, per questo alla fine del tour presenteremo, con tutte le forze politiche presenti nell’Intergruppo e che in Parlamento sono impegnate insieme nel riformare il Paese, un ddl a sostegno della competitività e dello sviluppo”.

“L’ascolto dei protagonisti su cui fondare la ripresa economica dell’Italia – ha dichiarato Guglielmo Vaccaro, deputato PD e co-coordinatore dell’Intergruppo – è fondamentale per definire politiche efficaci di sostegno alla crescita. La nostra volontà e la sfida è fare questa operazione insieme, al di là delle differenze politiche. Il tour – ha proseguito – è, infatti, un’iniziativa che facciamo al servizio del Paese, a prescindere dalle nostre differenti appartenenze politiche. È questa la più importante novità. Le maggiori forze politiche che lavorano in Parlamento alle riforme insieme intraprendono un viaggio nell’economia reale per dare luce alle luci della ripresa economica ed ascoltare chi è ancora in grande difficoltà”.

“Con questa iniziativa – ha dichiarato Francesco Sanna, deputato PD – cerchiamo di leggere la nuova realtà dei distretti produttivi alla luce dei grandi cambiamenti determinati dalla globalizzazione. La curiosità e la sfida è provare a capire quali politiche nazionali possono essere messe in campo per rispondere, guardando al futuro, ai nuovi bisogni dei distretti e per aiutare gli investitori stranieri a valorizzare la collocazione dei distretti negli asset di loro interesse. Guardando, in particolare, alla trasformazione del mercato mondiale dell’energia, la Sardegna potrebbe essere il teatro ideale, e il laboratorio europeo, dell’uso massiccio del gas metano liquefatto nel settore dei trasporti marittimi e terrestri e nei principali usi industriali e civili. Una opportunità che non possiamo farci scappare e che dobbiamo invece sostenere con interventi politiche mirate e strategiche”.

“L’economia è Glocal – ha dichiarato Gian Luigi Gigli, deputato del gruppo “Per l’Italia” – deve cioè tener conto della globalizzazione, senza per questo dimenticare le specificità e le esigenze locali, le ricchezze e le criticità del territorio. Per questo il tentativo di rilanciare l’economia del Paese di fronte alle sfide della crisi e della globalizzazione non può fare a meno di un ascolto dei territori, come quello che l’intergruppo per la Sussidiarietà sta portando avanti in tutta Italia. Per questo è importante ripartire dai distretti produttivi ed è importante che ciò avvenga prestando attenzione alla Sardegna, alle sue aree di crisi e alle opportunità di innovazione che si aprono in settori industriali che non confliggono con le più tradizionali attività dell’isola, legate all’agricoltura e al turismo”.

“L’incontro di oggi – dichiara l’on. Paola Pinna del M5S – costituisce un utile spunto per ragionare della politica industriale in Italia anche in vista della revisione della strategia europea 2020. In questo senso – prosegue – diventa prioritario trovare una conciliazione tra l’esigenza di mantenere standard elevati in ambito ambientale e quella di sostenere il rilancio industriale e l’occupazione”.

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