Primarie Pd Campania. Vaccaro: «Anche Renzi lo sa, meglio Caldoro di De Luca e Cozzolino»

Intervista al deputato Pd Guglielmo Vaccaro, che si è ritirato dalla corsa e autosospeso dal partito: «Di fatto Renzi ha ammesso che se vincerà Caldoro sarà meglio»

guglielmo-vaccaroDomenica in Campania si svolgeranno le primarie del Pd per designare il candidato alle prossime elezioni regionali. La scelta dello sfidante del governatore uscente Stefano Caldoro (Fi), il Pd l’ha rimandata per ben quattro volte negli ultimi mesi. Colpa, o merito, di due big della politica locale, Vincenzo De Luca (ex sindaco di Salerno, sospeso dopo una condanna) e Andrea Cozzolino (europarlamentare, indagato e vincitore delle primarie a Napoli poi annullate). A nulla sono valse le richieste di Matteo Renzi ai due di fare un passo indietro per ragioni di convenienza e opportunità. Ma è accaduto di peggio: gli sfidanti, via via sostenuti dai renziani, hanno iniziato a ritirarsi. Così è accaduto ad esempio con il deputato ex Sel Gennaro Migliore che ieri ha annunciato la sua rinuncia. E così è accaduto pure con un altro big locale, il deputato Pd Guglielmo Vaccaro, definito un “nemico giurato” di De Luca, e soprattutto un politico che non le manda a dire: «Tra me e il segretario Renzi c’è una totale identità di vedute. Ambedue sappiamo che per la democraticità e l’integrità delle casse pubbliche Caldoro è meglio di De Luca e Cozzolino. Ma lui non lo può dire, mentre io che ho qualche responsabilità in meno posso dire anche le verità più scomode» ha detto alla stampa Vaccaro annunciando il suo ritiro dalle primarie, e anche la sua sospensione dal Pd.

Scusi Vaccaro, ma lei è proprio convinto di quello che ha detto alla stampa?
Sì è così.

E come mai si è convinto che De Luca e Cozzolino siano un pericolo per la democraticità e l’integrità delle casse pubbliche campane?
Sono entrambi due candidati che alla fine si sono attrezzati meglio di tutti gli altri per il gioco delle primarie, trovando il modo di stare sulle prime pagine dei giornali per giorni. Peccato che sui giornali ci sono anche finiti perché sono stati fotografati in compagnia di Nicola Cosentino, esponente di una politica che si è fatta gravemente condizionare da certi ambienti: ma d’altra parte loro si sono alleati proprio con questi ambienti.

A quali “ambienti” si riferisce?
Ad una zona grigia, che vive tra illegalità e legalità, di cui è piena zeppa la Campania. Le primarie sono molto permeabili alle infiltrazioni di questi ambienti e ai loro condizionamenti, come lo stesso presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone ha fatto notare recentemente. Senza una legge che le regoli, le primarie sono un terreno facile di inquinamento, ne sono convinto. Nel Pd campano abbiamo provato a trovare dei candidati condivisi, senza bisogno di indire le primarie, ma non ci siamo riusciti. Farle in questo clima significa andare dritti a sbattere contro la nostra sconfitta, e di fatto Renzi lasciando che la situazione si evolva, ha ammesso che se vincerà Caldoro sarà meglio.

Perché si è anche autosospeso dal Pd?
Perché ho ritenuto di vivere questo passaggio elettorale da uomo libero, di viverlo cioè senza lasciarmi condizionare da candidati che non corrispondono al mio percorso umano e politico. Mi lascio libero di sostenere altri candidati.

Sta dicendo che potrebbe votare anche il vostro “rivale” politico Caldoro?
Non è escluso nulla. D’altra parte nemmeno la maggioranza del Pd campano si riconosce nelle scelte che sono sul tavolo delle primarie in questo momento. Sono convinto che nelle prossime settimane si discuterà molto, e ci si dilanierà parecchio: se alla fine si arriverà ad una scelta ordinata bene, altrimenti si può anche stare fermi un giro. Nei 35 giorni della campagna elettorale, sto pensando che potrei fare il cammino di Santiago che ho rimandato tante altre volte. Dura proprio un mesetto.

Dal Pd, quando lei ha presentato la sospensione con queste motivazioni, non le hanno risposto?
No, perché sanno che quello che ho detto è vero, e che non è nemmeno un segreto. Ho solo detto una verità sconveniente. E come si fa ad attaccare qualcuno perché dice la verità? È una cosa rivoluzionaria dire la verità, non la si può né comprimere né mortificare. Non ho visto perplessità per la mia decisione. La sospensione si capisce benissimo che serve a me, e a chi vorrà seguire i miei passi, per non subire il condizionamento dell’assegnazione del candidato lunedì sera. Nessuno nel Pd è intervenuto sul merito di ciò che ho detto, e questo rivela che il mio malessere è assolutamente compreso e condiviso.

Come finirà questa vicenda?
Ci sarà un lungo conflitto che rischia di durare a lungo. Credo che domenica si affermerà alle primarie Cozzolino, ma che poi perderemo le elezioni.

Peccato per il Pd, no?
I peccati si scontano: la classe politica campana non è stata all’altezza e Renzi ha lasciato andare le cose, un po’ per dimostrarci che avremmo dovuto seguire le sue indicazioni, un po’ per ingraziarsi Berlusconi, consentendogli di riaffermare un suo candidato.