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VERSO IL MEETING/14 Note e luci: tutti gli spettacoli

agosto 22, 2011 Walter Gatti

Musica, teatro e grande schermo. Da Sparagna a Cevoli, passando per Fabi e l’orchestra di Parma

Canzone popolare italiana e irlandese, grande letteratura, giovani interpreti. Il Meeting della certezza e di Giorgio Napolitano è anche il meeting di Chesterton e dei Chieftains, di Eugenio Corti e di Fabrice Hadjadj, del tango e di Krystofsz Zanussi: ventisei appuntamenti, con alcuni “pezzi unici” di grande richiamo per tutti, amanti della lirica, del rock e del teatro. L’apertura del Meeting, nell’anno dei 150 anni dell’unità d’Italia, porterà con È festa (21 agosto, Piazza Cavour), spettacolo ideato e diretto da Ambrogio Sparagna e Davide Rondoni, un percorso di canzoni, poesie e testi che narra radici popolari e melodie celebri del nostro paese, messe in scena in una logica di recupero del sacro e del profano. Serata di emozioni e di tradizioni, È festa vede il ritorno del Meeting dentro la città di Rimini e l’uscita dagli spazi fieristici; e lo fa con Sparagna e Rondoni, cioè con il più autorevole ricercatore ed etnomusicologo italiano, e con il poeta dell’alternativa alla poesia-letteratura dotta e convenzionale. Sarà una serata di «grande festa popolare – ha detto Sparagna – di gioia e di armonia per raccontare la bellezza dello stare insieme, la comunione dello stare insieme e la forza che attraverso la musica si può trovare per affrontare i momenti difficili. La musica dei canti popolari della tradizione italiana, che dal nord al sud è protesa a costituire questa identità molteplice, ma vera: così come, inoltre, solo il canto popolare religioso sa fare».

La stessa intensità sarà protagonista di una serata ritmicamente differente, ma umanamente simile, quella del concerto dei Chieftains (24 agosto), nome che da solo rappresenta al meglio e al massimo tradizione e contemporaneità della musica irlandese. Paddy Moloney e soci sono in circolazione dagli inizi degli anni Sessanta, contaminando nei decenni il folk con il rock, la musica latino-americana, la musica classica. Il gruppo, che in scena sarà accompagnato da una compagnia di interpeti di ballo irlandese, offrirà un entusiasmante rilettura dei classici della terra di San Patrizio, da Reaglan road a The Fields of Athenry, proponendo anche brani dal recente album, San Patricio, dedicato alla vicenda tragica del battaglione irlandese che aveva partecipato alla guerra Texas-Messico.

Che più cercando io vo?
La musica, protagonista con Sparagna e Chieftains, propone anche il concerto di uno dei protagonisti più intensi della canzone italiana, Niccolò Fabi, oltre alla serata con gli Zero Assoluto, duo di pop sofisticato, che già lo scorso anno era stato localizzato tra il pubblico del Meeting. Negli anni scorsi al Meeting sono passati il fado e la canzone napoletana, il blues e il samba: quest’anno è il tango a vivere la sua “prima volta”. Merito di una giovane interprete bolognese, Carlotta Santandrea, che porta in Fiera le profonde magie di questa forma d’arte argentina, che miscela canzone hispanica e ritmi latino-americani, in un melange di romanticismo e passione a cui si sfugge a fatica. Non poteva mancare, in questo cospicuo cartellone musicale, lo spazio della tradizione classica. Per la grande platea dei melomani e degli appassionati di lirica, si esibirà l’Orchestra del Teatro Regio di Parma, che interpreterà alcune tra le più celebri arie della tradizione operistica mondiale, da Verdi a Donizetti, da Rossini a Mascagni. Il titolo della serata sarà tratto da L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti: “Che più cercando io vo?”.

Letteratura e teatro portano in scena nomi ed episodi di prestigio ed unicità. A partire dal testo dimenticato di uno dei più grandi scrittori europei, Gilbert Keith Chesterton, La Ballata del cavallo bianco. Si tratta di un poema datato 1911, che prosegue l’ambizione della manifestazione riminese di essere luogo di grandi riscoperte e riletture stimolanti per ogni autentica ricerca culturale. Nata per la suggestione della vicenda del leggendario re Alfred, che nella inglese Valle del Cavallo Bianco – non lontano da Oxford – sconfisse i barbari invasori nel nono secolo, la Ballata vedrà l’attore genovese Massimo Popolizio nella parte del re-narratore che rappresenta la paura e la lotta verso «coloro che rovina e buio portano», come fattori della distruzione di una civiltà e del desiderio di umanità e grandezza che dentro di essa si cela.

Da un grande convertito ad un altro, da Chesterton a Fabrice Hadjadj: Andrea Maria Carabelli porterà in scena Job o la tortura da parte degli amici, testo dello scrittore e filosofo franco-tunisino che dal 2008 frequenta il Meeting, votato ad una attualizzazione drammatica del personaggio biblico di Giobbe, costretto in un ospedale, tra flebo ed organizzazioni sanitarie contemporanee. Da un francese ad un italiano: Andrea Soffiantini e Paola Scaglione proporranno un omaggio teatrale ad uno dei più grandi autori italiani, il lombardo Eugenio Corti, la cui candidatura al premio Nobel per la letteratura ha raccolto più di una voce di sostegno. Tratto da opere e saggi dell’autore del Cavallo rosso, Scolpire le parole è una piece in cui parola e origini della terra e della gente italiana si intrecciano con i fatti storici del XX secolo, Stalin e il boom economico, la Chiesa e l’americanizzazione della società.

Uno degli appuntamenti ormai fissi per il popolo del Meeting è quello con il Galà di premiazione del Rimini Film Festival che, gemellato con il festival Encuentro di Madrid, vede quest’anno la presidenza di uno dei più importanti registi della cinematografia mondiale, Krzysztof Zanussi (autore di titoli memorabili come Illuminazione, La spirale, Da un paese lontano, Paradigma e Persona non grata). Il Festival, che ha raccolto oltre cento cortometraggi da autori di sessanta nazioni, ha già vissuto due serate di presentazione dei corti finalisti a New York e Roma ed è stato accolto con entusiasmo dagli operatori e dagli appassionati del grande schermo. Questi ultimi al Meeting avranno la possibilità di vedere (o rivedere) due titoli di grande efficacia artistica: Welcome di Philippe Lionert (22 agosto) e Uomini di Dio di Xavier Beauvois (23 agosto), pellicole commoventi di storie di vita, di dolori, di incontri, di certezze, come dice il titolo prescelto quest’anno a Rimini.
Le “certezze” del Meeting finiscono con un sorriso: il sipario sugli spettacoli si chiuderà infatti con il teatro di Paolo Cevoli, comico riccionese che porterà sul palco La penultima cena (26 agosto), controstoria della «più importante cena della storia dell’umanità». Con uno spettacolo che felicemente sta attraversando l’Italia, Cevoli si racconta sotto le mentite spoglie del ristoratore romano Publius Simplicius Marone alle prese con Gesù Cristo e la sua compagnia di amici.

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