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Tutti preoccupati per Pannella: giusto. Ma non conta più l’autodeterminazione come per Eluana?

dicembre 20, 2012 Redazione

Scrive al Corriere della Sera Eugenia Roccella (Pdl): «Pannella è libero, perfettamente consapevole dei rischi che corre; perché dovremmo sentirci coinvolti?».

«Caro direttore, Pannella forse è in pericolo di vita. C’è chi lo prega di smettere lo sciopero della sete, chi accusa i politici di indifferenza, chi invoca alimentazione e idratazione forzate. Tutti vogliamo che Marco viva, e non per la causa che difende (su cui posso essere d’accordo, ma non è essenziale), non perché lui è un protagonista della nostra storia (se fosse uno sconosciuto non cambierebbe nulla) ma soltanto perché è un uomo, e ogni esistenza umana è unica. La sua battaglia, però, rivela una contraddizione profonda, un estremo paradosso». Scrive così il deputato del Pdl Eugenia Roccella oggi al Corriere della Sera sullo sciopero della sete di Marco Pannella per protestare contro lo stato illegale delle carceri.

NON CONTA L’AUTODETERMINAZIONE? Per Roccella «i radicali sono i portabandiera dell’assoluta autodeterminazione, fino a decidere della propria morte. Ma se così fosse, perché mai dovremmo preoccuparci per Marco? Pannella è libero, perfettamente consapevole dei rischi che corre; perché dovremmo sentirci coinvolti? (…) Se non ci fosse una cultura condivisa della vita a cui appellarsi, se un uomo che si lascia morire non fosse considerato uno scandalo che sollecita un sentimento collettivo di pietà e insieme di ribellione, Pannella potrebbe spegnersi nell’indifferenza generale. Insomma, se il favor vitae diventa secondario rispetto all’autodeterminazione individuale, ne segue che Pannella fa della sua vita quello che vuole».

PER ELUANA SÌ. Continua Roccella: «Eluana Englaro è morta disidratata perché lo ha stabilito un tribunale. In quel caso ha prevalso il criterio dell’autodeterminazione, benché utilizzato in modo ambiguo, visto che Eluana non era più in grado di esprimere la sua volontà, e non aveva mai lasciato nulla di scritto. (…) Forse dobbiamo ammettere che se distruggiamo il principio del favor vitae mettiamo in crisi il laico sentimento di fratellanza umana su cui si fonda una comunità solidale. Saremo magari più autodeterminati, ma indifferenti l’uno al destino dell’altro».

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9 Commenti

  1. Enrico says:

    Pannella può scegliere mentre ad Eluana è stata imposta fame sete e morte, con sentenza (per sentito dire) del Tribunale di Milano, sottoscritta dal Capo dello Stato.

  2. Daniele says:

    Cara Renata, ogni uomo che senza offendere l’altro lotta per la verità sacrificando se stesso E’ Gesù Cristo. Né più né meno. In molti, in questi giorni, sentiamo il bisogno di esprimere la nostra stima e la nostra gratitudine a Marco perché riconosciamo in lui quella sete di verità e di amore che ancora sappiamo riconoscere in noi stessi e negli altri e che spesso manca proprio in coloro che invocano il nome di Dio. Invano.

  3. Erich P says:

    Michela Lodovisi# sacrosanta veritá espressa in modo magistrale!

    • Charlie says:

      Sete di verità e di amore, di cui assolutamente difetta quando si tratta di far fuori creature innocenti nel ventre delle madri.

      O anziani, al termine della loro esistenza.

      Un padre Teresio di Calcutta, insomma.

      • Daniele says:

        1) Marco Pannella non pratica l’aborto sulle donne;
        2) Marco Pannella non uccide gli anziani.

        Lei ha il libero arbitrio di informarsi di più e di avere più amore e rispetto per le persone, donne e anziani in particolare.

        • Charlie says:

          Pannella e i radicali si sono battuti per introdurre in Italia il divorzio e l’aborto.
          E ci sono riusciti.
          E adesso si battono per introdurre l’eutanasia.

          Quindi se c’è qualcuno disinformato, o meglio al di fuori della realtà, questi è proprio lei.
          E dico queste cose proprio perché ho amore e rispetto per tutte le persone, donne e anziani compresi.

          • Daniele says:

            Caro Charlie, evidentemente abbiamo un concetto di amore diverso. Io sono dell’idea che senza libertà non può esserci amore. In questo è probabile che io sia al di di fuori della realtà, se è vero che ancora in molti sono di altro avviso.
            Ps: in effetti se penso a Gesù prendo il suo “essere al di fuori della realtà” come un complimento.

            • Charlie says:

              Eh, sì, penso proprio di sì.
              Per fortuna.

              Perché prima del libero arbitrio esiste il rispetto della vita.
              Per quella generata da noi e anche per quella dei nostri simili, della quale non siamo noi gli artefici.
              Pure questa non spetta a noi toglierla.

              P.S.: Se vuol costruire un’analogia tra la sua posizione e il messaggio di Gesù, faccia pure.
              Gesù – come tutti – può essere tirato per la veste.
              C’è il libero arbitrio.

  4. blues188 says:

    Mi pare che tutti corrano dietro Pannella, ma si dimenticano che lo stato dei reclusi è dovuto a precise ragioni (che Pannella neppure cita) e cioè il poco impegno nel lavoro dei giudici che ci mettono anni (quando non secoli) per iniziare un processo e anche quando inizia avviene male e da principianti. Eppure i nostri giudici sono ben pagati! Affiora anche qui la solita mentalità meridionale del lavorare poco e guadagnare tanto e che lo Stato italiano accetta supinamente. Per risolvere il tutto si deve poter eleggere il giudice, come avviene in altre nazioni. Se eletti è più facile che siano anche più efficienti. E se più efficienti, anche i carcerati ottengono il giusto processo molto più velocemente.

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