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Tragicommedia obamiana. Storia dei 75 “ribelli moderati” addestrati dagli Usa in Siria

settembre 25, 2015 Leone Grotti

Armati per combattere l’Isis, i ribelli appena entrati in Siria hanno già disertato il Pentagono, finendo nelle mani di Al Qaeda. «Se è così, è la pietra tombale sul programma di addestramento»

Al Pentagono dev’essere scoppiata una psicosi generale, lunedì notte, quando il jihadista Abu Fahd al-Tunisi ha cinguettato su Twitter: «Un forte schiaffo in faccia all’America… Il nuovo gruppo della Divisione 30 entrato ieri [in Siria] ha consegnato tutte le sue armi a Jabhat Al-Nusra, in cambio della garanzia di poter passare in tutta sicurezza». I primi controlli sono stati effettuati, i comunicati di smentita sono stati pubblicati ma tutto sembra confermare la totale disfatta del programma americano di addestramento di “ribelli moderati”. Ma andiamo con ordine.

IL PIANO AMERICANO. Gli Stati Uniti si erano appena appena ripresi dalla figuraccia fatta il 17 settembre. Quel giorno si riuniva a Washington la commissione del Congresso incaricata di vigilare sull’operato dell’esercito americano. In particolare, i senatori repubblicani e democratici volevano capire quanti «ribelli moderati» addestrati dagli Stati Uniti stavano combattendo in Siria contro lo Stato islamico. A novembre 2014, infatti, Barack Obama ha fatto approvare un piano da 500 milioni di dollari per addestrare 5.400 ribelli da inviare in Siria «entro un anno».

DA 5 A 75. La risposta del generale Lloyd Austin sfiorava il ridicolo: «I ribelli ad oggi sono quattro o cinque. Il programma è molto più ridotto di quanto speravamo». Mentre tutti i giornali del mondo criticavano la fallimentare strategia americana, il 20 settembre, appena tre giorni dopo, è arrivata una notizia inattesa: «Sono entrati in Siria 75 ribelli addestrati dagli Stati Uniti in Turchia». Certo, si dirà, non si tratta di un contingente cospicuo, e non si avvicina neanche lontanamente all’obiettivo dei 5.400 ribelli preventivato, ma rispetto a «quattro o cinque» è già un bel passo avanti.

DALL’AMERICA AD AL-QAEDA. Neanche un giorno dopo, il tweet di Al-Tunisi ha spento l’entusiasmo: i 75 “ribelli moderati” sono sì entrati in Siria, ma hanno già consegnato tutte le loro nuove armi americane ai jihadisti di Al-Nusra, cioè la milizia siriana di Al-Qaeda. Come se non bastasse, a stretto giro è uscito anche un comunicato di Anas Ibrahim Obaid, il comandante del nuovo contingente di ribelli, che diceva così: ci dissociamo dal Pentagono, continueremo a combattere lo Stato islamico, ma come una «fazione indipendente». Nel frattempo, gli uomini di Al-Qaeda hanno continuato a pubblicare su internet foto con in mano le armi americane.

I PRECEDENTI. Gli Stati Uniti non hanno ancora confermato il passaggio con Al-Qaeda dei combattenti appena addestrati, ma i precedenti non sono certo promettenti. Ad agosto, l’esercito americano aveva fatto entrare in Siria un contingente di «60 soldati», chiamato Divisione 30 (Nuove forze siriane). Dopo pochi giorni, il gruppo è stato sbaragliato da Al-Qaeda, che ha rapito alcuni soldati, altri ne ha uccisi e altri ancora li ha convinti ad unirsi al jihad. Ecco perché, al 17 settembre, c’erano solo «quattro o cinque» ribelli che combattevano per conto dell’America.

RIBELLI POCO MODERATI. Da oltre un anno gli Usa bombardano le postazioni dello Stato islamico in Siria (e Iraq). Ma non avendo alcuna intenzione di inviare un contingente del proprio esercito, e covando il sogno di eliminare il governo di Assad insieme all’Isis, hanno deciso di appoggiare sul campo ribelli di ideologia “moderata” e non jihadista appositamente addestrati, finanziati e armati. Questa tattica si è rivelata da subito fallimentare, visto che già in passato questi combattenti addestrati dagli Usa sono stati sbaragliati da Al-Qaeda, che si è così impossessata degli armamenti a stelle e strisce, oppure si sono uniti ai jihadisti per diventare più forti, dimostrando così di avere ben poco di moderato.

«PIETRA TOMBALE». Davanti ai risultati di questo piano sgangherato, nessuno è stato colto di sorpresa quando nel fine settimana il colonnello Mohammad al-Dhaher, responsabile del programma di addestramento, si è dimesso lamentando «la mancanza di accuratezza e di metodo nella selezione dei quadri militari della Divisione 30». Che cosa accadrà ora? Charles Lister, analista per il Brookings Institution, ha un’idea: «Se anche questo secondo gruppo è stato davvero smantellato come il primo, si tratterebbe probabilmente della pietra tombale sul programma di addestramento». Almeno una buona notizia.

Foto Ansa/Ap


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26 Commenti

  1. AlessandroT says:

    Sostenere un gruppo di insorti che combattono in armi contro il governo legittimo di un paese costituisce una grave violazione del diritto internazionale. Questi atti di aggressione espongono gli USA e alleati al rischio di rappresaglia da parte della Siria cosa che finora non è avvenuta per non offrire il casus belli per un intervento militare diretto.
    Il progetto di abbattere Asad attraverso una rivoluzione è fallito, poi ha fallito l’Esercito Libero Siriano è opportuno che a Washington aggiornino la strategia. La presenza di gruppi terroristici e infine di uno stato vero e proprio (Stato Islamico) che hanno violato ogni principio del diritto internazionale compreso i principi che regolano il diritto di guerra, i diritti umani oltre che atti di aggressione e terrorismo verso buona parte degli stati dell’area impone alla comunità internazionale di affrontare la grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale attraverso un intervento armato nelle aree interessate volto a neutralizzare la minaccia e ristabilire la sovranità degli stati sotto occupazione bellica islamista.
    Se è stata possibile durante la Seconda Guerra Mondiale un’alleanza anti-fascista che comprendeva pure l’Urss come si può giustificare l’incapacità attuale di Russia e Usa di concludere un’alleanza anti-islamista? Serve un accordo tra le seguenti potenze UE (o in alternativa Francia, Regno Unito, Germania) Usa, Russia, Cina, India per normalizzare il Medio Oriente costringendo le potenze locali, Turchia, Israele, Iran, Arabia Saudita, Pakistan, a normalizzare le proprie relazioni e a stabilizzare l’area.
    Escludere una delle potenze esterne al blocco occidentale dal processo di stabilizzazione del Medio Oriente è un grave rischio in quanto fonte di divisione e disordine: porterebbe la potenza esclusa a sostenere uno dei contendenti locali per mettere in discussione l’ordine stabilito scatenando ulteriori tensioni e conflitti.

  2. Yusuf says:

    Due giorni consecutivi di bombardamenti dell’aviazione siriana contro Rakka, Idlib e Palmyra, così efficaci da mostrare che lo Stato Islamico è ben lungi dall’essere invincibile, e se l’Occidente volesse applicarcisi, la crisi dei rifugiati sarebbe presto finita.

    Quattro Sukhoi “Flanker” e otto elicotteri d’assalto russi, uniti al fatto che Mosca ha mostrato una chiara e fattiva volontà di eliminare l’IS; l’astuto invito di Putin agli americani e occidentali ad unirsi a lui nell’operazione di cancellazione dello Stato Islamico (che stavano aiutando) ossia a “combattere il terrorismo come detta il diritto internazionale”, è bastato per obbligare gli americani ad abbandonare il loro bluff. Il capo del Pentagono Ashton Carter (gran minacciatore di armi tecnologicamente miracolose, capaci di dare “Il primo colpo nucleare” a Mosca) s’è affrettato a telefonare al suo collega russo Shoygu per coordinarsi, onde scongiurare un “incidente involontario” fra gli aerei Usa e quelli russi. Lo voglia o no, Washington dovrà combattere lo Stato Islamico a fianco della Russsia. Altri complici, Turchia, Arabia Saudita, Katar, hanno visto che le loro creature jihadiste si trovano oggi davanti a un Assad rafforzato in modo decisivo dall’appoggio tecnico, logistico e d’intelligence russo. La notizia fatta circolare che Mosca “può prendere in considerazione” anche un invio di truppe se lo chiede Assad, ha probabilmente completato il quadro.

  3. Solo says:

    Obama è un incapace.
    Oltre ad aver permesso (di fatto) all’Iran di dotarsi dell’atomica (auguri a tutti…), riguardo l’IS e la gestione complessiva del problema mediorientale (leggasi “problema islam”) sta dimostrando tutti i limiti di un approccio incerto, che sta esponendo l’Europa al più grave rischio per la sua sopravvivenza dal dopoguerra (incluso la bomba immigratoria).
    Ma tanto a lui che gli frega, sta dall’altra parte dell’oceano…

  4. Raider says:

    Per il multinick filo-islamico, se qualcuno – chiunque sia: Russia, O.N.U., guardie forestali – ferma l’Isis, l’Occidente ci resta male. La paraoia, in casi clinici così esemplari, viene sempre fuori: per i nazi-islamici tutti, l’importante è che il dittatore si salvi. Che la maggior parte dei profughi fugga da Assad – se non altro, perché l’Isis è più ‘bravo’ a non permettere a nessuno di scappare, non importa né poco né tanto, ai nazi-islamici anti-occidentali: e vedremo, distrutto l’Isis, quanti profughi e finti profughi torneranno a casa, a piedi o a bordo di treni, aerei e navi. Tutti, mi auguro: se il ‘caro leader’ gli sta bene, assisteremo a un esodo a rovescio, di cui i sostenitori anti-occidentali dei regimi islamici dovrebbero rallegrarsi, dolendosi se questo ritorno a casa in massa non ci sarà.
    Intanto, è sicuro che nessuno dei profughi siriani alawiti – di quelli che discriminano i siriani di religione cristiani nei campi profughi turchi, libanesi e giordani come nei centri accoglienza svedesi, si è diretto verso l’Iran o manifestato l’intezione di recarvisi: anzi, dall’Iran continuano a fuggire come, a suo tempo, dissidenti e ‘asociali’ cercavano di scappare dall’U.R.S.S.: e ci sarà una spiegazione di questo fatto sicuro, indubitabile e significativo.
    Ma, proprio perché si tatta di un fatto oltre ogni irrazionale suggestione dietrologica e trama paranoica, il paranoico shah dei trolll multinick filo-islamici non si pone neppure il problema, che per i falsari come lui è l’ennesima smentita in tempo reale nell’atto stesso che ricicla tutte le frottole del regime iraniano e delle centrali di approvviggionamento islamiche cui attinge a piene mani sulla tastiera. Altri dubbi potrebbero sorgere su un intervento russo così tardivo, in fondo: spiegabili, magari, con un aiuto fornito a richiesta da un dittatore che i russi tengono in pugno, mentre se lo richiedono gli oppositori di un legittimo dittatore erede di una dinastia di tiranni, gli interventi, anche onusiani eventualmente, non vanno bene. Al nazi-islamico conviene censurarsi: e figurarsi se a chi ne contrasta le demenziali stupidaggi non comminerebbero altro che la censura, i figuri della sua stessa risma.
    E che fa, invece, il multinick nazi-islamico? Straparla di ‘primo colpo nucleare americano a Mosca: mentre sulle minacce iraniane all’Occidente, zitto e mosca.

  5. Leo says:

    Non è più possibile per gli Stati Uniti e i loro alleati regionali dire di sostenere i “ribelli moderati” nella guerra per procura che infuria in Siria, Iraq e Libano. C’è il governo siriano da un lato, e i terroristi tra cui al-Qaida e sue varie filiali, come al-Nusra e il cosiddetto “Stato islamico” dall’altro. Se non sostengono il governo siriano, è molto chiaro che sostengono al-Qaida. Così è evidente che la stampa occidentale e i think tank delle multinazionali che producono secondo i loro punti di vista, cominciare una campagna per ripulire al-Qaida quale male minore verso il SIIL. In realtà, non hanno praticamente alcuna differenza, con Stati Uniti ed alleati regionali che chiaramente armano, finanziano e sostengono entrambi. La manifestazione più recente e oscena di tale ripulitura fu quando il generale dell’US Army ed ex-direttore della CIA David Petraeus invitò apertamente ad usare al-Qaida per “combattere” il SIIL.

    • Raider says:

      ll multinick nazi-islamico, tornato alla denominazione d’origine, vaneggia, come fa sempre e senza remore. Il fatto che, in Afghanistan come in Iraq e Siria, gli islamici che dovrebbero combattere contro i talebani e l’Isis si arruolino per addestrarsi a spese degli U.S.A e spesso, uccidano istruttori e commilitoni e si infiltrino nell’intelligence, anziché una prova del fanatismo musulmano che è una minaccia per l’Occidente che ne accoglie milioni di islamici, sarebbe una prova delle trame occidentali.
      Questo, beninteso, dopo che il menteccato-islamo-nazista, con la disonestà tipica dei falsari come lui, ha scantonato dalla visita del papa in America, che smentisce tutti i fantasiosi arzigogoli del papa anti-occidentale e anti-americano – Francesco ha definito gli U.S.A ‘Terra di Libertà” e “Casa dei Coraggiosi”: a parte tanti altri attestati di stima nei confronti del Paese odiato dai nazi-islamici di tutto il mondo -: e così, la rabbia gli fa scattare più di prima l’impulso paranoide, già al parossismo perché lo psicopatico non riesce a essere coerente neppure con le paranoie con cui si è disfatto del cervello in nome di Allah e Maometto.
      nO ALL’ISLAM!

      • Anna P. says:

        Terra dei Liberi e Casa dei Coraggiosi è una citazione dell’inno americano, incipit della richiesta avanzata dal Papa al Congresso di abolire la pena di morte e ad arrestare il commercio delle armi, più che un attestato di stima per il paese a stelle e strisce. Credo.

  6. Leo says:

    Nell’articolo del Daily Beast, “Petraeus: usare al-Qaida per combattere il SIIL“, riferisce che: “I membri del ramo di al-Qaida in Siria hanno un avvocato sorprendente nei corridoi del potere statunitense: l’ex-esercito generale ed ex-direttore della CIA David Petraeus. L’ex-comandante delle forze USA in Iraq e Afghanistan ha tranquillamente sollecitato i funzionari degli Stati Uniti a considerare l’utilizzo dei cosiddetti moderati di al-Qaida e Nusra per combattere il SIIL in Siria, secondo quanto quattro fonti vicine ai colloqui, tra cui una persona che ha parlato con Petraeus direttamente, hanno detto al Daily Beast”. In tale cambio di retorica non c’è alcuna forza “moderata ribelle” di cui parlare. Tutto ciò che esiste, certamente, sono estremisti che operano sotto le diverse bandiere di al-Qaida e SIIL. Le rivelazioni sul sostegno degli Stati Uniti ad al-Qaida non sarebbero mai state così evidenti, ma non sono certo una novità. E’ ammesso che Stati Uniti ed alleati sauditi crearono al-Qaida come una forza mercenaria per lottare contro l’Unione Sovietica nella guerra per procura in Afghanistan negli anni ’80. Nel 2007, molto prima della guerra in Siria, il premio Pulitzer Seymour Hersh avvertiva sulle pagine del New Yorker che sotto l’amministrazione di Bush, il sostegno era già cominciato verso i Fratelli musulmani in Siria e altri gruppi estremisti, tra cui al-Qaida, al fine di minare violentemente il governo siriano di Damasco.

    • Raider says:

      So perfettamente che si tratta di una citazione dell’inno nazionale americano, tanto più signicativa, perciò, al punto che l’islamo-nazista, travestitosi da donna, adesso (sempre nickname, maschili o femminili, in -A: e guardate la tempistica: falso, come sempre!), deve trovare qualche pezza d’appoggio: ma per sfuggire all’evidenza dei fatti, in cui trovano posto, accanto alle falsificazioni d’annata, le paranoie in contraddizione fra di esse, evita di prendere atto della smentita che la visita del papa in America rappresenta per le sue farneticazioni e distorsioni islamo-naziste e del fatto che la doppiezza islamica, profittando di tutte le occasioni, compresi i conflitti inter-islamici, va oltre le trame attribuite agli Occidentali.
      NO ALL’ISLAM!

      • Anna P. says:

        Guardi che non conosco la persona a cui si rivolge ,sono una donna il mio nome inizia per A e non credo di dover scrivere il cognome per aggiungere alcunchè al mio semplice intervento. volevo solo affermare e forse mi sono espressa male che il Papa ha voluto porre il congresso di fronte ad una scelta di coerenza come recita l’inno almeno per i politici americani che in teoria la pensano come lui visti gli applausi. saluti

        • Raider says:

          La coerenza riguarda tutti, anche il papa che non incontra i dissidenti a Cuba e non parla di aborto e nozze gay di fronte al Congresso americano. Il papa dialoga con tutti, meglio criticarlo o esprimere le proprie perplessità che tirarlo dalla propra parte e strumentalizzarlo, per giunta, in modo incoerente, come fanno gli islamo-nazisti, alla cui coerenza mistificatoria (v. le farneticazioni sui profughi siriani, in ultimo) e falsità conclamate
          – fin dai multinick e con il ricorso a un linguaggio così forbito elegante, così islamicamente esemplare e coranicamente perfetto, che i post di questi saggi di coerenza con la civiltà musulmana di cui lei si stupirebbe sono stati rimossi dalla Redazione, lei, non so con quanta coerenza -,
          lei non ha nulla da obiettare. Proprio tali precedenti giustificano l’errore di persona virtuale. Sempre che di errore si sia trattato da parte mia.

  7. Yusuf-1 says:

    Secondo Putin «non vi è altra soluzione alla crisi siriana che il rafforzamento delle strutture governative legittime, aiutandole nella lotta contro il terrorismo». Ed è per questo che si dice «profondamente convinto che ogni azione volta a distruggere il governo legittimi creerà una situazione che si può vedere già in altri paesi della regione o in altre regioni, per esempio la Libia, dove tutte le istituzioni statali sono disintegrate». Insomma, Mosca punta a salvare Bashar al-Assad senza se e senza ma. «Bisogna spingere le autorità di Damasco a impegnarsi in un dialogo positivo con l’opposizione nazionale e a portare avanti le riforme», ha aggiunto il capo del Cremlino, stoppando in anticipo ogni pretesa esterna su un’uscita di scena di Assad come condizione per dare sostegno alla Siria. «A queste persone raccomanderei quanto segue: devono mandare questo messaggio al popolo siriano. E’ il popolo siriano ad essere autorizzato a decidere chi e come deve governare il suo paese».___

    Parole dure che molto probabilmente Putin ripeterà anche a Barack Obama lunedì, quando i due presidenti si rivedranno dopo più di un anno dall’ultimo incontro.

    • Raider says:

      “Parole dure che molto probabilmente Putin ripeterà anche a Barack Obama lunedì, quando i due presidenti si rivedranno dopo più di un anno dall’ultimo incontro.”
      Il multinick islamo-nazista continua a cambiare identità, solo le paranoie, oltre alle menzogne e alle volgarità che ammucchia, sono le stesse: e le alterna alle ovvietà per mescolare quel che è vero e tutti sanno senza bisogno che ce ne informino l’Irna e i suoi pappagalli di riferimento alle fantasie o sennò, ai suoi desiderata, di cui il multinick islamo-nazista sente il bisogno di informare quanta più gente possibile.
      In sostanza, “I due presidenti si rivedranno dopo più di un anno dall’ultimo incontro.” Che notiziona! Che, “molto probabilmente”, tolto quello che l’islamo-nazista ci ha messo di suo, nessuno a casa Lapalisse si aspettava. E l’islamo-nazista, invece, ci spera o si dispera sempre – guerra! guerra! guerra! all’Occidente! Perché Il multinick islamo-nazista è fatto proprio così: e quando non raglia, de-raglia.
      NO ALL’ISLAM!

  8. Andrea G.--- says:

    @Anna P.

    Mi permetto di aggiungere al tuo opportuno commento che anni fa Papa Giovanni Paolo II ricordò a Parigi che libertà fratellanza ed eguaglianza sono principi cristiani. E dicendo questo non intendeva certamente appoggiare l’ideologia giacobina.___

  9. Leo-&& says:

    E ‘l’ultimo colpo di scena geopolitica della stagione: sarà ora che il presidente americano Barack Obama avrà finalmente deciso di incontrare il presidente russo Vladimir Putin, questo Venerdì o all’Assemblea generale delle Nazioni Unite la settimana prossima a New York?
    Il cambio di marcia della Russia in Siria – non solo consegna le armi, ma c’è anche la prospettiva di un intervento effettivo di forze aeree russe – ha causato una sincope al traffico di Washington.
    Il Ministro siriano degli Affari Esteri Walled Muallem ha chiarito a Rt che il coinvolgimento russo diretto nella lotta contro ISIS / ISIL / Daesh e quei “moderati” ( designazione neocon USA) di Jabhat al-Nusra, alias Al-Qaeda in Siria, è ancora più importante che la sola consegna di armi.
    Washington, intanto, resta impantanata in un buco nero geopolitico, per quanto riguarda la strategia di Putin. La risposta dell’amministrazione Obama dipenderà da come il discorso di Putin alle Nazioni Unite sarà ricevuto in tutto il mondo, e come la diplomazia frenetica legata al teatro siriano di guerra se la passerà.
    E’ ingenuo interpretare il potenziamento militare russo come una semplice dimostrazione di forza, un invito agli americani di sedersi finalmente giù e discutere di tutto, dall’Asia sud-ovest fino all’Ucraina.
    E ‘anche ingenuo interpretare la mossa come un tentativo disperato di Mosca per instaurare qualche tipo di dialogo, ogni possibile dialogo. Non ci sono illusioni al Cremlino. Obama e Putin si scambiarono qualche parola a Pechino alla fine dell’anno scorso –tutto lì; nessuna visita ufficiale, nessuna riunione dettagliata.
    Quello che è certo è che l’ultima mossa sulla scacchiera di Putin porta con sé il potenziale per fare a pezzi la strategia” post-Maidan” dell’amministrazione Obama per isolare la Russia. Da qui la prevedibile paura, paranoia e odio che permea tutto il traffico di Washington.
    Le vecchie abitudini della Guerra Fredda 2.0 sono dure a morire –anzi non lo sono per nulla, morte. Washington può estendere il proverbiale “sostegno finanziario” allo stato fallito e in bancarotta dell’ Ucraina, e la pressione addosso all’UE per mantenere le sanzioni in tutto il 2016 rimarrà. Il “serbatoio di cervelli” degli Stati Uniti continua freneticamente a girare dicendo che l’amministrazione Obama “non è pronta” per affrontare in colloquio la Russia.

    • Raider says:

      Sentite che parla di ‘paranoia e odio americano’, il multinick nazi-islamico che odia l’Occidente! Proprio mentre riporta la ‘designazione dei neocon americani’ che al-Qaeda in Siria rappresenti un gruppo di fondamentalisti islamici meno estremista dell’Isis: cosa su cui tutti gli analisti, anche del Cremlino, sono d’accordo: tanto è vero che Isis e al Qaeda si fanno la guerra e non solo in Siria. E l’articolo qui sopra dimostra che se i ‘moderati’ islamici sono di questa marca, l’alternativa islamica ‘laica’ quale sarebbe, l’Iran (oltre alla maggioranza dell’Islamistan), Assad, il defunto regime saddamita santificato per odio anti-occidentale dal clero iraniano che lo aveva combattuto e poi, ha cercato di rovesciare il governo iracheno succeduto a Saddam hussein appoggiando i cosiddetti ‘resistenti’ e finanziando le milizie armate sciite contro il nuovo governo democratico iracheno: che, ora, viene ‘riabiliato’, benché instaurato grazie agli Occidentali, americani in testa. Evidentemente, le paranoie islamo-naziste sulle strategie di potere occidentale sono, appunto, paranoie e propaganda diffusi in nome dell’odio ideologico e teologico proprio dell'”Islam, religione di pace.”
      In Iraq e Afgahistan, gli islamici si arruolano egli eserciti regolari e infiltrano amministrazione e intelligence: poi, la colpa è degli occidentali che si fidano dei moderati. E se dei Russi si fida gente come questa, che, per es., accusa Israele di foraggiare l’Isis per sentirsi più ‘sicuro’ di non essere attaccato
      (da chi? Se con Assad gli israeliami dormivano sonni tranquilli, che problema c’era? O anche gli Assad, pére e fils, erano del Mosad, come lo accusavano, di tempo in tempo, Saddam, i palestinesi, gli iraniani: perché il bello della politica, anche nelI’Islamistan, è questo),
      quando ai confini avrà la Siria ringalluzzita dall’appoggio di Iran nuclearizzato e ‘moderato’ quanto lo sono i nazi-islamici qui all’opera, la pace nell’area sarà più sicura? Perciò, perfino mr. Obama ci vuole pensare. Altri, come il multinick nazi-islamico, si tengono strette le paranoie di casa nelI’Islamistan.

  10. Andrea-45 says:

    @Leo-12

    L’intervento della CSTO contro il terrorismo in Iraq e la Siria può essere l’inizio di un ordine mondiale basato sulla cooperazione e la difesa delle popolazioni o, al contrario, di un periodo di confronto Est-Ovest in cui l’Occidente sosterrebbe apertamente il terrorismo.

    • Raider says:

      Anna P., se non è l’ennesimo falso d’autore di bufale che si dà i numeri (45: 12: li esaurirà tutti e passerà ai decimali) per sentirsi un movimento d’opinione come altre volte credeva di essere un’emittente televisiva di Stato o una centrale idroelettrica, può constatare quanto le dicevo sul conto del multinick nazi-islamico ce falsifica anche se stesso.
      E vedete un po’ per dire che: niente, se proprio non gli riesce di piazzare bufale. “Ordine mondiale basato sulla cooperazione e la difesa delle popolazioni”: guerra! guerra! guerra! all’’Occidente, invaso da milioni di islamici che la guerra! guerra! guerra! all’’Occidente gliela stanno portando in casa – e anche Puntin sta riempiendo la Russia di islamici e di moschee, mentre l’economia russa, che sopravvive pressoché unicamente grazie alle esportazioni energetiche, stenta. E il multinick islamo-nazista, dando sfogo all’odio anti-occidentale, glissa come se non fosse conto delle paranoie islamo-islamofile avere, prima, maledetto come illegittimo il governo iracheno sorto dall’abbattimento del regime saddamita – contro cui il regime criminale iraniano mandava i bambini a farsi saltare sui campi minati: al fanatismo ‘guerriero’ dell'”Islam, religione di pace”, dei loro bambini gliene frega quanto dei nosti – parte di una coalizione internazionale a guida americana, non senza esaltare come “resistenti” i terroristi e ihadisti che, ora, combattono con l’Isis: e adesso, il governo di Baghdad torna rispettabile perché così ha deciso la Russia..

    • Raider says:

      Potreste sbloccare il post che ho inviato stamattina? Grazie!

    • Raider says:

      C’è un mio post in moderazione, fatelo passare come i post degli islamo-nazist, grazie.

  11. Leo-34 says:

    Dopo aver criticato i piani americani di addestrare fino a 5.400 ribelli per lottare contro i jihadisti dello Stato islamico, Putin ha ribadito come il presidente Assad debba essere incluso negli sforzi internazionali. Solo il 60% di questi combattenti è stato addestrato adeguatamente, e che solo quattro o cinque persone attualmente dispongano di armi”, ha aggiunto il presidente russo. “Gli altri hanno disertato con le armi americane per unirsi all’Isis”, ha detto riferendosi allo Stato islamico. Ha poi difeso il coinvolgimento di Mosca al regime: “Abbiamo fornito appoggio a legittime entità del governo” e “ad oggi (questa fornitura, ndr) ha preso la forma di forniture di armi al governo siriano, di addestramento militare e di aiuto al popolo siriano”.
    La Russia ha raggiunto un accordo con Iraq, Siria e Iran per costituire un comitato nel quale si condivideranno le notizie d’intelligence. Putin, inoltre, ha sentito il re saudita Salman per discutere della crisi siriana e oggi (28) incontrerà il presidente degli Stati uniti Barack Obama.

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