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Tanti auguri a Totti che compie 36 anni. Mille di questi colpi di tacco

settembre 27, 2012 Daniele Guarneri

Destro, sinistro, testa. Segna in acrobazia, dal dischetto e su punizione. Non c’è un colpo alla Totti, ci sono i gol e le giocate di Totti. E pure le barzellette

Trentasei anni e sembra ancora un ragazzino. Negli atteggiamenti, nella voglia di arrivare prima sulla palla, nella corsa e nella rincorsa. Sui muri di Napoli ci sono ancora i ritratti di Diego Armando Maradona, ma a Roma, tra le vie strette di qualche quartiere, si possono trovare quelli di Francesco Totti, una leggenda per i tifosi della Maggica (con due “g”, come dicono da quelle parti). Er capitano, er pupone, l’VIII re de Roma fa 36: 27 settembre 1976 – 27 settembre 2012. Quando si parla di Roma bisogna sempre specificare se è quella prima o dopo Totti. Così sappiamo che i giallorossi hanno vinto due scudetti p.T. e uno d.T. È il miglior realizzatore di sempre della squadra e il calciatore con più presenze. Con la maglia giallorossa ha bucato la rete 216 volte diventando il terzo cannoniere di sempre del campionato italiano, secondo (non primo) se consideriamo la classifica dei bomber che hanno segnato con una sola maglia.

È vent’anni che sgambetta sul rettangolo di gioco e ancora sembra non essere stanco. Nella stagione 1992-1993 entra nel giro della prima squadra grazie a Vujadin Boškov, che lo fa esordire in serie A a 16 anni. Cresce sotto i consigli e l’affetto di Carletto Mazzone, supera i dissidi con Carlos Bianchi, con Zeman si prende la fascia da capitano e da allora non l’ha più mollata. Con Capello ha vinto lo scudetto e una Supercoppa italiana, con Spalletti due coppe Italia e un’altra Supercoppa. Campione del mondo nel 2006 e vice campione d’Europa nel 2000 con la maglia azzurra; campione europeo nel 1996 e dei Giochi del mediterraneo nel 1997 con l’under-21. Nel 2007 diventa capocannoniere della serie A con 26 reti davanti a Cristiano Lucarelli e Christian Riganò. Nel gennaio di quest’anno, dopo una ricerca dell’International federation of football history & statistics, è risultato essere il calciatore più popolare d’Europa, davanti ad Alessandro Del Piero e Cristiano Ronaldo.

Destro naturale segna bellissimi gol anche di sinistro, di testa, in acrobazia, dal dischetto di rigore e su punizione. Non c’è un colpo alla Totti, ci sono i gol di Totti. I gol
e le giocate, quelle che spesso mandano in porta i compagni. Il preferito per sorprendere l’avversario? Il colpo di tacco. Secondo la Gazzetta dello Sport sono 996 in tutta la carriera e Totti sogna di tagliare il traguardo dei 1.000, magari con un rete, cosa che non gli è mai successa.

Di Francesco oltre ai gol si ricordano le sue barzellette, le esultanze, i gesti provocatori, le dediche e le prese in giro. Come quella volta che agli Europei del 2000 durante la semifinale contro l’Olanda ha beffato dal dischetto Van der Sar con un cucchiaio irriverente. Un gesto che il capitano è in grado di fare da ogni posizione del campo, come quando ha piegato l’Inter a San Siro scucchiaiando da fuori area. O quella volta che dopo un gol alla Lazio si è alzato la maglietta e ha mostrato la scritta “vi ho purgati ancora”. O la volta che si è portato il dito indice alla bocca per zittire gli juventini e con le quattro dita della mano gli ha mimato “ve ne abbiamo fatti quattro, zitti e a casa”.

Ricordare tutte le magie del numero 10 è impossibile, ma tra la carrellata di immagini che non vanno scordate c’è anche la dedica alla sua Ilary Blasi: “sei unica”. O quando a qualche mese dei mondiali di Germania si è fratturato il perone sinistro lesionandosi i legamenti in uno scontro di gioco con il centrocampista Vignali dell’Empoli. Tutti si sarebbero arresi, Totti no. È diventato l’ultimo gladiatore, si è rialzato, ha faticato, sudato e a Berlino c’è andato pure lui.

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