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«Armare i ribelli in Siria? Significa armare al-Qaeda». Dubbi inglesi sulla strategia di Cameron

giugno 18, 2013 Leone Grotti

Il Regno Unito è pronto ad armare i ribelli in Siria, ma Nick Clegg e Boris Johnson sono contrari. L’arcivescovo greco di Aleppo: «La soluzione negoziale è l’unica praticabile»

«Se armare i ribelli in Siria fosse una buona idea, lo avremmo già fatto». Le parole del vicepremier inglese Nick Clegg dimostrano che il Regno Unito ha una posizione meno unitaria di quanto David Cameron voglia far pensare sulla soluzione della guerra civile siriana. Alla vigilia del G8, il premier inglese ha ribadito che l’Inghilterra è pronta ad aiutare i ribelli contro Assad, a fianco degli Stati Uniti di Barack Obama, rifornendo di armi solo gli «elementi pluralisti e democratici» dell’Esercito libero siriano che «vogliono la democrazia».

«ARMI FINIRANNO AD AL-QAEDA». Un obiettivo complesso, come sottolineato anche dal sindaco di Londra Boris Johnson, che ha pubblicamente criticato Cameron: «Armare i ribelli sarebbe un’iniziativa disastrosa. La Siria non dovrebbe essere un’arena per “mostrare i muscoli” e quelle armi finirebbero nelle mani di al-Qaeda». Al G8 Barack Obama e Vladimir Putin non hanno trovato un punto di accordo sulla Siria e da Damasco, attraverso un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Bashar al-Assad ha minacciato così l’Occidente: «Se gli europei consegnano armi, il cortile dell’Europa si trasformerà in (un terreno) propizio al terrorismo e l’Europa ne pagherà il prezzo».

«DIALOGO, NON ARMI». Se papa Francesco nei giorni scorsi ha scritto una lettera al premier Cameron «auspicando un cessate il fuoco», al G8 arriva anche la richiesta per una soluzione pacifica e non armata del conflitto da Jean-Clement Jeanbart, arcivescovo greco melkita di Aleppo: «Speriamo che dal G8 si possa sapere qualcosa di più sul futuro del nostro Paese soprattutto in chiave di soluzioni pacifiche. L’appello del Papa ci conforta e ci dona forza di credere in un futuro non di morte. La soluzione negoziale è l’unica praticabile». «Al G8 – continua – dico che abbiamo bisogno di dialogo e non di armi. Dovesse permanere una situazione come quella attuale a rischio non sarebbe solo la Siria ma tutta la regione, e con essa la libertà, la convivenza e la tutela delle minoranze».

VESCOVI RAPITI. Monsignor Jeanbart ha anche parlato della situazione dei due vescovi ortodossi rapiti vicino ad Aleppo oltre un mese fa: «Non abbiamo più notizie di Boulos al-Yazigi, arcivescovo greco ortodosso di Aleppo e Iskenderun e di Youhanna Ibrahim, metropolita siro-ortodosso di Aleppo. Non sappiamo come evolverà la situazione, se le trattative vanno avanti, e lo stesso vale per i due sacerdoti da mesi nelle mani dei rapitori. Ad Aleppo la situazione sembra, almeno in apparenza più tranquilla, ma nessuno sa cosa si prepara per tutti noi».

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5 Commenti

  1. Fausto says:

    Come Cristiano ritengo deplorevole armare qualsiasi milizia combattente fosse anche per il raggiungimento della domocrazia. A sostegno delle mie tesi mi rifaccio all’esempio di vita degli Apostoli e di Gesu Cristo i quali preferirono farsi ammazzare come agnelli sacrificali piuttosto che morire di spada.

    • Vittorio says:

      Fausto, idealmente sono d’accordo con te e penso sia doveroso per ogni politico credente cristiano lavorare affinchè si trovino alternative alla guerra che dev’essere l’ultima delle vie praticabili.

      Tuttavia, quando il conflitto è già in corso non si può restare neutrali fino alla fine. E’ meglio prendere parte. Nel caso della Siria, abbiamo visto quanto sia reale la sofferenza delle comunità cristiane che lamentano la violenza proveniente dalle frange principali delle forze ribelli. In questi giorni mi sono accorto con grande gioia che in occidente, i cristiani sono quasi tutti d’accordo nel criticare l’operazione militare di presunta liberazione. In altri articoli ho commentato il perchè di questa guerra (Questione israeliana e questione sciita/sunnita).

      Concludo dicendo che noi cristiani dovremmo schierarci con maggiore fermezza dalla parte di Assad perchè con nessun altro presidente i cristiani si sono mai trovati ben ambientati in una nazione a maggioranza musulmana.

  2. Mark says:

    Naturalmente ci conviene stare dalla parte di Assad, altrimenti la Siria diventerebbe un nuovo Afghanistan pieno di quei pazzi fanatici che sono gli islamici. Riguardo a Cameron non ho parole, ogni cosa che dice è un’emerita scemenza, partendo dalla sua idea di far entrare la Turchia in Europa fino a quest’ultima di armare i terroristi islamici… inglesi ravvedetevi, avete votato per un uomo davvero pericoloso, o più semplicemente per un folle!!

  3. mogol_gr says:

    Sì ed é uno scandalo di dimensioni inquantificabili (visto il precedente jugoslavo Menem ecc.) che quel rimbambito di Ki-moon non riesca ad ammonire chi ha armato gli orchi.

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