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Siria. Inedita alleanza turco-saudita per finanziare l'”Esercito di conquista” dei terroristi anti-Assad

maggio 8, 2015 Leone Grotti

Di questa formazione che ha conquistato Idlib fanno parte dei ribelli, un tempo finanziati dagli Stati Uniti, e la milizia di Al-Qaeda

La guerra in Siria non smette di mietere vittime, i rapporti di Amnesty International sul dramma di Aleppo si conquistano i titoli dei giornali per un paio di giorni. Poi però tutto torna come prima e gli Stati, sia occidentali che arabi, riprendono a curare i loro interessi, che divergono sensibilmente da quelli della popolazione.

USA ADDESTRANO RIBELLI. Così ieri gli Stati Uniti hanno annunciato che il programma di addestramento dei ribelli siriani è cominciato. «Siamo partiti con un manipolo di uomini che abbiamo selezionato molto attentamente», ha dichiarato ieri Ashton Carter, segretario della Difesa Usa. «Ci aspettiamo che la tattica sia un successo e che i soldati aumentino. Ma da qualche parte bisogna cominciare, in questo caso da qui». Cioè da 400 uomini che verranno addestrati da 450 militari americani, e non solo, per combattere contro lo Stato islamico.

«SARANNO COERENTI». L’obiettivo, come dichiarato dagli Usa, è quello di raggiungere nei prossimi tre anni una forza di 15 mila ribelli. Carter ha sottolineato che combatteranno contro l’Isis e non contro il governo di Bashar al-Assad ma nessuno sa cosa succederà quando se lo ritroveranno davanti. Il tentativo americano è fallimentare in partenza, perché molti ribelli, già finanziati dagli Usa, sono poi finiti per combattere insieme ad Al-Qaeda. Anche per questo Carter ci tiene a sottolineare, come riporta la Bbc: «Una parte esplicita del loro addestramento riguarda come comportarsi in modo coerente con la legge internazionale. Ogni appoggio sarà fortemente condizionato dalla loro buona condotta sul campo».

INVADERE LA SIRIA? Mentre l’America si affida ai buoni propositi manifestati dai ribelli “democratici”, Arabia Saudita e Turchia hanno confermato di essersi alleati per aiutare i ribelli a combattere contro il regime di Assad in Siria. Il termine “ribelli” non deve ingannare, perché tra le formazioni finanziate ci saranno anche i terroristi islamici di Ahrar Al-Sham, che sono alleati con Al-Nusra, la milizia siriana di Al-Qaeda. Secondo una dichiarazione, poi smentita, del ministro turco dell’Energia Taner Yildiz, Ankara sarebbe anche pronta a invadere la Siria con truppe di terra per creare una «zona cuscinetto».

PATTO TURCHIA-ARABIA SAUDITA. Che Arabia Saudita e Turchia abbiano favorito in ogni modo l’avanzata dei terroristi a discapito del governo di Assad non è una novità per nessuno. Ma che si siano messi d’accordo i due paesi, il primo dei quali vuole eliminare i Fratelli Musulmani mentre il secondo li promuove, è inedito. Il patto, come rivela l’Associated Press, è stato stretto a marzo tra Recep Tayyip Erdogan e il re Salman. La coalizione finanziata dai due Stati e che si chiama “Esercito di conquista” ha il suo centro a Idlib, città del nord della Siria di recente conquistata da terroristi islamici, che comprendono sia Al-Qaeda sia gruppi di ribelli un tempo finanziati dagli Stati Uniti.

PEGGIORA LA GUERRA. Ufficiali turchi, citati dall’Ap, affermano di non aver apprezzato l’impegno americano, che non avrebbe una strategia sufficientemente efficace per la risoluzione della guerra in Siria. Per questo ha deciso di intervenire direttamente insieme all’Arabia Saudita. Complicando e peggiorando ulteriormente il già devastante conflitto che dura dal 2011.

Foto Ansa/Ap


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7 Commenti

  1. dodi scrive:

    La Turchia entrerebbe in europa?chissa come :mamma li turchi!!!!!questo articolo non dice nulla di nuovo,le testimonianze delle combattenti curde e degli yazidi spiega l’omerta della Turchia nei confronti dei terroristi islamici che passano indisturbati nel loro territorio mentre la resistenza è osteggiata.Poi hanno il coraggio di offendersi per la parola Genocidio:Cominciamo con tanti Rosari come per la battaglia di Lepanto se non ci aiuta Lui…..siamo fritti.

  2. Menelik scrive:

    Che mi ricordi io, negli ultimi 20 anni la politica estera americana non ne ha indovinata una.
    Mi sembra proprio che se li vadano a cercare i disastri.
    E q

    • Filippo81 scrive:

      Gentile Menelik, non sono errori ma sono scelte scellerate fatte deliberatamente, gli Stati Uniti non sono più una democrazia da un pezzo, come del resto anche quasi tutti i nostri Stati europei.

      • Franco scrive:

        Scellerate? sono scelte ponderate!

        • Filippo81 scrive:

          Scellerate per le conseguenze devastanti che hanno !

          • Franco scrive:

            Certo Filippo, conseguenze terrificanti e io aggiungo che le avevano previste visto che il settarismo libico non era un segreto di stato e che la posta in gioco è alta.

  3. Raider scrive:

    Il guaio è che le scelte deliberate possono essere tutt’altro che ponderate: difatti, nessuno sa che pesci prendere o altrimenti, nessuno vuole farlo. Se si parla di “intervento da terra”, tutti a dire no, compresi quelli che si scandalizzano per la caduta di regimi, prima e con qualche ragione, aborriti; gli stessi pacifisti e anti-occidentalisti che chiedono perché nulla di concreto si fa contro il regime eritreo, etiope, la cronica anarchia tribale somala, contro l’Isis in Libia, l’Isis in Siria e ora, anche in Nigeria; ma anche perché si aspeta tanto a muovere contro i sauditi, ecc… ecc…
    Poi, quando si facesse “qualcosa”, tutti a accusare l’Occidente e a rimpiangere i dittatori che, per es., permettono solo a 20.000 eritrei al mese di lasciare il Paese per emigrare qui: dove l’Ue vorrebbe imporre ai Paesi che combattono questi regimi – e fanno male – o non li combattono – e fanno peggio -, quote di immigrati da ogni dove, guerre o non guerre in corso, finite o appena inaugurate.
    Non sembra un modo coerente e onesto neppure per chi cerca non ha bisogno di scuse particolari per attaccare sempre e comunque l’Occidente: cui, però, imporre a ogni costo l’immigrazione.

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