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Siria. Guerriglieri curdi: Isis «ha usato armi chimiche». In Iraq il califfato avrebbe fatto arrestare i nostalgici di Saddam

luglio 16, 2014 Redazione

L’attacco chimico non è confermato. I terroristi avrebbero usato armi non convenzionali sul territorio di Kobane, roccaforte curda nel nord della Siria. In Iraq, sono cominciate le divisioni fra Isis e i sunniti locali

Isis potrebbe avere usato delle armi chimiche. L’attacco sarebbe avvenuto a Kobane, città siriana al confine con la Turchia, popolata dai curdi e dal 4 luglio assediata dagli jihadisti. A denunciarlo è Redur Khalil, portavoce dell’Unità di difesa del popolo curdo (Ypg) in Siria. Le armi potrebbero provenire da un deposito di smaltimento iracheno dell’era di Saddam Hussein, oppure potrebbero essere state sottratte all’immenso arsenale del regime di Bashar Al-Assad. Secondo quanto riporta il sito di informazione curda ekurd.neti terroristi avrebbero usato contro l’Ypg anche missili termici di fabbricazione americana.

PRESUNTO ATTACCO CHIMICO. «Il territorio di Kobane – ha detto l’altro ieri il portavoce dei guerriglieri curdi – è da alcuni giorni sottoposto ad attacchi cruenti dei terroristi dell’Isis. In questi attacchi, le bande dell’Isis stanno usando tutti i tipi di armi, tra cui i missili termici degli Stati Uniti». Inoltre, ha proseguito il portavoce curdo, «dopo le prime ricerche e i primi controlli effettuati su combattenti feriti e uccisi nel territorio di Kobane, un team di medici esperti ha dimostrato che le bande dell’Isis hanno usato armi chimiche». «I medici hanno trovato ustioni e puntini bianchi sui corpi dei morti», ha affermato il portavoce dell’Ypg. A causa dell’assedio di Kobane da parte dell’Isis, finora non è stato possibile verificare la veridicità delle affermazioni. L’Ypg ha lanciato un appello affinché le istituzioni internazionali verifichino che l’Isis non abbia usato materiale bellico chimico.

ISIS CONTRO GLI EX SADDAM. Nel frattempo, sul fronte iracheno del califfato (che si estende fra la città siriana di Aleppo alla provincia irachena di Diyala), i sunniti un tempo fedeli a Saddam Hussein e l’Isis starebbero iniziano a dividersi. In una registrazione, Izzat Al Douri, unico alto funzionario del regime di Saddam Hussein scampato alla cattura, e attuale leader “spirituale” dei baathisti sunniti, ha fatto un appello all’unità fra le varie fazioni. Secondo fonti di Al Arabiya, il “Re di fiori” potrebbe essere stato costretto dai militanti jihadisti a sposare la causa di Isis. Al Douri ha affermato che «la liberazione di Baghdad è dietro l’angolo». «Ognuno dovrebbe contribuire, per quanto di sua competenza, a completare la liberazione del paese amato, perché non c’è onore o dignità senza la sua liberazione», ha detto il “Re di fiori”, facendo un appello all’unità delle fazioni che combattono il governo sciita di Maliki. Secondo Al Arabya, «sono sempre più evidenti le divisioni». Stando a fonti dell’emittente, infatti, «a tre settimane della presa di controllo della città settentrionale di Mosul, i militanti dell’Isis hanno cominciato ad arrestare anziani ex-militari, funzionari e membri del partito Baath».

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