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Sberna (Famiglie numerose): «Monti, che vigliaccata! Manovra? Voto zero più»

dicembre 19, 2011 Chiara Rizzo

Intervista a Mario Sberna, presidente associazione famiglie numerose, che dà un voto alla manovra dal punto di vista dei vantaggi per le famiglie: «Il “più” è per la riduzione di 50 euro a figlio sull’Imu». Ma il resto è un disastro: «Non ha fatto niente di quello che gli abbiamo chiesto. Anzi: ha fatto una vigliaccata su Isee e assegni familiari»

La manovra Monti ha introdotto un pacchetto di provvedimenti che secondo il governo sono improntati a maggiore equità. Tempi.it ha chiesto cosa accadrà con questi provvedimenti alle tasche delle famiglie italiane al presidente dell’Associazione famiglie numerose, Mario Sberna.

Cosa ne pensa dell’introduzione nella nuova manovra Monti degli sgravi sugli immobili di 50 euro per ciascun figlio convivente?
«Siamo contenti perché siamo stati proprio noi a chiederlo: Gabriele Toccafondi e Raffaello Vignali (Pdl), insieme a Gianluca Galletti e Rocco Buttiglione (Udc), hanno ripreso questa nostra richiesta e l’hanno presentata al governo. Sono stati bravissimi ad ascoltarci, purtroppo Monti non ci ha ascoltati del tutto perché la manovra riguarda le famiglie con 4 figli (185 mila solo queste ultime). Quelle con 5 figli in Italia sono meno di 50 mila, poi ci sono quelle con 6 figli (25 mila), quelle con 10 o più figli (600): sono pochissime, certamente, ma proprio per questo non si poteva aiutare anche loro? Una volta che hanno fatto trenta, si sarebbe potuto fare trentuno, per una questione di giustizia e significato, i figli sono un bene prezioso da tutelare».

Avete calcolato che incidenza potrebbe avere l’introduzione dell’Imu sulle famiglie italiane?
«Secondo l’Adusbef e Federconsumatori la manovra avrebbe ricadute nel 2014 pari a 1.129 euro l’anno a famiglia, che si sommerebbero con le misure del 2011 della manovra Berlusconi, arrivando a 3.160 euro l’anno».

Queste stime sono attendibili o allarmiste?
«Sono attendibili per la stragrande maggioranza delle famiglie, sono invece sottostimate per quelle numerose. I dati Adusbef-Federconsumatori si basano infatti su una famiglia media composta da 3-4 persone (1 figlio). Ma per le famiglie numerose, la media è come minimo di 6 persone: i nostri conti hanno considerato 6-7 persone a famiglie. E così i costi della manovra sulle famiglie salgono a 4 mila euro all’anno. Inoltre: sugli immobili, il governo deroga al Comune la scelta di come tassare tenendo anche in considerazione ad esempio il reddito dei propri cittadini. Ma è anche vero che bisognerebbe pensare a quante bocche si sfamano con un certo reddito x. Non necessariamente con un certo reddito si è più ricchi, nel momento in cui si hanno 4, 5 o 6 figli. Perciò mi pare che la detrazione dei 50 euro a figli sull’Imu in fondo sia un po’ un’elemosina alle famiglie numerose. Al di là della detrazione, si deve considerare che le case di queste famiglie sono più grandi: quindi il taglio lineare delle detrazioni fiscali (introdotto dall’ex ministro Tremonti e mai cancellato) previsto per il 2013, e che ammonta al 25 per cento, va ad incrementare i costi sulle spalle delle famiglie.

Quali altri punti della manovra possono avere ricadute sulle famiglie? Qual è il vostro giudizio complessivo?
«
Con l’Isee (il certificato indispensabile per chiedere servizi pubblici), oggi più figli si hanno, meno valore hanno come “coefficienti” per misurare il reddito familiare. Se io ho un figlio, come coefficiente è calcolato 0,50 punti circa: il terzo figlio, invece, 0,30 punti. Si sarebbe dovuto intervenire in senso contrario: più figli, più coefficiente. La vigliaccata che ha fatto Monti, e ci tengo che scriva “vigliaccata”, è stato invece introdurre nel calcolo dell’Isee anche quelle entrate che prima non erano conteggiate. Succede nell’articolo 5 della manovra (l’unico su 104 pagine che usa la parola famiglia): gli assegni familiari, ad esempio, verranno calcolati come una sorta di reddito in più. Insomma, lo Stato con una mano eroga l’assegno familiare, con l’altra se lo riprende indietro calcolandolo nell’Isee, e dimenticando anche il fatto che i lavoratori danno già un contributo in busta paga proprio per gli assegni familiari. Il mio giudizio complessivo sulla manovra Monti è pessimo. La famiglia è difesa dagli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione: ma non è stato fatto niente a favore né della maternità, né dei giovani».

Cosa chiedevate voi?
«Che fossero riconosciuti 3 anni in più di contributi alle mamme lavoratrici: non è stato fatto. E per i giovani? Si sarebbero dovute sgravare dall’Imu le giovani coppie, magari con un lavoro precario, che hanno appena contratto un mutuo. Cosa costava? Nulla. Ma invece no, l’Imu la pagheranno pure i giovani precari che rischiano e scelgono di creare una famiglia. L’istituto internazionale di studi e ricerca, Sipri, ha dichiarato che tutta la spesa militare dell’Italia nel 2010 è stata di 27 miliardi di euro. Perché non tagliare piuttosto questo fronte? Oltretutto abbiamo in molte città moltissime caserme enormi e dismesse: perché non intervenire lì piuttosto? Secondo me è mancato coraggio ed equità. Per andare a prendere i soldi su benzina e sigarette non c’è bisogno di professori. Quindi voto zero più. Dove il più è questa riduzione ottenuta sui 200 euro alle famiglie.

 

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1 Commenti

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