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«Rigore di bilancio, crescita, equità»: i tre pilastri del governo Monti

novembre 18, 2011 Redazione

Nel discorso al Senato il nuovo premier italiano Mario Monti delinea il programma che il suo governo intende attuare. Tante le misure che toccano la previdenza, la reintroduzione dell’Ici, sacrifici all’insegna dell’equità, modifica del mercato del lavoro in favore di donne e giovani, dismissioni del patrimonio pubblico e lotta all’evasione fiscale

«Il tentativo è difficilissimo, altrimenti ho il sospetto che non sarei qui…». Mario Monti si presenta in Senato, prima tappa del percorso parlamentare che si concluderà domani, senza nascondere i problemi che ha davanti. Ma bisogna provarci ugualmente: la sua bussola sarà «il senso dello Stato», l’obiettivo quello di «riscattare il paese», scongiurando l’incubo default. Monti chiede alle forze politiche di essere responsabili: «Se falliremo, se non troveremo l’unità di intenti, saranno le fasce deboli a sperimentare condizioni ben più dure», è il suo ammonimento.

Dopo aver elogiato Napolitano per la «grande saggezza, perizia e senso dello Stato con cui ha saputo risolvere una situazione difficile in tempi ristrettissimi» e aver rivolto un «pensiero cordiale» a Silvio Berlusconi per aver «facilitato» la successione, il professore della Bocconi, chiamato a riuscire dove gli altri hanno fallito, spiega ai senatori che lo ascoltano in silenzio che il suo sarà un «governo di impegno nazionale» che «nasce per affrontare con spirito unitario una situazione di estrema emergenza». «La gravità della situazione – aggiunge Monti – richiede una risposta pronta e decisa, con un equa ripartizione dei sacrifici». Il suo tono ha una sfumatura paternalistica quando invita i partiti ad archiviare la stagione delle polemiche sopra le righe: «Vorrei aiutarvi tutti a superare una fase di dibattito molto acceso e prendere provvedimenti all’altezza della situazione».

Monti inquadra la crisi: «E” internazionale, lo dico anche per evitare demonizzazioni, l’Europa sta vivendo i giorni più difficili dal secondo dopoguerra ma bisogna evitare che qualcuno ci consideri l’anello debole, altrimenti ci ritroveremmo soci di un progetto elaborato da paesi che guardano anche ai loro interessi nazionali, nei quali non c’è necessariamente un’Italia forte». Ma l’Europa, ammonisce Monti, non va considerata come un nemico: «Non dobbiamo vedere i vincoli come imposizioni. Non c’è un “loro” e un “noi”. L’Europa siamo noi». Tre i pilastri del suo governo: «il rigore di bilancio, la crescita e l’equità». Il premier insiste in particolare sulla crescita: «Non saremo credibili se non ricominceremo a crescere». Bisogna dunque rimboccarsi le maniche: ci saranno sacrifici da compiere ma «dovranno essere equi», promette il nuovo presidente del consiglio. E anche la politica dovrà dare il buon esempio: «Di fronte ai sacrifici che dovranno essere chiesti, è ineludibile contenere i costi degli organi elettivi».

In più Monti annuncia un programma per la revisione della spesa dell’amministrazione pubblica. Ma le novità più importanti arriveranno dalla previdenza, dalla lotta all’evasione, dalla casa e dal mercato del lavoro. Sul versante casa, Monti fa intravedere una reintroduzione dell’Ici sulla prima casa. Il premier dice infatti che bisognerà «riesaminare il peso del prelievo della ricchezza immobiliare», perché «l’esenzione dell’Ici sulla prima casa costituisce una peculiarità dell’Italia , se non un’anomalia». Monti promette anche un «calendario puntuale» di dismissioni del patrimonio pubblico.

Mercato del lavoro: il presidente del Consiglio si scaglia contro quel «mercato duale dove alcuni sono totalmente tutelati e altri sono del tutto privi di tutela. C’e’ bisogno di più mobilità, ma nuove regole riguarderanno solo i nuovi rapporti di lavoro mentre non verranno modificati i rapporti in essere». Novità in arrivo anche per la contrattazione, il cui baricentro dovrà essere «spostato verso il luogo di lavoro». Tra le priorità indicate, quella di un maggiore inserimento delle donne e dei giovani nel mercato del lavoro.

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2 Commenti

  1. sebrisi scrive:

    Da quanto pubblicato sui quotidiani quel grande
    economista del Mario Monti prevede per noi Popolo
    lacrime e sangue anche se si giustifica parlando
    solo di qualche sacrificio. Ma dobbiamo essere, come
    dicono a Napoli, “cornuti e mazziati”?. Si parla di
    reintroduzione dell’ici sulla prima casa, aumento
    dell’irpef, aumento del catasto del 20 o 30%, etc.
    NO, NO, BASTA. Pacificamente manifestiamo la nostra
    NON accettazione di quanto il dritto (10 appartamenti
    ed altre unità immobiliari solo fra Milano e Varese
    possiede oltre ai beni di sua moglie) vorrebbe
    affibbiarci. Basta con questo stillicidio del solito
    PANTALONE.
    Io e noi tutti non vogliamo dare ancora un centesimo
    in più di quello che già ci stanno derubando. Cominciamo
    dicendogli :
    MONTI, IRRESPONSABILE VERSO IL POPOLO, TORNATENE A CASA,
    TOGLICI IL DISTURBO CHE LA SOLA TUA PRESENZA PROVOCA IN NOI.
    VADE RETRO S…..

  2. atchir scrive:

    Gentile direttore, con stupore vedo che tutti, proprio tutti sono allineati sul giudizio positivo al governo Monti: da Tempi al Sussidiario, da Formigoni a Mario Mauro: va bene Monti, evviva Monti. Non contano davvero nulla nel giudizio il metodo con cui siamo arrivati ad avere questo governo? le evidenti falsità e le mezze verità che ci stanno dietro? Davvero limpidamente è stata usato realismo e ragionevolezza nel giudicare? Per carità Monti è andato a Messa domenica scorsa (dalle sue sucessive decisioni deve aver sentito il passo”i poveri li avrete sempre con voi”) e poi sappiamo che “tutto concorre al Bene”, quindi non perdiamo la fiducia; anche la Chiesa in un momento di particolare gioia esclama “Beata la colpa che ci meritò tanto Redentore!” Tuttavia con maggiore verità e spirito educativo non ci propone Adamo come esempio… il suo continua a chiamarlo PECCATO originale.
    Cordialmente
    Anna

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