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C’è solo una cosa di Renzi che non va giù a Repubblica. L’esenzione da Imu e Tasi per le maledette scuole cattoliche

luglio 8, 2014 Correttore di bozze

In un terrificante editoriale il vicedirettore del quotidiano definisce la scelta del governo un «segnale pessimo improntato all’ipocrisia e all’iniquità». Le considerazioni del Correttore di bozze

Il Correttore di bozze sarà pure un bifolco analfabeta maleducato e maleducante, ma perfino una nullità come lui capisce che per arrivare a sostenere le cose che ha scritto ieri il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini nell’editoriale di Affari e Finanza, inserto economico del quotidiano, bisogna essere o somari più somari dei somari, oppure “giornalisti in malafede”, come suol dire la brava gente per evitare le contumelie. Comunque sia, il Correttore di bozze, che notoriamente aborrisce la faziosità, lascerà al lettore l’onere di stabilire in quale delle due ipotesi ricada Giannini.

Vediamo un po’. Cosa dice il noto cronista? Dice che dinanzi a Matteo Renzi «va tutto bene», che Repubblica è disposta a ingollare anche la sua «adolescenza nei boy scout e la messa domenicale da chierichetto». Di più: sarebbe pronto, Giannini, a digerire financo «la fine delle ideologie» propugnata dal premier e addirittura il da lui programmato «”sfondamento” nella mitica area moderata di centro», piena com’è di persone brutte che parcheggiano in seconda fila, si scapperano in pubblico e simpatizzano per Berlusconi. Ma una cosa il cuoricione democratico di Repubblica trova proprio «difficile da spiegare». E quella cosa è l’esenzione dalla Tasi e dall’Imu concessa a fine giugno dal governo alle – notare i termini giannineschi – «scuole cattoliche e alle cliniche private». Ah, le dannate skuole kattolike & klinike private buone solo ad arricchire i correttori di bozze!

Ma attenzione, prosegue il vicedirettore, perché questo «sconto così generoso» fa inalberare il repubblicone? Ovviamente «non è una questione di gettito», chissenefrega dei fatti e dei numeri. Il punto per Giannini è squisitamente ideologico. E qui il Correttore di bozze nella sua sconfinata ignoranza preferisce tralasciare la parte dell’editoriale dedicata alle malvagie klinike private (magari riservandosi in futuro di sensibilizzare umilmente sul tema l’ingegner Carlo De Benedetti, editore del periodico in questione e certamente esperto della materia, diciamo Kosì). Concentriamoci invece sulle prepotenti skuole kattolike. Perché secondo Giannini esentarle da Tasi e Imu sarebbe «un segnale pessimo, improntato all’ipocrisia e all’iniquità»?

Spiega l’editorialista (anche qui, notare i termini utilizzati):

«C’è ipocrisia, perché con il patetico obiettivo di giustificare il misfatto un sottosegretario all’Istruzione come Toccafondi (non a caso ciellino) sostiene che ora “le scuole private sono trattate come le pubbliche”, e (…) c’è soprattutto iniquità, perché questa vocazione “francescana” dello Stato, che spinge il pubblico ad indossare il giusto saio della spending review ma allo stesso tempo a cedere un pezzo del suo mantello al privato, si verifica proprio nel momento in cui i cittadini “normali” sono sottoposti a una tosatura micidiale, almeno sul fronte immobiliare».

E ancora – aggiunge Giannini – in questo papocchio incomprensibile di cifre e nomi, Tasi, Imu e aggiornamenti del Catasto vari, al cospetto dell’italiano si staglia un’«unica certezza», e cioè «la stangata». «Il bagno di sangue fiscale sarà inevitabile», ricorda il giornalista, eppure in tutto ciò «resta un mistero della fede»:

«Perché questa Quaresima, che vale per tutti gli italiani, non debba valere per la solita Chiesa cattolica, apostolica, romana?».

Ora. In tutta franchezza il Correttore di bozze non si capacita del motivo per cui il povero Giannini, una volta scoperto che «il mattone, che un tempo era una sicurezza, torna ad essere una iattura», abbia deciso di sfogare la propria frustrazione sulla Kiesa. Però un paio di cose gli vanno ricordate.

1) Innanzitutto il ciellino Toccafondi (non a caso sottosegretario all’Istruzione) non ha detto che ora «le scuole private sono trattate come le pubbliche», ma che le paritarie sono skuole pubblike tanto kuanto le statali, e se mai non si kapiva perké bisognasse tempestarle di tasse più di kueste ultime, perciò il governo non ha fatto altro ke sanare una ingiusta diskriminazione. Trattasi di dikiarazioni rese pubblikamente e facilmente reperibili perfino per la redazione di Repubblica.

2) E poi, soprattutto, è molto furbetto far passare l’idea che l’esenzione per le kattivissime skuole kattolike corrisponda a un’esenzione per la Chiesa. In effetti tali istituti, ancorché ricolmi di feccia agli occhi di un Giannini, sono anch’essi nella stragrande maggioranza voluti, sostenuti e mantenuti da «cittadini “normali”», che non solo «sono sottoposti a una tosatura micidiale» come tutti gli altri, ma addirittura, dopo aver pagato con le loro tasse le skuole statali frequentate dai figli di illustri vicedirettori di quotidiani nazionali, si svenano per coprire le profumate rette necessarie a mandare i loro piccoli correttoridibozze alle skuole paritarie, che pure sarebbero altrettanto pubblike. È su questi tartassatissimissimissimissimi «cittadini “normali”», non sulla Chiesa, che ricadono le imposte appioppate alle skuole del nemico. Kapito Giannini?

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27 Commenti

  1. Shiva101 says:

    Siete stati sempre complici della politica e la peggiore politica è stata sempre complice vostra.

    Nei secoli passati come oggi.
    E se in passato, al seguito degli eserciti conquistavate ricchezze e territori, oggi conquistate impunita e privilegi, ma i “Tempi” cambiano e puo bastare una generazione per potervi cancellare.

    Forse con questo governo riuscirete a distruggere la vostra terribile concorrente:
    la scuola pubblica.

    Ma quanto potrete durare nella modernità?
    Fino a quando potranno bastare gli show di Bergoglio?

    Cristo e tutto il resto restano solo specchietti per le allodole.

    • Cisco says:

      @Shiva
      Secoli e secoli di persecuzioni, altro che “eserciti”: il cristianesimo e’ nato proprio così, e così continuerà a esistere nella “modernità”, con o senza skuole, con o senza IMU. Mi fai tenerezza per la tua ottusità. Ma sono cristiano anche perché c’è una speranza perfino per gli ottusi e coloro che odiano, siamo tutti creature di Dio. Piuttosto su questo non so se la “modernità” dia più speranze di una cella di tre metri quadri o una indolore eutanasia.

      • claudio68 says:

        può anche darsi che tu abbia ragione, ma senza la presenza di Cristo nella Storia dell’uomo saresti ancora uno schiavo o un servo della gleba… o forse un servo del dio Shiva…vattene in India. Cmq è giusto che le scuole cattoliche paghino come gli altri…

    • viccrep says:

      Quando uno è’ ideologicamente tarato non riconosce la realtà come Giannini o come shiva e non si accorge neppure che nelle società più moderne le scuole paritarie stanno fiorendo alla grande (charter school ) con grande successo e sostenute do allo stato.
      L’odio ailla chiesa non aiuta la vita.

    • Q.B. says:

      .. “puo bastare una generazione per potervi cancellare” …
      A shi’, la tua capacità di cogliere la dimensione storica degli eventi è pari a quello di un ramarro.
      Ma quando scrivi, schiumi e sbavi?

    • Kan63 says:

      …nella laica Francia gli stipendi degli insegnanti delle scuole pubbliche/private (in gran parte cattoliche) sono pagati dallo stato laico di Hollande…

  2. beppino says:

    Mi immagino i prossimi commenti degli inviperiti fautori della sacralità della scuola pubblica.
    Personalmente con la scuola pubblica ha avuto una serie di problemi con i miei figli (elementari, medie, liceo ed università); niente di trascendentale ma sufficienti ad affermare che c’é ancora molto da fare. Del resto é anche noto che attualmente, se vengono a mancare i “posti studente” garantiti dalle paritarie, lo sfascio sarebbe completo, soprattutto per l’ingestibile buco economico che nell’immediato di verrebbe a formare nel bilancio pubblico nazionale e locale.
    Per quanto riguarda Repubblica and company non c’é da stupirsi delle posizioni sull’argomento (del resto comuni ad altre testate come il Fatto…). Per come la vedo io quando si leggono certe cose la prima domanda da porsi é il perché (soprattutto nella tempistica…) di certe prese di posizione; gli “ometti” come Giannini (che talvolta bellamente mentono sapendo di mentire…) hanno sempre motivazioni più o meno recondite e sottili che regolano l’espressione della propria mentalità. Basta farci il callo e non trovarsi impreparati… e soprattutto cercare di non foraggiarli senza contribuire così alla resa economica delle corrispondenti attività editoriali.

    • maria mazzola says:

      chi vi obbliga a leggere ciò che, a priori, sapete che non vi piacerà e che non vi troverà d’accordo; non è che non avete null’altro di più gradevole da fare? che so, andare a fare una passeggiata,
      leggere un buon libro, magari ripassare i 10 comandamenti o una guardata al Vangelo?

    • beppe says:

      beppino, sottoscrivo e mi ritiro a vita privata. ubi MINOR, major cessat. grazie

  3. Giuseppe says:

    Giannini in fondo non è uno sciocco, tutt’altro. Riverito nei salotti televisivi che contano, a divulgare con scioltezza e proprietà di linguaggio il verbo della kultura dominante. In pratica , è semplicemente prostituito al potere. Proprio per questo è pericoloso per la democrazia nel nostro Paese.

  4. Giovanni Cattivo says:

    Per quanto non sia ideologicamente contrario ai contributi alla scuola privata, a mio avviso bisogna solo chiarire le condizioni e le compatibilità di bilancio, mi pare il caso di puntualizzare due cose:

    Se c’è differenza tra pubblico e statale ce ne è anche tra pubblico e aperto al pubblico. Anche la tabaccheria di mia zia è “aperta a tutti e non discrimina nessuno” ma è senza dubbio un’impresa privata e svolge anche attività non particolarmente sociali. La domanda è: le scuole cattoliche svolgono una attività socialmente utile? Quelle che sono diplomifici dove basta che paghi prendi il titolo anche se sei una capra andrebbero addirittura sanzionate. Quelle che invece hanno il ruolo di tenere i pargoli ciellini al riparo dalle insidie del mondo svolgono una funzione legittima,ma che mi sembra esagerato far pagare alla collettività

    Dicono che la scomparsa della scuola privata costerebbe 6 miliardi allo stato. la fondazione Agnelli ha smentito questo calcolo. Bisogna infatti togliere dal conteggio la scuola dell’infanzia che è già pagata dagli Enti Locali e il costo dell’inserimento degli alunni delle classi superiori sarebbe molto più limitato in quanto potrebbero essere, nella stragrande maggioranza dei casi, inseriti in classi già esistenti che non hanno raggiunto il numero maassimo degli alunni.

  5. Walter says:

    resta il fatto che in tempi di spending review e di cinghia stretta per tanti, il provvedimento va nella direzione, opposta, di estendere delle esenzioni. Pertanto, a prescindere da qualsivoglia considerazione ideologica, è sgradito.

  6. claudio68 says:

    Sono cattolico e sinceramente non mi sento di sostenere l’esenzione imu e tasi delle scuole cattoliche cosi come l’esenzione degli immobili delle parrocchie adibiti a funzioni non strettamente religiose. Ho mandato i miei 2 figli presso una scuola cattolica sia all’asilo che alle elementari e ho pagato di tasca mia le rette seppur salate ma convinto ideologicamente della scelta. Semmai la Chiesa dovrebbe fare pressione affinchè nella scuola statale ci siano sezioni e classi con insegnanti cattolici aperte a tutti e gratuite. Agli occhi dell’opinione pubblica (anche cattolica) risulta difficile comprendere l’esenzione di importanti proprietà immobiliari dal pagamento di imu e tasi quando invece le famiglie cattoliche (e non) sono costrette a pagare. Quindi è giusto che le scuole cattoliche paghino come gli altri.

    • Q.B. says:

      Intanto i figli non li si manda in una scuola cattolica per motivi ideologici, semmai perché si aderisce a un modello educativo;

      Poi le rette delle scuole paritarie (non private, paritarie) che comunque non sono inarrivabili, potrebbero essere più basse o quasi nulle se lo stato riconoscesse finalmente la piena parità con adeguati investimenti di sostegno e non con un’improponibile (ma da dove l’hai pescata!?), cattolicizzazione della scuola statale (giancattivo, digli tu qualcosa…)..

      Aggiungiamo che la questione non riguarda solo la scuola cattolica, perché ci sono realtà dove istituti paritari sono gestiti da cooperative tutt’altro che religiose: e mi va benissimo, non ci manderi i miei figli ma è giusto che i giancattivi di questo mondo, ritenendo le scuole statali poco aperte al futuro radioso dell’umanità e dei nuovi diritti per tutti ci possano mandare i loro, se lo vogliono, e senza compromettere il patrimonio di famiglia per pagare le rette. Si chiama libertà di educazione.

      Osservo ancora che le ragioni (che tu dici di non vedere) per cui lo stato dovrebbe farlo (vantaggi economici per la mano pubblica in ragione del minor costo gestionale delle paritarie, risconoscimento della libertà di educazione per le famiglie, ecc.) vengono enumerate su questo giornale ogni 3 x 2. Poi si possono condividere o meno, ma sarebbe bello formarsi un sapere più completo prima di buttare giù un pensiero.

      Infine, senza offesa mi raccomando, la tua chiosa finale (che le scuole cattoliche paghino, per bacco e diana!), il riferimento ai cattolici che la pensano contrariamente alla Chiesa, una certa retorica da bolscevismo de noantri (le pur importanti proprietà immobiliari, gli occhi dell’opinione pubblica, l’occhio della madre …) sono temi talmente ritriti, lontani delle idee che circolano tra i genitori che mandano i figli “dalle suore” (indovina come faccio a saperlo), da lasciar intravvedere nel tuo intervento una semplice trollata a cielo aperto.

      • claudio68 says:

        Per motivo ideologico è da intendersi ovviamente religioso, così ti tranquillizzi…ribadisco che chi possiede immobili DEVE contribuire fiscalmente chiunque esso sia….Da cattolico non vedo per quale motivo si debba favorire la scuola cattolica e non la famiglia cattolica con opportuni provvedimenti legislativi….quello che traspare con palese chiarezza è che si voglia favorire economicamente i privilegiati della Chiesa…..e non i cattolici!!

        • Q.B. says:

          La religione è equiparata a un’ideologia … i cattolici sono una cosa e la Chiesa un’altra … la scuola cattolica e la famiglia cattolica sono due cose avulse …

          Fammi indovinare: sei anche tu un cattolico adulto.

      • Giovanni Kattivo says:

        Q.B. mi stupiva molto il dato che in Olanda il 71% degli alunni frequernti scuole non statali. Ho chiesto alla mia vicina di ombrellone che è olandese, mi ha detto che in quel paese se un gruppo di genitori abbastanza numeroso vuol fondare una scuola di qualunque orientamento religioso (cristiano musulmano, indù) o didattico (Stirneriano, Montessori, Dalton, tutto in inglese ecc) lo stato la finanzia. Non sarei in linea teorica contrario, anche se non sono assolutamente in grado di discutere degli aspetti tecnici. Faccio solo una domanda: non è che quelle vostre scuole, che non son morte di statalismo in questa situazione morirebbero di concorrenza?

        • q.b. says:

          Siano messe alla prova in un sistema educativo davvero pluralista e libero.

        • Giava says:

          Il modello di società olandese è completamente diverso dal nostro. In Olanda, ad esempio, vi è il diritto a qualsiasi forma di “libertà personale” (prostituzione, stupefacenti, aborto, fine vita, diritti delle famiglie omo, coppie di fatto, ecc…). Di una società è difficile importare un aspetto e condannare gli altri che ne sono legati dalla stessa base culturale.

    • Seminarista says:

      Non è una esenzione. Se sono scuole pubbliche non statali devono pagare quanto le pubbliche statali. Le pubbliche statali pagano TOT e allora paghino TOT anche le pubbliche non statali.
      Non mi pare un ragionamento tanto difficile da comprendere.

      Quanto al fatto che chi possieda immobili DEVE pagare mi pare questo molto ideologico (COMUNISTA).
      L’immobile posseduto rende forse una forte somma di denaro annua? Si tassi quella. Ma se l’immobile non rende nulla perché tassarlo? Tanti italiani con sacrifici di una vita si comprano la casa per viverci, non per guadagnarci. Tassarla è semplicemente un furto, è immorale. Lo stesso vale per le scuole che non credo abbiano scopo di lucro.

  7. Luke says:

    Ai sinistroidi brucia soltanto il fatto che, nel mezzo di Scuole Statali che risultano essere veri e propri laboratori ideologici e propagandistici della Sinistra, vi siano delle oasi di correttezza e normalità quanto le Scuole gestite da Religiosi.
    Giacché hanno tanto fatto dal ’68 in poi per conquistarsi posti di potere riversandosi nell’Istruzione al fine di plasmare così le giovani menti, non concepiscono l’idea che vi siano ancora delle Scuole che sfuggono al loro controllo.

    • Drew says:

      Si veda anche Il “Programma di scolarizzazione di massa”, sancito dalla legge del. 15 luglio 1877.
      Di chiara ispirazione Massonica

      • Drew says:

        Non che io voglia difendere i preti a tutti i costi, ma per un periodo ho frequentato una scuola retta da Religiose Salesiane (i primi anni delle elementari) poi, cambiando casa sono passato a scuole Statali.
        Devo dire che la disciplina delle Suore se la sognano certi professoretti “moderni” amiconi e laicisti che non ti insegnano a stare al mondo, tantomeno riescono a farti amare lo studio e le materie che insegnano (Sono rari quelli che ci riescono).Dalle Medie al Liceo e ancora all’università, sanno solo farti il lavaggio del cervello, si riempiono la bocca di belle e nobili parole come “Libertà”, ma ho scoperto che la libertà non è un fine nemmeno un mezzo si tratta solo della Grandiosa possibilità di scegliere tra il bene e il male, tra verità e menzogna.
        Già Ma qual’è la verità, diceva Pilato?

        • Giannino Stoppani says:

          “Già Ma qual’è la verità, diceva Pilato?”
          Eh sì, certi sedicenti intellettualoidi non riconoscono la Verità neanche quando ce l’hanno davanti.

        • Giovanni Cattivo says:

          Qui da me l’unica scuola superiore paritaria era un magistrale delle suore. Con la riforma è diventato liceo delle scienze sociali. Quando il liceo statale ha aperto una sezione appunto di scienze sociali ha chiuso subito e non ho ancora incontrato qualcuno che lo rimpianga.

          • Q.B. says:

            Giancattivo insiste a misurare il mondo calcolando la superfice del suo cortile di casa.

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