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Quale modo migliore di festeggiare due dittatori se non testando un missile in grado di colpire gli Usa?

dicembre 3, 2012 Leone Grotti

La Corea del Nord ha annunciato il lancio in orbita di un altro satellite che, tradotto, significa che Kim Jong-un testerà ancora missili balistici in grado di colpire gli Stati Uniti e portare testate nucleari.

«La Corea del Nord programma di lanciare [nello spazio] un altro satellite, la seconda versione del Kwangmyongsong-3, costruito con tecnologia propria, secondo i comandi del leader Kim Jong-il». Così sabato scorso l’ultimo Stato stalinista del mondo ha annunciato quello che tutti ritengono sia in realtà un test balistico per affinare la capacità di lanci missilistici intercontinentali, a scopo nucleare. Nonostante le dichiarazioni ufficiali di Pyongyang, infatti, nello spazio non c’è traccia dei suoi satelliti e per il lancio, «che avverrà tra il 10 e il 22 dicembre», verrà utilizzato il razzo Unha-3, missile balistico intercontinentale in grado di portare anche testate nucleari. Non è la prima volta che in barba alle risoluzioni della comunità internazionale la Corea del Nord conduce test balistici di missili intercontinentali. È già successo nel 1998, nel 2006, nel 2009 e nell’aprile di quest’anno, quando il test fallì miseramente perché il missile si disintegrò dopo pochi secondi dal lancio.

IN ONORE DI KIM JONG-IL. Il paese guidato dal nuovo leader Kim Jong-un ha informato il suo unico alleato, la Cina, che il lancio servirà a celebrare il primo anniversario dalla morte del “Caro leader” Kim Jong-il, morto lo scorso 16 dicembre. E quale modo migliore di onorare la dipartita di un dittatore che ha sempre sostenuto la “dottrina militare, prima di tutto” se non un lancio missilistico? La tecnologia che sta sviluppando la Corea del Nord, infatti, sarebbe in grado di colpire gli Stati Uniti. Ma ci sono anche altri motivi per condurre test missilistici: sia nel 1998 che nel 2006, quando la Corea del Nord ha lanciato dei razzi, gli Stati Uniti si sono seduti a un tavolo con il paese comunista per barattare lo stop militare con aiuti alimentari, di cui la Corea del Nord ha disperatamente bisogno.

KIM JONG-UN SI AUTOCELEBRA. Ora però la situazione è cambiata. Quando ad aprile Kim Jong-un ha condotto il suo primo fallimentare test, ha anche rotto un patto siglato con gli Usa alla fine di febbraio che, in cambio di aiuti alimentari, prevedeva l’interruzione dei test missilistici e nucleari comunisti. Jong-un ha fatto fare ad Obama e Hillary Clinton una figuraccia e si può stare certi che se lo ricorderanno prima di tornare al tavolo dei negoziati. Difficile quindi che un nuova violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite possa portare a nuovi aiuti. Il lancio di un altro razzo Unha-3 potrebbe essere anche visto come un tentativo di influenzare le elezioni nei paesi vicini: il Giappone infatti eleggerà il nuovo governo il 16 dicembre, la Corea del Sud nominerà il suo presidente il 19 dicembre. Inoltre «per Kim Jong-un riuscire a lanciare un razzo può essere il modo migliore di celebrare i suoi successi a un anno dalla presa del potere» afferma Kim Yong-hyun, professore di studi nordcoreani alla Dongguk University di Seul.

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1 Commenti

  1. Su Connottu scrive:

    La Nord Corea può considerarsi, eccome, un regime stalinista.
    – Accentramento del potere in una sola persona, culto della persona e, nel caso coreano, deriva nepotistica;
    – Industrializzazione pesante pianificata e forzata (anche a scapito dell’agricoltura);
    – Raffreddamento dei rapporti con l’URSS a seguito dei processi di destalinizzazione inaugurati da Khruscev

    Dopo l’ulteriore isolamento, per ragioni “tecnologiche”, dalla Corea del Sud e il progressivo impoverimento che il regime sanguinario dei Kim sta infliggendo alla popolazione, resta solo la possibilità di una rivolta dei soldati, con la speranza di non cadere dalla padella nella brace

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