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Ma invece dei preservativi, l’Onu non farebbe meglio a mandare in Laos i caschi blu?

gennaio 15, 2015 Leone Grotti

È «lo Stato più repressivo del Sudest asiatico», ma il Guardian esulta perché finlamente è stato raggiunto dai programmi di “pianificazione familiare” dell’Onu

laos-cristiani-chiesaEvviva, esulta il Guardian. Evviva, esultano di rimando i suoi lettori nei commenti. Finalmente anche nelle zone rurali del Laos sono arrivati i programmi di pianificazione familiare e la distribuzione gratuita di preservativi grazie all’Onu e più precisamente all’Unfpa. Bene.

PILLOLA IN LAOS. L’articolo del quotidiano britannico sprizza gioia da tutti i pori perché era ora che le donne delle zone montagnose del Laos ricevessero pillole contraccettive e abortive, potendo così «decidere quando avere un figlio o quando rimandare la gravidanza». La pianificazione familiare, dicono gli esperti del governo e dell’Onu, è il primo passo per «ridurre la povertà». Ottimo.

LIBERAZIONE DELLA DONNA. È bello che l’Onu si occupi di un piccolo Paese del Sudest asiatico di sei milioni di abitanti ignorato dalla quasi totalità del mondo come il Laos. È importante che l’Onu abbia promosso la formazione di 1.500 ostetriche dal 2008. È edificante che l’organizzazione internazionale cerchi di istruire le donne per prime, che purtroppo «in molte aree sono ancora dominate dagli uomini».

REPRESSIONE RECORD. Però. Però l’Onu, quando riesce a trovare un attimo libero rubandolo alla distribuzione di preservativi, potrebbe anche fare qualcos’altro. Il Laos è stato nominato «lo Stato più repressivo del Sudest asiatico», superando campioni di democrazia come Myanmar, Malaysia, Vietnam, Cambogia e Singapore. È una delle ultime dittature comuniste esistenti al mondo e tutti i rapporti di tutte le associazioni per i diritti umani del mondo si sprecano per descrivere quante violazioni e abusi avvengono sotto il partito comunista ogni giorno.

STATALISMO ASSOLUTO. In un tema tanto caro all’Occidente e non solo, come l’economia, il Laos non ha mai seguito la via cinese e il controllo dello Stato è pressoché assoluto. Per quanto riguarda la libertà di stampa, tutti i giornali sono controllati dal partito comunista, motivo per cui è difficile persino conoscere i casi di abusi che avvengono nel Paese. Nel 2012, l’attivista forse più importante di tutto il Laos, Sombath Somphone, che osava sfidare apertamente il regime, è scomparso nel nulla. Da allora non se ne sa più nulla, chissà se l’Onu chiede ancora al governo la sua liberazione o almeno il suo ritrovamento.

NESSUNA LIBERTÀ. Protestare per qualsiasi motivo è proibito, manifestare significa «istigare la rivolta civile». La libertà di associazione non è prevista e chi organizza conferenze senza permessi viene arrestato. Per quanto riguarda la libertà religiosa, è meglio non parlarne: la comunità cristiana viene spesso picchiata, minacciata, arrestata, costretta a convertirsi al buddhismo e repressa in ogni modo. Non di rado, i cristiani vengono cacciati dai propri villaggi perdendo, con le case e i campi, anche la possibilità di sopravvivere.

I “TRADITORI” PERSEGUITATI. Infine, c’è il problema dell’etnia Hmong. Conosciuti come “gli alleati dimenticati degli Stati Uniti”, i hmong laotiani si sono schierati con Washington durante la guerra del Vietnam. Molti nel 1975, quando i comunisti hanno conquistato il potere, hanno abbandonato il Laos. Quelli rimasti sono costantemente presi di mira dal governo, considerati come traditori, perseguitati, arrestati e uccisi.

BISOGNI PRIMARI. Quando l’Onu avrà finito di distribuire quei preservativi che ai laotiani servono come il pane, che spesso scarseggia, magari potrebbe cominciare a occuparsi anche di questi piccoli problemi secondari. E portare in quegli stessi villaggi rurali dove le minoranze vengono costantemente perseguitate, invece che la pillola, i caschi blu.

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29 Commenti

  1. Filippo81 says:

    Se invece dei preservativi i funzionari onu mandassero in Laos i caschi blu, dimostrerebbero di essere intelligenti e in buona fede, il contrario di quello che purtroppo sono !

  2. Daniele Arboscelli says:

    Che senso ha il titolo?

    Contraccettivi e caschi blu non sono mutualmente esclusivi…

    Volendo seguire la logica, il titolo corretto sarebbe “Ma oltre ai preservativi, l’Onu non farebbe meglio a mandare in Laos anche i caschi blu?”

    Se no sarebbe come dire che in una zona desertica bisognosa di aiuti o gli si manda il riso o l’acqua per bollirlo… Servono tutti e due e bisogna mandare tutti e due.

    • yoyo says:

      Spiegaci allora a cosa servono i preservativi dove si fa la fame, come in Laos.

      • Daniele Arboscelli says:

        I preservativi nei luogni piu’ poveri servono a cercare di contenere le nascite, cosi’ quel poco che hanno continuano a dividerselo tra 7 milioni e magari non 10 fra qualche anno.

        Servono anche a far si che le donne possano posticipare il parto ed avere la possibilita’ andare a scuola, cosi’ da diventare elementi attivi dell’economia locale piuttosto che stare a casa a cercare di sfamare una caterva di bambini che non si possono permettere.

        I preservativi nello specifico, aiutano a limitare la trasmissione delle malattie veneree, cosi’ da avere una popolazione piu’ attiva ed avere u

        In sto minuto mi sono venute in mente queste tre cose, magari fra una cosa e l’altra poi ne aggiungo.

      • Daniele Arboscelli says:

        Ho spinto “Invia” per sbaglio, prima di finire di riformulare una frase…

        I preservativi nello specifico, aiutano a limitare la trasmissione delle malattie veneree, cosi’ da avere una popolazione protetta da malattie facilmente prevenibili, con un minore impatto sulla spesa sanitaria

      • Daniele Arboscelli says:

        Me ne e’ venuto in mente un altro: servono a contenere il numero degli aborti di figli non desiderati, che in molti paesi – non so il caso del Laos – sono praticati da personale non qualificato perche’ la pratica e’ illegale o le strutture adatte sono troppo lontane. Questo mette in serio rischio le donne che decidono di abortire, che possono morire o, immagino, avere danni fisici permanenti.

  3. Guarda says:

    Primo le due cose non sono mutualmente escludenti.
    Secondo, il cibo e medicinali già li portano

  4. Cisco says:

    Certo che pensare di eliminare la povertà eliminando i poveri è una trovata geniale.
    Senza contare che in una società rurale i figli sono una ricchezza. Ma ormai anche lì il comunismo si è trasformato da dittatura del proletariato a dittatura del preservativo.

    • Daniele Arboscelli says:

      Mi sembra che si cerchi di eliminare la poverta’ facendo in modo che 1 chilo di riso disponibile venga distribuito fra 5 persone invece che 6. Di eliminazione dei poveri non se ne parla, almeno in questo articolo. Forse il commento era inteso per un’altra pagina?

      I figli poi sono una ricchezza finche’ c’e’ terra da coltivare e lasciargli in futuro. A forza di spezzettare un campo si devono ritrovare a dover campare con 10 spighe a testa?

      La dittatura del preservativo non e’ una cosa che esiste…

      Sarebbe interessante invece avere una risposta dall’autore dell’articolo che ritiene che i caschi blu e anticoncezionali non possano stare nello stesso posto. O perche’ tenti di far passare questi come qualcosa di negativo, senza poi sviluppare nell’articolo la sua opinione. Forse perche’ non ha argomenti per sostenerla?

      • Filomena^^^ says:

        Daniele, probabilmente qui si ritiene che usare il preservativo sia “abortire” l’idea doverosa di mettere al mondo figli senza chiedersi se avranno da mangiare. Come fai a non capire questo dovere inderogabile di delegare le scelte di vita?

        • Daniele Arboscelli says:

          Molto spesso le persone non sono abituate ad osservare il mondo, o a leggere quello che gli viene proposto, con spirito critico e prendono per buono qualsiasi cosa gli venga proposta.

          Facendo domande e’ facile abituare anche gli altri a ragionare con la propria testa.

          In molti se ne saranno accorti, ma nessun altro ha pensato di chiedere perche’ l’autore dica qualcosa in un sottotitolo e poi non ci sia piu’ traccia dell’argomento da nessuna parte.

          Cosi’ a occhio, non era neanche al corrente di quello che capita in Laos, ma per il solo fatto che tra i tanti problemi che hanno almeno li aiutano a pianificare la crescita delle loro famiglie allora c’e’ da andarci contro. Non sa perche’, quindi non ne parla. Tira fuori i caschi blu. il titolo non ha una costruzione logica, ma bisogna mettere qualcosa insieme e sperare che nessuno se ne accorga.

          Un altro ci ha provato un paio di giorni fa parlando delle separazioni veloci, dicendo che i tribunali sono a favore e le famiglie contro. Poi non di famiglie contro – quali, e perche’? – non si sa niente.
          Si chiede anche l’opinione di un avvocato, contraria, per ovvi motivi…

          Visto che ci sono articoli che cercano di passare come obiettivi ma poi si reggono sul nulla – qui ma in tanti altri posti – bisogna farlo presente il piu’ che si puo’. La gente non e’ fondamentalmente stupida, e piano piano si accorge di quello che puo’ essere considerato valido o meno

      • Cisco says:

        @Daniele

        Per eliminare la povertà occorre rendere più produttiva e competitiva l’economia, con l’educazione e lo sviluppo, non certo eliminando le nascite come in Occidente, dove ormai il problema demografico ha portato a una crisi che abbiamo tutti davanti agli occhi e comporterà la scomparsa dello stato sociale nel medio periodo.

        • Daniele Arboscelli says:

          Rendere piu’ produttiva la popolazione di un paese sicuramente aiuta ( sperando che non sia a discapito del benessere della popolazione, rendendone una parte quasi schiava come succede a Dubai o in Cina per esempio ) ma non e’ possibile se c’e’ una crescita della popolazione che cresce all’impazzata.

          Aiutare la gente a pianificare le nascite non comporta necessariamente portare queste ad un livello sotto quello del ricambio, anche solo un contenimento aiuta.

          Visto che la popolazione mondiale ha raggiunto i 7 miliardi, questo va comunque fatto prima che sia troppo tardi. L’eliminazione della poverta’ implica una crescita dei consumi da parte di chi piu’ povero non e’. Il posto, e le risorse, per tutta questa classe media non ci sono.

          • Filippo81 says:

            Daniele Arboscelli e compagnia cantante :Hanno fame? Date loro dei preservativi !Geniale, in perfetto stile burocrazia onu

            • Daniele Arboscelli says:

              Il mio ragionamento era piu’ del tipo: avete poco da mangiare, ma veramente poco? Dividetelo tra meno bocche. Se ancora il concetto che esprimevo e’ troppo complesso, cerco di semplificarlo ulteriormente.

          • Cisco says:

            @Daniele
            Prima di distribuire risorse bisogna crearle.
            La terra può tollerare più del doppio dell’attuale popolazione mondiale, e già i tassi di crescita hanno rallentato notevolmente. E non certo per merito dei preservativi.

  5. Certo says:

    Certo che se quei poveretti inebetiti dalla fame, analfabeti e superstizioni smettessero di fare figli dove la trovate gente così alienata, rimbambita e stupida da diventare cattolico?

  6. Certoq says:

    Certo che se quei poveretti inebetiti dalla fame, analfabeti e superstizioni smettessero di fare figli dove la trovate gente così -alienata, rimbambita e stupida da diventare cattolico?

  7. stefano says:

    Qualcuno di voi e’ mai stato in Laos. Frequento abitualmente il Laos e sebbene non possa negare alcune emergenze di carattere medico sanitario posso garantirvi che i laotiani che sono 1/10 degli italiani su un territorio di pari superficie hanno molti meno problemi di molti altri popoli anche cattolici del sud est asiatico. QUANTE CAZ…TE SCRITTE IN UNA VOLTA SOLA IN UN ARTICOLO!!! Informatevi prima di scrivere e magari fatevi una bella vacanza in Laos per conoscere i simpatici e cordiali amici laotiani.

    • Filippo81 says:

      Ah Ste, me sa che te allora il Laos l’hai visto solo sull’Atlante ! A parte i Filippini,comunque quali sono i popoli a maggioranza Cattolica nel sudestasiatico ?

      • stefano says:

        Caro Filippo81, salvo che te viva a Sam Nua probabilmente il Laos ed il sud est asiatico li conosco un po’ meglio di te (sono spesso li’…sono rientrato ieri sera… e mia moglie è laotiana). Per quanto riguarda i cristiani proprio al disastrato popolo filippino che purtroppo non ha la possibilità di vivere così serenamente come sarebbe giusto che fosse…se vuoi imparare qualcosa sul Laos scoprirai un popolo stupendo pieno di orgoglio, cultura e tradizioni purtroppo minate dalla vicina Cina.

        • Filippo81 says:

          Caro Stefano nessuno nega il fatto che il popolo del Laos sia un popolo fiero ,simpatico,ecc,anche se i Cristiani da quelli parti ,come del resto in Vietnam, Indonesia, ecc vengono presi a calci nel c..o.Il contenuto dell’articolo voleva ,comunque, mettere semplicemente in evidenza l’assoluta inutilità dell’onu !

          • stefano says:

            No. Purtroppo l’articolo riporta anche una marea di inesattezze sul laos e di affermazioni eccessive (non sto certo sostenendo che si tratti di un governo democratico) In Laos ognuno e’ libero di professare la propria religione (a luang Prabang a natale risuonavano canti di natale ed il governo locale ha addirittura installato le luminarie natalizie). Quello che non è consentito sono purtroppo le conversioni. I laotiani comunque sostengono che la questione sulle conversioni si è aggravata quando ‘gli evangelizzatori’ hanno iniziato a pagare le conversioni e il governo si è opposto con la forza a questa situazione ( questo almeno è quello che sostengono la maggior parte dei laotiani)

  8. giupina says:

    Uffa che palle questi insulti. Sono d’accordo con la strategia di farsi domande e magari anche provare ad avere un po di rispetto per l’intelligenza altrui. da entrambi i lati.
    Nel merito:
    -I preservativi non impediscono che le bambine siano date in sposa e quindi non aumentano la scolarizzazione
    -preservativi e aborto non sono la stessa cosa, ovviamente, ma di sicuro sono collegati. Rimuovere il fatto che il sesso serva a procreare è irresponsabile e diffonde la mentalita che una gravidanza sia un effetto indesiderato. e quando succede che fai allora? elimini il problema.
    -i preservativi difendono dalle malattie veneree, dall’aids? tutto da dimostrare. basta guardare alle diverse politiche dei paesi africani e ai risultati che hanno ottenuto.
    -se non mi sbaglio c’è un assunto in economia che dice che le persone (il consumatore) si comporta in maniera razionale la maggior parte delle volte. è possibile che magari ci sia una ragione per cui nei paesi poveri si facciano più figli? o sono solo dei poveri idioti che non sanno come funziona il sesso? la parola proletariato dice niente?
    -ma ammettiamo che sia pure cosi, e decidiamo dall’esterno che il modo migliore di aiutarli sia diminuire la natalita, siamo sicuri che il modo efficace sia distribuire preservativi?
    e poi, boh, ne avrei altre dieci di domande. la verita è che si, l’onu ha un approccio ideologico. poi io del laos nello specifico non ne so niente…

  9. Filomena""" says:

    I preservativi non sono la panacea per tutti i problemi. Ma di fatto non hanno controindicazioni, quindi anche ammesso che risolvano solo una piccolissima parte dei problemi, vale comunque la pena di distribuirli. Magari affiancando a ciò delle campagne per la sensibilizzazione della contraccezione e sull’importanza della scolarizzazione.

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