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Povero Silvio. Se il Berlusconi ormai prescritto va condannato per «funzione generalpreventiva»

luglio 9, 2015 Redazione

Imbastire un processo di cui si sa già l’esito, sentenziare per fare storia e giurisprudenza, accanirsi solo su uno. C’è qualcosa (molto) che non torna

Come si fa a non provare un po’ di comprensione per il povero Silvio? Berlusconi è stato ieri condannato a tre anni di reclusione per corruzione (il caso è quello della compravendita di senatori tra il 2007 e il 2008 che portarono alla caduta del Governo Prodi). Dunque il Tribunale ha dato ragione alla Procura che aveva accusato l’ex premier di aver dato tre milioni, tramite Valter Lavitola, all’ex senatore dipietrista, Sergio De Gregorio, perché cambiasse casacca e passasse nel centrodestra.

Povero Silvio. Anche se gli anni chiesti dai pm erano cinque e la sentenza dice tre, il risultato, alla fine, sarà zero. Infatti, come ha candidamente ammesso anche il pm John Henry Woodcock, «tutto sarà cancellato dalla prescrizione che cadrà fra pochi mesi». Ma allora: che l’abbiamo fatto a fare il processo? Che senso ha imbastire un procedimento che costa energie, tempo, soldi pubblici, conoscendone già l’esito? «Un uso sensato delle risorse giudiziarie – scrive oggi Il Foglio – avrebbe consigliato di non avviare nemmeno un procedimento destinato a finire nel nulla». I legali dell’ex premier hanno già annunciato che stanno valutando se rinunciare alla prescrizione per essere assolti nel merito.

Ovviamente – e qui sta la tragedia della nostra giustizia – lo scopo non era quello di giungere a una condanna, ma quello di schizzare la celebre sostanza sull’immagine del povero Silvio. Leggete Filippo Facci oggi su Libero: secondo Woodcock «la sentenza avrà comunque una funzione “generalpreventiva” verso analoghi comportamenti di malcostume politico. Ora lo sappiamo a che serve un processo: a perpetuare una funzione generalpreventiva». Un altro pm ha detto che questa sentenza «farà giurisprudenza», Il Fatto ha scritto ieri che la questione è importante a «livello storico politico». Capito? Nei nostri tribunali non si accertano reati. Si fa giurisprudenza. Si fa storia.

Nel merito della questione si può perlomeno sollevare qualche dubbio sulla sentenza. Sergio De Gregorio, eletto nell’Italia dei Valori, aveva lasciato il partito di Di Pietro e poi era passato nel centrodestra. Di essere stato corrotto lo ha raccontato lui stesso ai giudici e nel 2013 ha patteggiato 20 mesi. Grazie e arrivederci.
Di tutta questa storia di “compravendita dei senatori” (quali altri? nessuno lo sa), l’unico condannato alla fine, nota Facci, è il «parlamentare Berlusconi». Ma sarà ovviamente solo un caso che in tutta la storia repubblicana, in tutta la storia di cambi di casacche, partiti, coalizioni eccetera eccetera, solo su Berlusconi si sia voluto indagare per un caso che comunque andrà in prescrizione.

Un’ultima annotazione, diciamo così, storica. Il governo Prodi in quell’ottobre 2008 stava assieme con lo scotch (il nome Turigliatto dice niente?) e il colpo di grazia alla sua debolissima maggioranza lo diede l’arresto della moglie del guardasigilli Clemente Mastella. Fu in seguito a quell’intervento della magistratura che l’Udeur tolse il sostegno al governo e si arrivò alla crisi dell’esecutivo Prodi. Ma sapete com’è, questi son fatti di cui si è presa memoria non avendo essi nessuna funzione “generalpreventiva”.

Foto Ansa


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11 Commenti

  1. yoyo says:

    Sentenza ridicola. A far cadere Prodi fu l inchesta su Mastella.

  2. Giu says:

    Verissimo a far cadere Prodi furono altri fattori.
    Pero’ purtroppo questa storia ci fa capire ancora una volta, a noi smemorati italiani, a quale personaggio abbiamo dato in mano le chiavi del nostro paese.
    Saluti

  3. Mappo says:

    Bisogna capire i giudici, volevano far provare al PM John Henry Woodcock un’esperienza nuova: fargli vincere un dibattimento. In fin dei conti hanno trovato la quadratura del cerchio. D’ora in poi John potrà vantarsi di aver fatto condannare il Cavaliere Nero e questa benemerenza potrebbe anche servigli nel futuro, hai visto mai che seguisse le orme di Gigetto De Maggggistris? E allo stesso tempo quelle vecchie volpi della corte hanno scelto un procedimento che cadrà inevitabilmente in prescrizione, così hanno accontentato il povero John e al tempo stesso non hanno danneggiato più di tanto il Berlusca. Che geni.

  4. luigi lupo says:

    Quando al Senato Prodi venne sfiduciato, un senatore della lega nord si mise a mangiare mortadella, non sapeva di mangiare mortadella costata tre milioni di euro,
    Ha cosa serve un processo che andrà in prescrizione? Rimarrà agli atti che un senatore fu comprato e viene detto anche da chi fu comprato. Era meglio far passare tutto sotto silenzio? o è meglio che la gente sappia?

  5. giuliano says:

    i PM rossi andrebbero arrestati perchè hanno sentenziato contro la Costituzione che nell’articolo 67 recita che un rappresentante del popolo non ha obbligo di mandato e il suo operato politico è giudicato dai suoi elettori, e quindi uno può essere indotto a cambiare partito e se accetta non vi è alcun reato che il codice penale possa giudicare. La sinistra ha sempre comprato e venduto cani e porci tra gli avversari e nessun PM si è mai sognato di dire nulla

    • pallo says:

      Rossi o Neri … sta di fatto che Silvio è stato un corruttore come tanti altri .
      Il fatto che tutti lo facciano non significa che sia giusto !!

      ma come al solito vi dovete arrampicare sugli specchi !!!

    • luigi lupo says:

      Può da darsi che hai ragione, questo fatto mi convince sempre più che chi cambia casacca, cosa più che legittima, dovrebbe per coerenza dare le dimissioni dalla carica che ricopre. Ho letto da qualche parte che il 25% degli attuali parlamentari hanno cambiato partito, e siamo solo a metà legislatura!.

  6. dodi says:

    ….in tutti i casi,se hanno fatto cadere Prodi tanto di cappello a Berlusconi,quando si ripresenta in politica immancabilmente c’è un processo.Perchè invece il caso Forteto è passato quasi nel dimenticatoio?c’è sicuramente qualcosa che non va

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