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Peres: «Israele riprenderà i negoziati di pace. La soluzione migliore è quella di Clinton del 2000»

marzo 13, 2013 Leone Grotti

Il presidente di Israele afferma: «La soluzione migliore e l’unica possibile è quella dei due Stati, ma bisogna imparare dalle lezioni del passato».

«Spero bene che gli Stati europei la smettano di considerare Hezbollah un interlocutore rispettabile. Sono una organizzazione terrorista». Parla così il presidente di Israele Shimon Peres a Le Monde prima di un incontro con i deputati europei per chiedere all’Unione di iscrivere Hezbollah nella lista nera delle organizzazioni terroriste. «La polizia bulgara ha provato il coinvolgimento di Hezbollah nell’attentato a Sofia [che il 18 luglio 2012 ha causato la morte di cinque israeliani, ndr]. In Libano Hezbollah agisce come uno Stato nello Stato: invia il proprio esercito a combattere in Siria senza l’autorizzazione del governo di cui fa parte. La Francia, che ha contribuito a creare il Libano, ha una grossa responsabilità».

ATOMICA IRANIANA. Da giorni nell’Unione Europea si parla della possibilità di iscrivere Hezbollah nella lista nera, molti però indugiano perché preoccupati delle ripercussioni che potrebbe avere per la stabilità del Libano. Il presidente israeliano, che ad agosto compirà 90 anni, ha anche parlato dell’Iran e della possibilità che si avvicini a quella linea rossa per la realizzazione della bomba atomica, che Netanyahu nel settembre 2012 aveva indicato come limite massimo prima di un intervento armato contro la Repubblica islamica. «Ci stiamo avvicinando alla linea rossa, ma è una misura su cui bisogna trovare un accordo con tutta la coalizione. Si arriva a un momento in cui bisogna dire: noi abbiamo provato a fare del nostro meglio [con le sanzioni economiche, ndr], ma è giunto il tempo di ricorrere ad altri mezzi».

OBAMA IN ISRAELE. Infine un accenno alla visita ufficiale che Barack Obama farà il 20 marzo in Israele: «Sarà sicuramente un passo importante per la ripresa dei negoziati con i palestinesi. […] Il processo di pace era cominciato bene con la nascita dell’Autorità palestinese e la decisione di Israele di smantellare le sue 22 colonie nella Striscia di Gaza. Ma a Gaza i palestinesi hanno trasformato la prima tappa del loro futuro Stato in una base terrorista dalla quale colpiscono Israele con razzi e missili. E questo è stato un colpo terribile al processo di pace perché gli israeliani hanno cominciato a dire: se facciamo così anche in Cisgiordania, andrà a finire allo stesso modo. La soluzione migliore e l’unica possibile è quella dei due Stati, ma bisogna imparare dalle lezioni del passato».

PROCESSO DI PACE. E se gli si fa notare che la costruzione di colonie israeliane in Cisgiordania rende quasi impossibile la soluzione dei due Stati, Peres commenta: «Durante i negoziati del 2000 a Washington, Bill Clinton aveva avanzato un’idea giusta: creare tre blocchi di colonie per gli israeliani in Cisgiordania e donare in cambio delle terre in Israele ai palestinesi. Questo è il modo migliore di procedere».

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