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Ogni volta che un ragazzo omosessuale si toglie la vita, penso all’angoscia che ho provato anch’io

ottobre 29, 2013 Eliseo del Deserto

«Sono stato vittima di omofobia, ma non ho mai pensato di uccidermi. Che un ragazzo romano di 21 anni scriva queste parole mi fa pensare che sotto le ragioni dichiarate del suo gesto estremo ci sia dell’altro»

“L’Italia è un Paese libero ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza”. Sono le parole scritte dal ragazzo che si è suicidato a Roma sabato notte.

Nell’opinione comune il suicidio viene considerato come l’estrema conseguenza di un dolore troppo grande da sopportare. Il suicida è una vittima innocente e le ragioni del suo gesto sacrosante, soprattutto quando si tratta di strumentalizzarle per i propri obiettivi politici.

Anch’io ho pensato più volte al suicidio. Non l’ho mai tentato.

Ogni volta che i giornali parlano di un ragazzo omosessuale che si toglie la vita, penso a quell’angoscia che ho provato anch’io. E’ un desiderio di scomparire, di non esistere più. In particolare penso al suicidio di una persona a me estremamente vicina. Ricordo benissimo che quando avvenne ero anch’io tormentato dallo stesso desiderio, farla finita. Ricordo che ne avevo appena parlato ad un sacerdote. Il giorno successivo quando ricevetti la notizia, mi crollò il mondo addosso, e pensai che inevitabilmente sarei morto così anch’io. Poche ore dopo la notizia, sul luogo del suicidio, mi sembrava di sentire nell’aria l’odore di quella violenza (forse del sangue o del piombo) che aveva travolto la mia famiglia. Tutti tentavamo di trovare una giustificazione, qualcosa che lenisse il dolore di quel pugnale nell’anima, ma io non riuscivo a non considerare quel gesto come un estremo capriccio, una chiusura prepotente su di sé, un atto sprezzante verso coloro che amavano questa persona. Un’infamia troppo grande per chi doveva continuare a vivere.

Ero stato battuto sul tempo e potevo vedere davanti a me le reali conseguenze del gesto che avrei voluto compiere.

Forse sono troppo codardo per suicidarmi. A spaventarmi è quel lasso di tempo, anche rapido, che intercorre tra il gesto finale e la morte. La mia fede nell’eternità inoltre è sempre stata un deterrente efficace.

Sono stato vittima di omofobia, ma non ho mai pensato di uccidermi per questo. Non è il fatto di essere omosessuale, certo quando uno scopre di esserlo è una tragedia. Tante volte l’omosessualità nasce proprio dal disprezzo di sé, dal rifiuto di identificarsi con la propria identità maschile che si percepisce come negativa. Si ha paura di essere maschi e dei maschi. Fondamentalmente ci si ritiene inferiori.

Nella mia vita però ciò che mi ha spinto alla disperazione è stato il modo di vivere la mia omosessualità: la compulsività, le abitudini sessuali occasionali e perverse che mi hanno fatto perdere completamente la dignità. I miei tentativi di risalita vanificati costantemente dalla mia debolezza e allo stesso tempo, la paura ad andare fino in fondo nel bene o nel male. La sensazione che la mia vita fosse imbrigliata in una camicia di forza dove non potevo essere né migliore né peggiore, né santo né peccatore, né realizzato né fallito. Essere vincolati nella mediocrità è peggio di un fallimento. In quei momenti ero convinto che nessuno potesse aiutarmi, nemmeno Dio, che anzi percepivo all’apice della mia disperazione, come un grande avversario, che pretendeva da me ciò che non riuscivo a fare, che mi metteva alla prova infierendo sulla mia sofferenza. Non riuscivo nemmeno a rivolgermi alle persone che mi volevano bene davvero. Mi blindavo in una disperazione talvolta rabbiosa, in un limbo peggiore persino dell’inferno.

“L’Italia è un Paese libero ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza.”

Trovo il suicidio un’ingiustizia. Un ragazzo che si toglie la vita perché vittima di omofobia, non dà forza a chi sostiene che la società sia intollerante, piuttosto ribadisce che la società non dà gli strumenti ai giovani d’oggi, e non solo a loro, per affrontare le difficoltà, per trovare una speranza, una motivo per continuare a vivere.

Che un ragazzo romano di 21 anni scriva queste parole mi fa pensare che sotto le ragioni dichiarate del suo gesto estremo ci sia dell’altro. Roma non è certo omofoba! Basta girare nel centro della città per rendersene conto, e se non fosse sufficiente, allora vi invito a fare un giro, la sera, davanti al “Coming Out”, il ritrovo dei gay per eccellenza, vicino al Colosseo. C’è talmente tanta gente che il locale sembra preso d’assedio. Roma è inoltre la città delle manifestazioni. Per un giovane che crede in un Italia differente non è difficile impegnarsi in una fervente lotta politica e sociale. Ancora, con l’avvento dei Social Network mi sembra davvero difficile che un ragazzo non riesca a crearsi un giro di amicizie alternativo. Non stiamo parlando di un ragazzino delle medie o delle elementari, ma di un ragazzo di 21 anni.

Di omosessuali felici ce ne sono. Alcuni mi scrivono. Credo che in questo possiamo essere tutti d’accordo. Nessun omosessuale deve smettere di cercare la sua felicità. Sia che voglia vivere la sua sessualità serenamente, sia che voglia ritrovare la sua identità naturale. Per entrambi oggi è possibile trovare una strada, certamente impervia, come tutte le strade che portano alla felicità.

Chi si suicida ha deciso invece che non ci sono più vie d’uscita per la sua vita. Mi sembra una presunzione. Anche non ce ne fossero realmente, trovo che non ci sia giustificazione per un gesto, che si può comprendere, ma non accettare. Ed è giusto dirlo! Per non diffondere l’idea sbagliata che chi si uccide, in fondo, non aveva tutti i torti!

Ho pena del ragazzo che si è ucciso, non per le ragioni che l’hanno spinto a farlo, ma perché non ha trovato altra via d’uscita per la sua anima che quella di strapparla con forza da sé. Sono vicino ai genitori e agli amici di questo ragazzo, perché stanno vivendo un dolore atroce. A loro ed a tutti i ragazzi che sono disperati, vorrei dire che la depressione e la disperazione nella vita di ogni uomo sono sempre in agguato, ma non dobbiamo lasciarci rubare la speranza. Oltre la notte c’è un sole che sorge, sempre! L’amore, la felicità e la bellezza non sono concetti astratti, ma reali, vivi, destinati a salvare il mondo dall’ingiustizia e dal dolore.

 Tratto dal blog di Eliseo del Deserto

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29 Commenti

  1. giovanni scrive:

    Bravo, Eliseo: un altro bellissimo commento che ovviamente quoto e straquoto in pieno.

  2. miro scrive:

    Italo tu sei un deficente…degno di vivere in questa feccia di paese che non solo non riesce a piangere un ragazzo suicida ma anzi ne approfitta per far emergere la piu bieca opposizione a un fenomeno che non potete contestare esiste in natura. La tua ottusaggine non esiste in natura e va curata piuttosto

    • giovanna scrive:

      Caro Miro, non ci crederai, ma a scrivere questo genere di commenti non è Italo ( un commentatore abituale a cui prendono il nome e in questo caso non il cognome, forse perché il commento sarebbe cancellato ), ma un gay: pensa a che abisso di sofferenza può giungere un gay che crede che la gente pensi di lui le cose orrende che lui riporta. Perdipiù in questo sito in cui non si è mail letto nulla di meno che compassionevole per la sofferenza dei fratelli omosessuali, quelli che soffrono ovviamente e lo urlano in mille modi, anche scrivendo queste frasi che per me sono una richiesta d’aiuto lampante.

      • Gmtubini scrive:

        Cara Giovanna, il fatto è che questi (ammesso che siano più d’uno, ma io di questo dubito assai) sono immersi nella menzogna fino in cima ai capelli.

        • giovanna- scrive:

          Ma sì, forse hai ragione, caro Gmtubini, è l’ennesimo teatrino, in effetti è assurdo che possano prendere per autentiche quelle frasi, se la cantano e se la suonano, non accettano nulla che sia lontanamente vicino all’amore, hanno bisogno di sentire l’odio su di sé, altra spiegazione non trovo. Solo che poi a rimetterci le penne in questa marea di menzogna che calvalcano non sono loro, sono i ragazzi più deboli .

      • mike scrive:

        giovanna farò il ficcanaso ma mi togli una curiosità? il discorso che fai lo condivido, solo che come fai a dire che a prendere il nome di italo è un gay? cioè se usano solo il nome non si può sapere chi è. ma se per una qualche ragione tu e/o la redazione sapete chi è (e che è gay) comunque se ne dovrebbero cancellarne i commenti. alla fine o è la redazione che si diverte, il perché da capire, o quel tipo che ruba il nome ad italo lo fanno fare perché è uno che ha bisogno di sfogarsi. giovanna fammici capire un pò che la cosa mi ha incuriosito, e alla fine anche divertito. grazie.

        • giovanna- scrive:

          Caro Mike,queste frasi offensive sono nate da un tizio che si firmava Italo Sgrò, come un commentatore di Tempi. Il povero Italo ogni volta doveva e deve smentire di essere stato lui a scriverle. E dato che chi assume il nome di Italo per metterlo in cattiva luce è evidentemente una persona che vuole danneggiare il sito, facendo due più due è ovvio che si tratta di una persona gay o totalmente immersa nell’ideologia gay, che non accetta che un critico dell’ideologia gay, come Italo e il 99,9% dei commentatori cristiani o semplicemente non gay, sia una persona che non abbia pregiudizi verso l’omosessualità, che sia disponibile al confronto, che non insulti nessuno, che , soprattutto , non provi quell’odio feroce che attanaglia i commentatori gay su questo sito.
          Questo tizio, che scrive quella roba, evidentemente la sente riferita a se stesso e non trovandone riscontro qui, la inventa: è dura sostenere la tesi dell’omofobia a spada tratta e non trovarne nessun riscontro, allora la sofferenza che provo a cosa è dovuta?
          E’ un caso pietoso, lo dico senza ironia, ma più pietosi ancora sono i gay che abboccano :
          o sono in malafede o sono tonti, ma tanto, tanto, tanto.

          • Aldo scrive:

            Aldo parli dello stesso Italo Sgrò che dopo aver lasciato per giorni commenti ossessionato da Bifocale e Remo, ha trollato i loro nick scrivendo le proprie allucinazioni mentati su ideologia gender, ecc.?

            • Adriano scrive:

              Ah, ma allora è sempre Aldo che si diverte con questi scherzetti, sempre lui! Due anni fa circa aveva copiato il nick almeno a tre utenti (Maestro, Fabio e Pastalforno) facendogli scrivere una montagna di stupidaggini. Il lupo perderli pelo ma non il vizio…

      • Paolo scrive:

        “sia che voglia ritrovare la sua identità naturale” in questa frase viene ben evidenziata la malcelata ideologia sottesa in questo articolo…come se l’omosessualità non fosse la normale identità affettiva e sessuale quale è.
        E’ proprio questo il concetto infondato e distorto che, sebbene l’evidenza dei fatti abbia già chiarito da tempo essere assurdo, deve essere condannato e classificato per quello che è: pura e semplice ideologia di stampo confessionale.
        La cosa risulta ancora più raccapricciante per il fatto che questa infondata concezione viene ripescata nel commentare la morte di un povero ragazzo, vittima di chi di una società che lo faceva sentire “sbagliato”…

        Gentile sig.ra giovanna le persone omosessuali hanno bisogno del doveroso riconoscimento della loro natura, delle loro famiglie e di quello che sono…non della stucchevole compassione sua o della sua ideologia confessionale.

  3. giovanna- scrive:

    Caro riequilibrio, strano che uno appollaiato giorno e notte su questo sito non abbia ancora capito che da giorni quei commenti sono postati da un gay che vuole dimostrare l’indimostrabile, che da parte dei cristiani ci sia odio verso gli omosessuali , forse come odia lui se stesso.
    Siccome di quelle frasi che citi tu non trova traccia, anzi trova magari articoli pieni d’amore e vicinanza VERA, come questo bellissimo e commovente e VERO di Eliseo, allora se le costruisce.
    Ma strano che non te ne sei accorto,l’abbiamo sottolineato decine di volte, strano davvero, non è che quelle scempiaggini le hai inviate tu ???

    • riequilibrio scrive:

      come no, certo, le ho inviate io.
      inoltre sono io alida vismara, e ieri ho inviato dei post al corriere a nome della manif pour tous.

      un po’ mi diverto a scrivere commenti pieni di carità cristiana, un po’ mi diverto a scrivere commenti che trasudano omofobia.

      fammela confessare proprio tutta: sono io giovanna-

      • riequilibrio scrive:

        P.S. e, ovviamente, sono eliseo del deserto.

        prova a smentirmi.

        • giovanna- scrive:

          Caro Riequilibrio, ti assicuro che l’ipotesi che fossi stato tu era la più lusinghiera, voleva dire che non eri così tonto da non accorgerti che le frasi erano false, tanto più dopo numerosi avvertimenti, compreso quello nella frase da te constestata. Sveglia !!!
          ( e da quando si deduce la posizione di un giornale da quello che c’è scritto su un altro ? non siamo ridicoli, per favore )

          • Giovanna- scrive:

            …e scusate tutti se a volte mi esprimo in maniera poco cristiana, ma certe cose mettono proprio a dura prova la mia pazienza!

            • giovanna- scrive:

              Il commento qui sopra non l’ho scritto io, sono i soliti giochi innocenti per bimbi deficienti, contenti voi…ma che tristezza: per me questo comportamento ridicolo è l’ennesima prova di gente che più in malafede non si può e noi ci dovremmo consegnare mani e piedi, con la legge sull’omofobia, a gentucola simile.

              • giovanna- scrive:

                non mi ci mandate, mi si sono accavallati i post ,il commento per cui mi hanno rubato il nick, è
                “…e scusate tutti se a volte mi esprimo in maniera poco cristiana, ma certe cose mettono proprio a dura prova la mia pazienza!”
                Non che sia chissà cosa da rettificare, ma giusto per evidenziare una cosa squallida come rubare il nick, c’è chi si diverte con pochino pochino, ma sempre meglio della caterva di bestemmie che ci è toccata in passato ! bella gente, proprio bella gente !

                • cornacchia scrive:

                  Visto che mi avete chiamato in causa.
                  La vicenda commentata, purtroppo, conferma ciò che pensavo e che voi avete sempre cercato di negare.
                  Ossia la pretesa di nascondimento, silenziosamente coltivata dalla società verso i gay, genera difficoltà e sofferenza (mentre chi la sostiene dice che è funzionale al bene dei gay stessi).
                  Ed il matrimonio non c’entra nulla.

          • giovanna- scrive:

            E così, per la cronaca, caro Riequilibrio, magari chiedere scusa o ammettere il clamoroso errore in cui sei caduto? Sai, uno così brillante come te, così arguto, così acuto, non avrà remore ad ammettere una topica colossale !

  4. giovanna- scrive:

    Siccome il mio commento è in attesa di moderazione, voglio comunque ribadire per la centesima volta che quelle frasi sono farlocche, false, scritte apposta e in totale contrasto con i contenuti del settimanale Tempi e del pensoero dei suoi lettori.
    Strano , caro riequilibrio che ti sia sfuggita la cosa, ne ho parlato proprio in quel mio messaggio pocco sopra che contesti : sei tu a scrivere quelle brutture ?

  5. Andrea scrive:

    Su questo giornale ormai non si perde mai del tempi per gettarsi a pesce su qualche notizia che riguardi gay omosessuali lesbiche, ormai vero chiodo fisso della Redazione (insieme alla kafkiana difesa a oltranza di Silvio and co.).
    Peccato che a volte, magari, gent. Dir. Amicone, forse sarebbe meglio tacere, soprattutto in casi delicati come questo.
    E invece no. Uno tra gli articoli in vista di tempi trova quello di un tizio che scrive sotto anonimato (senza scomodare il povero Alfred Dreyfus, almeno…) e che si permette di dare una lezioncina di morale a uno sconosciuto ragazzo che si è suicidato, contestando le sue ultime parole e presumendo di sapere le vere ragioni del suo gesto. Era proprio necessario?
    Tutto il corollario della contradittoria predica sulle “perversioni” dell’omosessualità (!) e sull’omofobia che no, ma va’, non c’è (scritto pure con ipocriti punti esclamativi, in barba alla cronaca romana degli ultimi anni), aggiunge solo, se possibile, una penosa tristezza.

    • giovanna- scrive:

      Caro Andrea, che ne diresti di leggere anche le altre decine di articoli su altre decine di argomenti ? Per esempio solo oggi abbiamo un articolo bellissimo sui cristiani perseguitati, uno sulla guerra in Siria, uno su un imprenditore tartassato,uno su Hallowen, uno sullo spreco alimentare, e tanti, tanti, tanti altri articoli sui temi più disparati, controlla e , soprattutto leggi !
      Se tu hai la fissazione gay, non prendertela con gli altri !
      ( certo che non cogliere la profonda umanità e verità e partecipazione emotiva alla triste vicenda del ragazzo suicida da parte di Eliseo, ce ne vuole, ma ce ne vuole tanta di malafede o disumanità, non saprei )

      • Andrea scrive:

        No cara Giovanna. Io non ho la fissa per i gay, visto che lo sono. Io ho letto QUESTO ARTICOLO E COMMENTO QUESTO ARTICOLO. Chi sei tu? cosa ne sai dell’outing? Non è nè malafede nè disumanità…ma ho letto e riportato gli estratti dell’articolo che sono a dir POCO DA VOLTASTOMACO. Queso Eliseo non è altro che la voce di tanti piccoli cattolici repressi che vivono la loro normalità così male da dover spiegare pure le scelte estreme di certe vittime. Io colgo l’umanità eccome, forse siete voi che vi sentite in titolo di giudicare e persino SINDACARE su quello che ci può essere sotto il suicidio di un ragazzo.

        Beati VOI, che potete farlo, e che vi sentite così in alto. Vi invidio proprio.

  6. Andrea scrive:

    Potrebbe essere anche vero quello che dici ma: Quali sono i “strumentalizzato per i PROPRI OBIETTIVI POLITICI?”. Una legge contro l’omofobia sarebbe un obiettivo politico? Questo ragazzo dice di aver parlato con un sacerdote: il che ci mette già al corrente di quali siano i suoi riferimenti etici e culturali sul tema dell’orientamento sessuale. Descrive la sua scoperta come “Tante volte l’omosessualità nasce proprio dal disprezzo di sé, dal rifiuto di identificarsi con la propria identità maschile che si percepisce come negativa. Si ha paura di essere maschi e dei maschi. Fondamentalmente ci si ritiene inferiori.” MA STIAMO SCHERZANDO? Questo è un sociopatico con grossi problemi a relazionarsi con il mondo che si autodefinisce un inferiore! E un poi che definisce Roma NON omofoba… lasciamo perdere: la città che ha il più alto numero di fascisti in Italia e il più alto numero di suicidi per questioni legate alla sessualità NON è una città omofoba? Una città che è la patria della chiesa cattolica NON è omofoba???

    Mi spiace: ma sei un superficiale, e la tua analisi è di un pietismo veramente deprecabile.

    Un ragazzo gay. E dichiarato, al contrario di te.

    La tua analisi è molto molto superificial

    • giovanna- scrive:

      Caro Andrea, non sei lucido, dici una marea di frasi a casaccio( quella su Roma è fantastica nella sua assurdità ) , confermi in pieno l’impressione nettissima di tutti i gay che scrivono qui, di essere persone arrabbiatissime col mondo, violente e aggressive, con un rancore di fondo che attribuiscono al mondo che non li accetta, come se non negare il problema che hanno fosse la soluzione del loro rancore e del loro astio verso il mondo.

      La differenza con Eliseo è netta: lui si accetta e la sua umanità è esaltata, riesce a provare dolore e pietà per quel povero ragazzo che si è suicidato.

      In ultimo, caro, sei stato tu a dire che su Tempi non si parla altro che di gay, ti ho smentito alla grande citandoti decine di articoli di altro argomento e mi dici, incavolato nero, tanto per cambiare , che commenti dove ti pare ?? ma ci fai o ci sei ? calmati.

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