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Nigeria. L’anno di sangue di Boko Haram: più di 9000 vittime

gennaio 1, 2015 Leone Grotti

Tra novembre 2013 e novembre 2014, i terroristi avrebbero ucciso 10.340 persone, persino più dello Stato Islamico

Boko Haram come lo Stato islamico, se non peggio. Il gruppo di terroristi islamici, il cui nome significa “L’educazione occidentale è peccato”, ha reso il 2014 della Nigeria un inferno, conducendo attacchi a ripetizione nel nord del Paese nel tentativo di cacciare tutti i cristiani e trasformarlo in un Califfato islamico.

MILIONI DI SFOLLATI. Secondo il World Bullettin, Boko Haram ha ucciso in un solo anno più di 9000 persone, costringendo alla fuga 1,5 milioni di persone, che si trovano ora sfollate e lontane dalle loro case, spesso rase al suolo durante le incursioni degli estremisti. Su 9000 vittime, 940 sono state uccise solo a novembre, mentre maggio è stato il mese più insanguinato, con oltre 4000 persone assassinate.

OLTRE DIECIMILA VITTIME. Seguendo le stime del Council for Foreign Relations, il bilancio è ancora più grave. Tra novembre 2013 e novembre 2014, il gruppo ha riportato oltre 10.340 morti dovuti agli assalti di Boko Haram. Nello stesso periodo lo Stato islamico, secondo una stima delle Nazioni Unite, ha ucciso 10.733 persone.

“PAURA DOMINA I NIGERIANI”. «I nigeriani non hanno più una vita», ha dichiarato il senatore Ahmed Zanna alla Nbc News. «La violenza è cresciuta così tanto che non possono andare a lavorare nelle fattorie o nelle aziende. La paura domina la vita dei nigeriani ogni singolo giorno e l’esercito non li aiuta, anche se dovrebbe. La gente è spaventata, la paura è reale».

CALIFFATO ISLAMICO. Negli Stati settentrionali di Borno, Adamawa e Yobe i terroristi islamici hanno già conquistato numerose città, insediandosi in pianta stabile e proclamando un Califfato, arrivando quasi a circondare Maiduguri, la capitale dello Stato di Borno. Tra le decine di migliaia di case ed edifici rasi al suolo, Boko Haram ha distrutto almeno 800 scuole, impedendo ad oltre 194 mila studenti di avere un’educazione.

CRISTIANI PERSEGUITATI. La Chiesa si è ritrovata costantemente sotto attacco e soprattutto la diocesi di Maiduguri è stata devastata: più di 2.500 cattolici uccisi, 100.000 cattolici sfollati, 26 sacerdoti sui 46 operanti nella diocesi sfollati, oltre 200 ragazze rapite. Inoltre, più di 50 parrocchie sono state distrutte, una quarantina sono state abbandonate e occupate da Boko Haram. Su 5 conventi, 4 sono stati abbandonati e un gran numero di cattolici sono stati costretti alla conversione all’islam contro la loro volontà.

RAPIMENTI. Tra i tanti crimini commessi da Boko Haram, uno dei più odiosi è quello dei rapimenti. Oltre al sequestro ad aprile di 276 ragazze dalla città di Chibok, da ogni villaggio attaccato i terroristi hanno prelevato ragazze e bambini, a volte poche decine, a volte centinaia. Nel 2014 la comunità internazionale non ha risposto in modo adeguato alle richieste di aiuto del governo nigeriano, che spera in un 2015 diverso, almeno sotto questo aspetto.

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7 Commenti

  1. ZLeo says:

    L’articolo non lo trovo in italiano. Risale a maggio scorso :

    http://wikkorg.wordpress.com/2014/05/25/boko-haram-created-and-funded-by-cia/

  2. Raider says:

    E’ positivo che gli articoli siano “consigliati” e non imposti ripos(r)tandoli su “Tempi.it”.
    Non solo l’inerzia internazionale, ma il silenzio dei media su questa targedia è incredibile, solo quando qualche Michelle Obama rende glamour un caso di cronaca o una tragedia, starei per dire, biblica, partono i selfie, scattano le mobilitazioni su Istagram e altri narcisismi d’uso.
    “Tempi” è un ‘eccezione e merita rispetto, fosse solo per questo.

    • Menelik says:

      I boko haram stanno involontariamente facendo il gioco dell’onu e di una parte dell’occidente, sfoltendo la popolazione e in particolare, sfoltiscono quella cristiana di più delle altre.

  3. SLeo says:

    Questo articolo più recente invece è in italiano e lo posso riportare (sul link vi è anche la foto di McCain con i suoi amici tagliagole).

    http://cambiailmondo.org/2014/11/22/la-creatura-americana-26-punti-che-svelano-lalleanza-tra-usa-e-isis/

    La creatura americana: 26 punti che svelano l’alleanza tra Usa e Isis

    La guerra al terrore è in realtà un supporto all’Islam radicale.

    La creatura americana compie 40 anni: 26 punti che svelano l’alleanza tra Usa e Isis. Un professore emerito dell’Università di Ottawa, in Canada, ha spiegato in 26 concetti perché lo Stato islamico è un importante alleato degli Stati Uniti e come la “guerra al terrore” è in realtà un supporto all’Islam radicale.

    “La guerra degli Stati Uniti contro lo Stato islamico è una grande bugia.” Così inizia il suo articolo Michel Cossudovsky, un economista canadese, scrittore e professore dell’Università di Ottawa, in Canada, pubblicato sul sito web del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione.

    Dopo aver analizzato centinaia di documenti, il professore giunge ad una serie di conclusioni che a prima vista sembrano un paradosso: l’intera politica degli Stati Uniti relativa alla lotta contro il terrorismo in realtà serve gli interessi jihadisti, a loro volta, sono supportati e finanziati dal governo degli Stati Uniti. In 26 concetti Cossudovky spiega come è arrivato ad avere questa opinione.

    Storia di Al Qaeda

    1. Al Qaeda ed i suoi affiliati ricevono il pieno sostegno degli Stati Uniti quasi 40 anni fa, all’inizio della guerra sovietico-afghana (1979-1989).

    2. In un periodo di dieci anni 1982-1992 circa 35.000 jihadisti provenienti da 43 paesi sono reclutati per la jihad afgana nei campi di addestramento della CIA (Agenzia di intelligence) in Pakistan. Migliaia di annunci, pagati dagli Stati Uniti, sono apparsi nei media di tutto il mondo per motivare i giovani a unirsi alla jihad.

    3. L’Università del Nebraska, negli Stati Uniti, pubblica libri jihadisti per diffonderli, a quel tempo, nelle scuole dell’Afghanistan.

    4. Osama bin Laden, il terrorista “numero uno” per gli Stati Uniti, è reclutato dalla CIA nel 1979 quando lancia la guerra jihadista patrocinata dagli USA contro l’Unione Sovietica in Afghanistan. Ha 22 anni quando termina la sua formazione nel campo di guerriglia della CIA.

    5. Ronald Reagan, quarantesimo presidente degli Stati Uniti, chiama i terroristi di Al Qaeda “combattenti per la libertà”. Il governo statunitense fornisce armi alle brigate islamiche per combattere contro l’Unione Sovietica. Il cambio di regime porta alla fine del governo laico in Afghanistan.

    Lo Stato islamico (IS)

    6. Lo Stato islamico è inizialmente un’entità affiliata di Al Qaeda creata dai servizi segreti americani, con il sostegno del MI6 britannico, dal Mossad di Israele e dalle intelligence di Pakistan e l’Arabia Saudita.

    7. Le brigate dell’Is partecipano con gli Stati Uniti e la NATO nella guerra civile in Siria diretta contro il governo di Bashar al Assad.

    8. La NATO e gli alti funzionari turchi sono i responsabili del reclutamento di militanti dello Stato islamico e di al-Nusra (gruppo radicale islamico siriano) dall’inizio del conflitto in Siria nel 2011.

    9. Nelle file dell’Isis c’è una rappresentanza dell’esercito e dell’intelligence degli stati occidentali.Così, il MI6 britannico partecipa alla formazione dei jihadisti ribelli in Siria.

    10. In una informazione della CNN il 9 Dicembre 2012 un alto funzionario statunitense e diversi diplomatici di alto livello ammettono che “Stati Uniti e alcuni alleati europei, attraverso militari specializzati, addestrano i ribelli siriani affinché garantiscano scorte di armi chimiche in Siria.”

    11. La pratica delle decapitazioni dell’Isis fa parte di programmi di formazione degli jihadisti attuati in Arabia Saudita e Qatar.

    12. L’Arabia Saudita, alleato degli Stati Uniti, libera dalle sue carceri migliaia di detenuti a condizione che si uniscano alla lotta dell’Isis contro Assad in Siria.

    13. Israele sostiene le brigate di Is e al-Nusra nel Golan, un territorio conteso da Israele e Siria. Nel febbraio 2014 il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, visita un ospedale al confine con la Siria, dove stringe la mano ad un ribelle siriano ferito.

    Siria e Iraq.

    14. L’Isis agisce come un avamposto militare degli interessi degli Stati Uniti e dei suoi alleati dal momento che causa distruzione e caos politico ed economico in Siria e Iraq.

    15. L’attuale senatore degli Stati Uniti John McCain incontra i leader terroristi jihadisti, tra cui militanti dell’Isis, in Siria.

    16. Lo Stato islamico, che presumibilmente resiste al bombardamento della coalizione guidata dagli Stati Uniti, continua a ricevere aiuti militari segreti dagli Stati Uniti.

    17. I bombardamenti di Usa e dei suoi alleati non sono diretti allo Stato islamico, ma all’infrastruttura economica dell’Iraq e della Siria tra cui fabbriche e raffinerie di petrolio.

    18. Il progetto del califfato si inserisce perfettamente nell’agenda della politica estera degli Stati Uniti da molti anni al fine di dividere Iraq e Siria in tre aree distinte: una repubblica del Kurdistan, un califfato islamico sunnita e una Repubblica araba sciita.

    “La guerra contro il terrorismo”

    19. “La guerra contro il terrorismo”, una campagna degli Stati Uniti iniziata nel 2001 e supportata da alcuni membri della NATO, si presenta come uno “scontro di civiltà”, quando in realtà persegue obiettivi economici e strategici.

    20. Gli Stati Uniti appoggiano segretamente vari affiliati di Al Qaeda in Medio Oriente, in Africa sub-sahariana e in Asia per creare conflitti interni e destabilizzare i paesi indipendenti.

    21. In questi gruppi si possono nominare Boko Haram in Nigeria, il Gruppo combattente islamico in Libia o Jemaah Islamiyah in Indonesia.

    22. Le organizzazioni affiliate ad Al Qaeda nella regione autonoma di Xinjiang Uigur, in Cina, ricevono anche il sostegno degli Stati Uniti. Lo scopo dichiarato di queste organizzazioni jihadiste è di stabilire un califfato islamico nella Cina occidentale.

    “I nostri” terroristi.

    23. Il paradosso è che, mentre l’Isis è cresciuta grazie al sostegno americano, l’obiettivo “strategico” degli Stati Uniti è la lotta contro l’islamismo radicale del gruppo jihadista.

    24. La minaccia terroristica è una creazione puramente americana che è promossa da altri governi occidentali e dai media. Sotto l’obiettivo della difesa della vita dei suoi cittadini, dall’altra parte libertà civili e privacy vengono violate.

    25. La campagna anti-terroristica contro Al Qaeda e lo Stato islamico ha contribuito notevolmente alla “demonizzazione” dei musulmani, che vengono associati alle crudeltà dei jihadisti.

    26. Chiunque metta in discussione la “guerra al terrore” è dichiarato terrorista e sottoposto alle numerose leggi anti-terrorismo approvate negli ultimi dieci anni negli Stati Uniti.

    • Menelik says:

      Che palle ci sti links di boiate !!!!!!!!!!!!!!!!
      Quando era l’epoca del dossier Mitrokyn quello è stato sapientemente e prontamente insabbiato, questi pseudo-dossier di hacker reali vengono strombazzati a manetta.
      Ce ne vorrebbero molti più di cecchini come quel Chris !!!!
      I boko haram sono ultraislamici matti, e i daesh sono ultraislamici matti.
      L’America con il resto della coalizione, appena sarà possibile, li massacra.
      I Curdi, appena sarà possibile, li massacreranno.
      I loro alleati armati Cristiani e Yazidi, appena sarà possibile, li massacreranno.
      COME E’ GIUSTO CHE SIA.
      Intanto una buona notizia che ci solleva un pochino dalla melma del disonore:
      L’ITALIA STA FORNENDO ALLA RESISTENZA ANTIDAESH LANCIARAZZI FOLGORE CON PROIETTILI DA 80 MM A CAPSULA CAVA.
      Quegli arnesi sono l’incubo dei carristi nemici.
      VIVA I CURDI E I CRISTIANO-SIRIANI, CHE STANNO INSEGNANDO A TUTTI NOI AD ESSERE CRISTIANI VERI, altro che alcuni prelati occidentali tra “altolocati” e “plebei” da parrocchia !!!!!!!!!!!!!

      • Raider says:

        Gentile Redazione,

        non è giusto consentire a dei mistificatori a vita di congestionare la discussione riportando intere aritcolesse da altri siti e blog. Occorre fare rispettare qualche regola, a quanti si concede ospitalità: se qualcuno ha da sostenere un’opinione, lo faccia: ma articoli a tempesta, citazioni a spiovere, copincollaggi in serie che dimostrano la prevalenza del cretino, finiscono solo per dare la dimensione superficiale occupata sul display da deliri con cui si vorrebbe controbilanciare gli articoli di “Tempi.it”: di cui si vorrebbe discutere, piuttosto che andare a parare sui complotti e le dietrologie cui attingono i tre paranoici abituali che si danno il cambio o duettano nel modo sticchevole e fasullo che gli è solito nella loro azione di boicottaggio.
        Il carattere trolleggiante di questa sistematrica denigrazione di chi concede loro ospitalità è dimostrato dal fatto che, almeno fin qui, i tre mistificatori intervengono, da paranoici conclamati, solo su articoli monotematici: e se mai capita che intervengano su altri temi, è per ricicciare le solite castronerie complottiste ancxhe quando non c’entrano niente.
        Quindi, se non è possibille impedirgli di accedere al blog, è necessario rimuovere quanto è dagli stessi postato, con espedienti vari, da altri siti e blog. Almeno, non se la cavino con un “invia”: poi, chi legge, se vuole leggere quello che i tre dementi digitano, li invierà dove tutti e tre meritano di stare.

        • Menelik says:

          Concordo in toto con Raider.
          Ci sarebbe senz’altro un’aria meno tesa che andrebbe senz’altro a favorire un confronto serio anche con quegli atei e agnostici che realmente cercano un confronto di opinioni, e ce ne sono di persone così.
          Quelle persone arricchiscono il sito, i seminatori di zizzania lo impoveriscono e creano contrapposizioni che normalmente non ci sarebbero.
          Ma, essendo io ospite, mi attengo alle disposizioni dei padroni di casa.

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Tempi Motori – a cura di Red Live

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