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«A Napoli non si dimetterà nessuno. De Magistris otterrà la prescrizione e ritornerà in carica»

ottobre 11, 2014 Chiara Rizzo

I consiglieri comunali del Pd, dopo la condanna del sindaco avevano assicurato che si sarebbero dimessi: «Invece finirà che congeleranno la città finché de Magistris non potrà tornare in sella». Intervista a Marco Demarco (Corriere della sera)

Marco Demarco editorialista del Corriere della sera, ed ex direttore del Corriere del Mezzogiorno, spiega a tempi.it quello che sta accadendo nella Napoli post-de Magistris con un’analogia: «Nel film Ricomincio da tre, Massimo Troisi faceva un esperimento per vedere se funzionava la telepatia. Guardava una pianta e diceva “Muoviti, muoviti”, aspettando che il vaso si spostasse. Ma, ovviamente, quello rimaneva immobile perché non era nella sua natura muoversi. Ecco: ora a Napoli con de Magistris il Pd sta facendo la stessa cosa. Gli sussurra “Vattene, vattene” e ai consiglieri “dimettetevi!”, con la speranza che si arrivi a nuova elezione. Ma il consiglio comunale, direi quasi per natura come il vaso di Troisi, alle nuove elezioni non ci pensa proprio. E Napoli resterà nel limbo».

Scusi Demarco, ma al consiglio comunale non è stata già presentata una mozione di sfiducia, che dovrà essere discussa il prossimo 21 ottobre?
Una mozione di sfiducia al consiglio comunale è stata presentata da un gruppo di quattro consiglieri ex sostenitori di de Magistris, confluiti nel gruppo Rifondazione democratica, che stanno cercando sostenitori per le dimissioni, ma non li trovano. Nel frattempo anche il Pd aveva caldeggiato la proposta di dimissioni in massa: loro sono quattro consiglieri, da soli non ce la farebbero, perciò hanno chiesto a tutti gli altri di presentare insieme le dimissioni. Ma nemmeno questa ipotesi è andata in porto. Allo stato attuale nessuna delle due si concretizza e in più Forza Italia ha detto che non presenterà, per distinguersi, neanche un documento di sfiducia all’attuale consiglio comunale con il Pd. La sostanza è che l’ipotesi della “spallata” al vicesindaco di Napoli Sodano e all’attuale consiglio non avviene.

E perché, scusi, non avviene?
I numeri non ci sono. Basterebbero due consiglieri che si aggiungano ai quattro del Pd o a quelli di Rifondazione democratica. Ma il consiglio è talmente frastagliato, che è difficile mettere d’accordo anche solo sei teste. Inoltre, i consiglieri attuali hanno paura di perdere il posto, se lo tengono ben stretto: alcuni di loro sono stati eletti per un centinaio di voti, e quindi con condizioni che difficilmente si ripeteranno nel futuro. Alcuni consiglieri, come se non bastasse, verranno eletti al consiglio metropolitano, dove acquisiranno uno stipendio fisso, a differenza del gettone di presenza che guadagnano ora. Dunque figurarsi quale interesse abbiano a dimettersi. La situazione è di stasi e congelamento.

Al Corriere del Mezzogiorno da qualche giorno si tengono degli incontri con gli intellettuali e i politici della città per discutere di ciò che potrebbe avvenire. Se non si dimettono, cosa accadrà a Napoli? C’è forse la possibilità – o l’auspicio – che Napoli finisca commissariata?
L’ipotesi del commissariamento è improbabile. Vuole sapere qual è la cosa più probabile? All’inizio dell’anno prossimo si celebrerà il processo d’appello a de Magistris, ma con molta probabilità sarà scattata la prescrizione, che di conseguenza interromperà la sospensione di de Magistris. Il “vecchio” sindaco sarà riabilitato e tornerà in carica, fino alla fine del mandato.

E a Napoli la cosa va bene? Non è un po’ scandaloso che un ex pm venga condannato ma rifiuti di accettare la sospensione della sua carica voluta dalla legge?
Sì, è un po’ scandaloso. Per meglio dire è sicuramente discutibile che de Magistris e il suo consiglio non se ne vadano perché ci sarebbe da pensare pragmaticamente al bene della città, visto che de Magistris&co, di fatto, la congelano in attesa della sospensione. Ci vorrebbe uno scatto da parte di de Magistris o, quanto meno, uno scatto politico del Pd. Ma non ci sarà mai. Il 21 ottobre servono 18 firme per mettere all’ordine del giorno la mozione di sfiducia: e queste 18 firme probabilmente ci saranno. Ma non si arriverà ai 25 voti necessari per ottenere che la sfiducia passi nei fatti.

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7 Commenti

  1. giuliano says:

    chi è di sinistra può fare quello che vuole, anche ignorare la legge, De Magistris, i Matrimoni gay registrati. I vermi rossi sono sempre all’opera. Altro che comunismo caduto nel 1989 !!!

  2. jens says:

    Ma si può sapere perché in queste cose c’è sempre di mezzo gente del sud? Anche al nord, quando succedono robe di sto tipo, 95% dei casi c’è di mezzo qualcuno del sud. A pensar male si fa peccato…

    • blues188 says:

      Giusto. Però loro affermano che tutto il mondo è paese. Però se vedi i nomi di ladri, truffatori, assassini, anche di altre città, sono sempre provenienti dal Sud. Napoli in particolare.

      • gianluca says:

        Avete ragione, Galan,Bossi,Formigoni…. tutti tipici cognomi della Bassa Italia

        • jens says:

          Ho capito, ho detto 95% dei casi… e poi di ciò che si dice su Formigoni cosa sarà vero?
          Galan non lo giustifico, Bossi padre pensava di avere tutto sotto controllo… e invece. E comunque lì c’era un certo Belsito che ha fatto tutto.

        • recarlos79 says:

          bè per adesso le prove sono solo per bossi. però se da settant’anni si mandano soldi al sud e il sud è rimasto con lo sviluppo di settant’anni fa un po’ di pregiudizio viene naturale. poi dimmi, la mondezza per le strade è uguale sia a napoli che a milano?

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