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Laura Castelli questore della Camera. Quei dettagli che mancano nel suo curriculum

marzo 21, 2013 Marco Margrita

Chi è la 26enne torinese che ha detto di volere «aprire i bilanci come una scatola di pelati (tonno no, sono vegetariana) per trasferirli in un barattolo di vetro»?

È la deputata (pardon, cittadina eletta alla Camera) Laura Castelli la candidata del Movimento 5 Stelle alla carica di Questore. Scelta al termine di quella sorta di televoto che i grillini chiamano “graticola”. Ma chi è la 26enne torinese che, nella conferenza stampa con divieto di domande, ha detto di volere «aprire i bilanci come una scatola di pelati (tonno no, sono vegetariana) per trasferirli in un barattolo di vetro»?

Stante alla biografia pubblica sul sito deI Cinque Stelle: «Laureata in Economia Aziendale, ha lavorato per qualche anno nel settore fiscale e poi a seguito delle elezioni regionali ha iniziato a lavorare per il Gruppo Consiliare Regionale del Piemonte per Davide Bono».

Un curriculum che “dimentica” qualche “dettaglio”. E proprio che in passato avevano fatto “storcere il naso” a qualche purista tra i grillini subalpino. La Castelli, infatti, nella scorsa legislatura, fu assistente del consigliere regionale Mariano Turigliatto della lista civica della presidente di centrosinistra Mercedes Bresso (Insieme per Bresso). Sempre a fianco di Turigliatto, nella sfortunata esperienza di Civica, fu candidata alle elezioni amministrative.

Nulla di sconvolgente, ma una pietra d’inciampo nel presentarsi come il nuovo che avanza.

Sempre la Castelli, la scorsa estate, fu al centro di una polemica perché il Centro Assistenza Fiscale con cui collaborava riportava tra gli indirizzi degli sportelli quello della sede del Gruppo Consiliare grillino, con tanto di mail e numero telefonico dell’allora staffista. Il centrodestra presentò anche interrogazioni, per appurare se si fossero usate apparecchiature pubbliche per scopi privati. Lei ha sempre sostenuto che si trattasse di un equivoco: sarebbe stato copiato indirizzo e recapiti riportati in calce ad una mail. Certo si applicarle il principio del sospetto quale anticamera della verità…

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9 Commenti

  1. andrea says:

    stupendo articolo, se non altro perchè dimostra che quando ad una parte politica gli rode per il successo di altri (5 stelle) diventa piccina, meschina e invidiosa tanto quanto lo sono stati il partito di repubblica e i comunisti nei confronti del centrodestra.

    Complimenti a Marco Margrita, implacabile segugio di “pietre d’inciampo” e alla redazione che ha dato importanza a questo memorabile pezzo di giornalismo di inchiesta.

    • gmtubini says:

      Insomma, caro Andrea, tu li vuoi far santi a costo d’imbavagliare l’avvocato del diavolo…
      Ti piace vincere facile, eh?!

      • andrea says:

        Santi un tubo, avvocato una mazza e non c’è niente da vincere.

        Citando il pezzo:

        “Certo si applicarle il principio del sospetto quale anticamera della verità…”

        A mio parere più che un articolo è stato pubblicato un malizioso pettegolezzo.
        Se l’opinione non è gradita o ritenuta offensiva il moderatore può sempre cancellarla.

        • Gmtubini says:

          Andrea, era uno scherzo, e visto che “non c’è niente da vincere”, ti puoi anche rilassare un po’, non ti pare?

  2. correttore di bozze says:

    un curricul-UM, tanti curricul-A

  3. Piero says:

    @Andrea: probabilmente questo pezzo non rappresenta il massimo livello di giornalismo, allo stesso modo però nel momento in cui una parte politica (5 stelle) si autoproclama come la parte dei totalmente puri, mi pare legittimo da parte di chiunque andare a trovare tutte le pietruzze che vi si nascondono.

  4. Stefano says:

    Capisco l’ intento: i grillini non sono diversi dagli altri… e sono d’ accordo, però il metodo non mi piace…
    Lasciate la cultura del sospetto e dello sputtanamento a Repubblica e Il Fatto Quotidiano per favore.
    Per sfottere i grillini basta scaricare il loro programma di governo.

  5. viccrep says:

    duri e puri, mi vien da ridere.
    Chissà se fu la Turigliato a consigliare la Bresso ex presidente della giunta di sinistra piemontese a creare un debito gigantesco per la regione comprando derivati, bel controllore.
    Incensare i grillini è un errore madornale

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