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«L’eutanasia» alla giraffa Marius è «una scioccante mancanza di compassione». Uccidere i bambini in Belgio, invece, va bene

febbraio 11, 2014 Leone Grotti

Tutto il mondo si indigna per la decisione dello zoo di Copenaghen di uccidere la giraffa Marius, nessuno si preoccupa del Belgio che sta per legalizzare l’eutanasia per i bambini

Povera giraffa Marius. Come ha potuto lo zoo di Copenaghen «fare l’eutanasia a questa magnifica creatura mostrando una scioccante mancanza di comprensione e di compassione»? Con questo grido di sgomento il blog ambientalista del Guardian si chiede se era proprio necessario uccidere e dare in pasto ai leoni una giraffa.

NO ALL’EUTANASIA PER LA GIRAFFA. Gli animalisti di tutto il mondo si sono indignati per la sorte riservata all’animale e il Guardian ha domandato a gran voce se non ci fosse «un’opzione migliore dell’eutanasia». Inoltre, essendo di 18 mesi, si può dire che la giraffa era ancora bambina e non essere riusciti a «proteggerla» è un errore «che non è possibile scusare» in alcun modo. I più grandi quotidiani internazionali hanno condiviso queste argomentazioni.

SÌ PER I BAMBINI. Eppure nessuno ha condiviso o ripreso o anche solo citato la lettera aperta firmata da 161 medici e pediatri belgi che si chiedono come può il Parlamento approvare «l’eutanasia per i bambini». I medici, come gli animalisti per la giraffa Marius, hanno ricordato che ci sono «altri mezzi per alleviare il dolore. Nessun bambino ha bisogno di soffrire oggi perché siamo perfettamente capaci di controllare il dolore con le cure palliative sia in ospedale che a casa».

DILEMMA ETICO. La giraffa Marius non ha mai chiesto l’eutanasia, si può ancora obiettare, ma come affermano i 161 firmatari dell’appello «non esiste un modo oggettivo per determinare se un bambino sia capace di discernere» le conseguenze dell’eutanasia, e quindi di richiederla in piena coscienza. Tutti si sono interrogati sulla necessità e sulla moralità di uccidere una giraffa «inerme», nessuno invece mette in discussione «il più angosciante dilemma etico» a cui ci si trova davanti quando si parla di uccidere un bambino.

COMPASSIONE. Per la morte attraverso l’eutanasia della «gloriosa creatura», e parliamo della giraffa, si è parlato di «scioccante mancanza di comprensione e di compassione», mentre l’uccisione di un bambino o di un adulto attraverso l’eutanasia viene definita «compassionevole».
La giraffa, protestano i giornali, era «sana» e non malata. Anche i coniugi olandesi David Postma e Willemke Postma-Kloosterman, di cui vi abbiamo già parlato, erano sani, eppure quando si sono uccisi con un farmaco letale comprato su internet davanti ai quattro figli nessuno ha parlato di mancanza di compassione, ma di «addio magnifico», e i giornali hanno insistito perché nessuno venga perseguito. Se fossero state giraffe come Marius, forse anche per loro gli animalisti avrebbero parlato di «barbarie inaudita».

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35 Commenti

  1. Luca_P scrive:

    Forse con un pò di fantasia si riesce a vedere che i due fatti non sono affatto slegati.
    Entrambi hanno alla base la banalità della morte, il messaggio arriva chiaro e forte ai bambini, la morte arriva quando è il momento giusto, deciso dall’uomo e non più da Dio o dalla natura.
    Cara redazione diamo un taglio diverso a certe notizie non cadiamo nel banale di fare contraposizioni, altrimenti sembra che Tempi approvi queste crudeltà.

  2. Antonio scrive:

    la giraffa marius… ma fatemi il piacere. Ma vada a farsi fottere. E basta con questo animalismo malato da panza piena. Un tempo tutti questi stupidi perbenismi, buonismi animalisti e leggi ridiciole per far entrare le bestie in alberghi e ristoranti, per proteggere le “colonie feline” e ridicolaggini simili non c’erano perchè i bisogni importanti erano ben altri. Ora si è perso l’ordine delle cose, gente che sbraita per i diritti dei cani randagi sporchi e pericolosi mentre i cristiani in oriente muoiono nella quasi indifferenza.

  3. Cisco scrive:

    Io sono animalista, ma dalla parte del leone.

  4. Giannino Stoppani scrive:

    Alcune cosette:
    1) Definire “animalista” chiunque consideri vergognosa e deprecabile la crudeltà verso gli animali è da perfetti cretini.
    2) E’ contraria al buonsenso e all’intelligenza la posizione di coloro che giustificano ogni scempio con la supposta superiorità dell’uomo sulle altre creature di Dio, poiché la vera superiorità risiede nella responsabilità e non nella crudeltà.
    3) L’amore e l’affetto non sono sentimenti esclusivi ma inclusivi, sicché si può benissimo amare il nostro prossimo volendo bene al nostro cane, dunque se è da ricovero chi ama gli animali e odia gli uomini, è altrettanto da ricovero chi ama gli uomini ma odia gli animali.
    5) La società che si indigna per la macellazione pubblica di un animale e rimane indifferente al macello degli esseri umani è malata e va curata, ma con l’Amore.

    • Jeff scrive:

      si rispetto si maltrattare gli animali no ma neppure questa adorazione pagana e cafona e l’imposizione prepotente di animali in ogni luogo pubblico

      • Giannino Stoppani scrive:

        Appunto, adorazione pagana degli animali no, ma neppure odio e crudeltà per le creature di Dio.

        • Jeff scrive:

          no, crudeltà gratuita no. ma se per es. per testare un farmaco che potrebbe salvare una sola persona serve il sacrificio di x animali, allora non bisogna farsi le fisime dell’animalistume

          • Giannino Stoppani scrive:

            Semplificare è comodo ma spesso fuorviante.
            In realtà, caro il mio Jeff, il fine diretto dell’uccisione di x animali è il PROFITTO delle case farmaceutiche e/o il “prestigio” scientifico di ricercatori a caccia di lauto stipendio a forza di pubblicazioni.
            Salvare la vita delle persone, per molti degli attori di questo teatrino, è un fatto accidentale.

          • valeyaya scrive:

            Le risposte che date mi fanno rabbrividire nel leggere tanta ignoranza. Ma come cavolo fate a dire TESTIAMO I FARMACI SUGLI ANIMALI…fate paragoni tra eutoanasia sugli animali..con quella praticata sui bambini…fate paragoni che non potete NEANCHE PERMETTERVI di fare. Sono questioni delicatissime. E Se non sapete i fatti, le questioni che ci sono dietro e tutto il resto….STATEVENE ZITTI X FAVORE. xke quello ke dite non è ridicilo. DI PIU.

  5. giovanni scrive:

    Sono scioccato alla notizia che la giraffa verrà data in pasto ai leoni. Ma sono impazziti? Non lo sanno che la carne della giraffa è una prelibatezza anche per gli uomini? Per non parlare dei maroni di giraffa trifolati!

  6. Ily scrive:

    La giraffa Marius era sana, non aveva alcuna sofferenza, non si può certo parlare di eutanasia, è stata uccisa perché era di troppo nella popolazione del giardino zoologico. Invece in Belgio si parla di abbreviare l’agonia di bambini malati terminali per risparmiare loro sofferenze di notevole impatto. Non mi sembra che siano due situazioni identiche.

    • Lela scrive:

      Ci sono donne che abortiscono figli sani perché sono “di troppo” nella loro famiglia. Ma quello va bene.

    • LawFirstpope scrive:

      Determinare la colpa più grave tra:
      – uccidere un animale sano
      – uccidere una persona malata

      E occhio ai Peter Singer!

      • Alessandro scrive:

        Già parlando di “più grave” stai dando un valore alla vita di qualcuno, un “numero”, e già questo è abbastanza vicino proprio alle posizioni di Singer (che stava rovinando il movimento animalista…).

  7. Lilo scrive:

    Articolo abbastanza ridicolo.. Paragonare uccisione di una giraffa (sana, che non aveva alcun motivo per essere uccisa) con la questione dell eutanasia sui bambini. È Ridicolo. “Ogni pretesto è buono.. ” Mi pare eccessivo e sminuente nei confronti di una questione che merita e necessita di ben altri paragoni e riflessioni

    • Shiva101 scrive:

      Quoto.
      Accostare l’orrore di questa vicenda (tra l’altro diverse associazioni avevano chiesto di poterla adottare) per attaccare l’aborto è tipico di posizione estremiste che non hanno altri argomenti.

      Qualcuno disse che il grado di civiltà si dimostra nella misura in cui vengono rispettati gli animali.

      In diverse altre occasioni nel contestare l’aborto (che rimane per tutti una enorme dramma) o anche l’uso della pillola del giorno dopo gli antiabortisti hanno mostrato immagini di feti morti gia completamente sviluppati per scioccare il piu possibile.

      Sempre disonesti.

      • Lela scrive:

        È disonestà denunciare la macellazione di bambini ancora vivi e capaci di provare dolore? O pensate che l’aborto sia una specie di iniezione letale? Vengono squartati quando sono vivi e svegli! Questo è un orrore!
        La storia della giraffa, uccisa senza dolore, al massimo è triste, ma orrore proprio no! Altrimenti facciamo chiudere qualsiasi azienda agricola che produca carne.
        Se una donna ha il diritto di uccidere il proprio figlio, il personale di uno zoo può sopprimere una giraffa. Punto. Qualsiasi bambino vale più di una giraffa.
        Se vogliamo difendere la giraffa, difendiamo anche i bambini.

        • Shiva101 scrive:

          C’è un limite entro il quale abortire.

          La pillola del giorno dopo non “ucccide” nessuna persona VIVA…
          al contrario della giraffa che era viva e vegeta, stava benissimo e in tanti erano pronti ad accoglierla.
          Inoltre è stata sezioanta davanti ai bambini per cui è un orrore oltre ogni misura.

          E le aziende che producono carne in effetti fanno queste cose ma in quel caso è la società che dovrebbe farle chiudere non comprando piu carne, che oltretutto FA MALE.

          • Luca_P scrive:

            “C’è un limite entro il quale abortire”
            Quale sarebbe questo limite?
            I 90 giorni?
            Dopo 8 (otto) settimane ossia (7 x 8) = 56 giorni, il bambino è completamente formato ed inizia a muoversi nella pancia della mamma.
            Dopo 56 giorni è completamente formato il suo cuore, il suo sistema nervoso, sono presenti bocca, occhi, arti superiori ed inferiori, e quelli come te osano chiamare quella “vita umana” ormai formata un “ammasso di cellule”, vi dovreste vergognare.
            Quindi come minimo dovrestre ridurre il limite.
            E poi dato che anche prima dei 56 giorni si tratta comunque di vita umana in intinere, è vergognoso adire come giustificazione all’aborto motivi economici, solo una società senza capo ne coda accetta simili “scuse di comodo”, più per la “collettività sconnessa”, che per la ragazza che subisce l’aborto, in quanto sopra di lei i segni restano, resterà per sempre il rimorso di aver buttato via la propria creatura soprattutto se, come purtroppo capita, quella sarà l’unica gravidanza della sua vita.
            L’aborto facile distrugge in primis l’equilibrio psico-fisico delle giovani ragazze.

        • Alessandro scrive:

          Difendiamo i bambini E le giraffe… se gli allevamenti chiudessero poi sarebbe una conquista di civiltà enorme.

      • toni scrive:

        Shiva101
        “il “grado di civiltà si dimostra nella misura in cui vengono rispettati gli animali”

        I nazisti rispettavano gli animali , … e forse quel qualcuno che dici tu ha detto una minchiata.

        • Shiva101 scrive:

          I nazisti “rispettavano gli animali”???

          ma che significa?… bah…

          • Toni scrive:

            Significa … che avevano la legislazione, a tutela degli animali, più evoluta in Europa.
            Niente balle… se cerchi trovi!

            • LawFirstpope scrive:

              Serve a poco parlare, è un troll si vede dalle risposte che dà: non sta sull’articolo e a ogni risposta sforna luoghi comuni a raffica.

              • Shiva101 scrive:

                “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” (M. Gandhi)

                Essere animalisti significa avere una certa visione e rispetto della vita di TUTTE le forme di vita, è su questo che Gandhi ha espresso il suo pensiero.

                Cosa c’entra il nazismo..!?
                Oltre al fatto che non è certo l’UNICO parametro e che il Terzo Reich non rappresentava il popolo tedesco.

                e cosa c’entra questo episodio di violenza gratuita contro una giraffa…. CON l’ABORTO???

                Troll è chi scrive simili articoli.

                • LawFirstpope scrive:

                  Aridaje con l’aborto! Tu l’articolo manco l’hai letto, fa riferimento all’approvazione dell’eutanasia per i minori in Belgio, i quali evidentemente, non essendo strettamente animali, anche per il nostro amico Gandhi (quello ideologicamente interpretato, ovviamente) possono essere uccisi tranquillamente senza che gli animalisti ipocriti dicano alcunché (ma i bambini storpi e malati son brutti e si sa, le giraffe invece sono tenerose e dagli occhioni dolci).

                  Stop trolling around, please.

      • LawFirstpope scrive:

        Disonesto sei tu, che neanche hai letto l’articolo e parli d’aborto a sproposito:
        Don’t feed the troll folks!

    • ESTER scrive:

      Tristissimo l’episodio della giraffa , ma dare dei disonesti a chi è contro l’aborto e ne mette in evidenza la realtà, come minimo è arrampicarsi sui vetri per difendere posizioni indifendibili.
      Oggi l’ecografia mette ben in evidenza il bambino fin dalle prime settimane di gestazione.

      • Lela scrive:

        Quoto in pieno. E aggiungo che chi dire che l’embrione nelle sue prime fasi di sviluppo non sia vivo dice una sciocchezza!
        Perché è composto da poche cellule? Sorpresa, i batteri sono organismi monocellulari, si annidano e si moltiplicano e nessuno nega che siano esseri viventi. Uno zigote è composto da una cellula, moltiplica le sue cellule, si annida e diventa un organismo complesso, ma non è vivo. Scientificamente ridicolo.

  8. Livio scrive:

    il ma-anchismo di veltroniana memoria sta diventando stucchevole ogni volta che si cita un episodio di crudeltà verso gli animali. La necessità di non avere alcuna compassione per un mammifero dei più belli, la cui morte tramite esecuzione e successiva macellazione davanti ai fruitori dello zoo tra cui bambini non toglie indignazione per fatti che accadono ai miei simili in quanto essere umano.
    La vostra necessità di contrapporre sempre questi episodi e dare dei fanatici a chi non li approva non vi rende meno fanatici.

    • Livio scrive:

      refuso. “La necessità della compassione”

    • Lela scrive:

      Io sono d’accordo per la compassione alla povera bestia, è stato un episodio triste. Mi urta però il fatto che la stessa società che freme di orrore per questa cosa non lo faccia anche per i bambini che ogni giorno vengono soppressi in maniera ben più brutale. Che addirittura consideri questa cosa un diritto. Non lo capisco.

  9. Emanuele scrive:

    “…un giorno verra il giudizio di Dio, convertitevi!” (San Giovanni Paolo II)

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