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In Israele un giudice stabilisce che un bimbo avrà due madri e nessun padre. «È senso comune»

marzo 7, 2012 Leone Grotti

Una coppia lesbica si è sottoposta nel 2007 alla fecondazione eterologa: una donna ha donato l’ovulo fecondato da uno sconosciuto, l’altra se l’è fatto impiantare e ha partorito. Ma lo Stato israeliano ha riconosciuto solo la seconda come madre. Il giudice Alyssa Miller domenica scorsa, per il «senso comune», ha riconosciuto entrambe le donne come madri del bimbo.

In Israele c’è un bambino che ha due madri e nessun padre. Lo ha stabilito il Tribunale familiare di Ramat Gan, città israeliana a est di Tel Aviv, che domenica scorsa ha sentenziato con un verdetto senza precedenti che entrambe le donne di una coppia lesbica sono madri di un bambino. La coppia lesbica si è sottoposta alla fecondazione eterologa sei anni fa con il permesso del ministero della Salute in modo tale che l’ovulo di una delle due donne fosse fecondato dallo sperma di un donatore anonimo e che venisse impiantato nel grembo della seconda donna.

Il bambino è nato nel 2007 e il ministro degli Interni ha registrato come madre del bambino la donna che l’ha partorito, rifiutandosi di riconoscere lo status genitoriale alla donna che ha donato l’ovulo e consigliandole di chiederlo in adozione. La coppia ha rifiutato la soluzione proposta dal ministero e ha fatto causa chiedendo che la donatrice fosse riconosciuta come seconda madre del bambino.

Lo Stato ha poi fatto presente che non era possibile riconoscere in modo automatico entrambe le donne come madri e che aveva avvisato le due interessate prima dell’inseminazione artificiale che la donatrice non sarebbe stata riconosciuta come madre. Ma il cavillo giusto si può trovare in ogni legge e così il giudice Alyssa Miller, come riporta Haaretz, ha criticato la richiesta dello Stato che la donatrice (“T”) dovesse adottare il bambino. «In questo caso, T e il minore sono legati dal sangue. Il minore e T sono carne della stessa carne e sangue dello stesso sangue» ha scritto nel verdetto finale. «Quindi, non c’è nessuna ragione evidente per cui T dovrebbe adottarlo, una possibilità che contraddice il senso comune e la logica coerente». Dopo il verdetto le due donne hanno dichiarato: «È un grande risultato. Questo è un precedente che varrà non solo per Israele ma per tutto il mondo».

Così, per il «senso comune» e la «logica coerente» un bambino si ritrova con due madri e nessun padre.
twitter: @LeoneGrotti

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