Google+

«Io, cristiano, ho vissuto a Raqqa sotto l’Isis. Sono dei mostri»

febbraio 21, 2016 Leone Grotti

Le teste mozzate infilzate sui pali delle ringhiere, le esecuzioni, gli abusi per strada, i selfie coi cadaveri. «Sono felici ogni volta che uccidono qualcuno»

iraq-isis-chiesa-ansa

Ci sono circa 50 famiglie cristiane rimaste a Raqqa, capitale siriana del Califfato. Una di queste è quella di John (nome fittizio), 20 anni, che ha vissuto 18 mesi sotto il controllo dei jihadisti dello Stato islamico. Fuggito da poco in un’altra città della Siria, mentre la sua famiglia è ancora là, ha raccontato la sua storia a World Watch Monitor.

«ALLAHU AKBAR». «Noi stiamo meglio di quelli che vivono ad Aleppo», racconta. «Abbiamo l’acqua e l’elettricità. Ma devi sempre stare sul chi vive, mai guardare qualcuno negli occhi quando cammini per strada e sempre fare attenzione a ciò che dici e non dici». La prima volta che i combattenti dell’Isis sono entrati vittoriosi in città, ad esempio, «la gente esultava per le strade e gridava “Allahu Akbar”. Io osservavo e me ne stavo per conto mio, ma quando un membro dell’Isis mi ha visto con la bocca cucita, ha fermato l’auto e mi ha squadrato. Allora ho dovuto gridare anch’io “Allahu Akbar”. Molti a Raqqa li hanno accolti, ma ora sono pentiti».

PAGARE LA JIZYA. Un cristiano ha solo due modi per sopravvivere sotto lo Stato islamico: «Se non vuoi andartene, o ti converti all’islam e conduci una vita normale oppure paghi la jizya (il tributo umiliante previsto dal Corano per i non musulmani che vogliono mantenere la fede in terra islamica, ndr). Il primo anno la tassa ammontava a 54 mila pound siriani (221 euro) per ogni uomo – donne e bambini non sono “tassati” – ma l’anno scorso è aumentata a 164 mila pound (672 euro)». John ha pagato ma per 18 mesi non ha assistito a una Messa. Le chiese infatti sono state demolite o convertite per altri usi, i preti sono fuggiti e i cristiani solo a volte si riuniscono di nascosto per pregare insieme. Quelli scappati, poi, si sono visti requisire tutte le proprietà.

documento-tassa-jizya-isis-raqqa-cristiani«CERCAVANO DI CONVERTIRMI». Per non essere presi e uccisi per strada, è fondamentale avere il documento (foto a fianco) che attesta il pagamento della tassa sempre con sé. «Con il documento, nessuno poteva farci del male in quanto cristiani. Ho parlato spesso con uomini dell’Isis, alcuni erano anche simpatici ma appena scoprivano che ero cristiano cambiavano atteggiamento. Cercavano di convertirmi all’islam. Una volta uno di loro ha visto che non avevo un taglio di capelli islamico. Si è arrabbiato, ma dopo che gli ho mostrato il documento è andato via».

PALLONCINO A FORMA DI CUORE. Un’altra volta l’hanno portato via insieme ad altri ragazzi: alcuni per il taglio di capelli troppo occidentale, altri perché portavano i jeans. Ai primi sono stati rasati i capelli, ai secondi è stato fatto firmare un documento: “Non porterò mai più i jeans”. Per le donne, invece, non c’è scampo: «Mia mamma e mia sorella hanno dovuto coprirsi interamente come le donne musulmane. Ricordo un incidente divertente: un negoziante aveva un palloncino rosso a forma di cuore. E un membro dell’Isis gliel’ha fatto scoppiare, dicendogli che era peccato perché assomigliava al seno di una donna».

«SELFIE CON LE TESTE MOZZATE». John cerca di ricordare gli aspetti divertenti per dimenticare quelli atroci: «Ho visto troppe crudeltà. Ogni venerdì uccidevano qualcuno. Ho visto il primo uomo decapitato in pubblico. Non sono riusciti a tagliargli la testa al primo colpo e soffriva così tanto che gli hanno sparato». La scena più terribile che John ricorda è quando i jihadisti hanno massacrato centinaia di soldati siriani e infilzato le loro teste mozzate su una ringhiera. «Dovevo passare dalla ringhiera tutti i giorni per andare a studiare. Sono rimasto scioccato quando ho visto la gente che si faceva i selfie con le teste. La verità è che sono dei mostri».

«FELICI QUANDO UCCIDONO». Alcuni suoi compagni di scuola si sono uniti all’Isis. Perché? «Alcuni forse per il salario. Ho sentito che danno 1.200 dollari a combattente, più 100 per ogni moglie e 50 per ogni figlio. Li ho visti nei negozi pieni di soldi da spendere. Qualcuno crede davvero di fare una cosa giusta. Si sentono felici ogni volta che uccidono qualcuno. Lo vedi quando fanno giustiziare le persone: ogni settimana trovano un nuovo modo per farlo, le crocifiggono perfino. Grazie a Dio nessun cristiano è stato ucciso solo per la sua fede».

«MI VOGLIO ARRUOLARE». Dopo 18 mesi John è scappato e oggi vive in un’altra città siriana, dove l’esercito di Bashar al-Assad l’ha accolto. «Non ho nessuna intenzione di scappare. Appena avrò finito gli studi, mi unirò all’esercito per riprendermi la mia terra. Questo è il mio paese, non il loro e combatterò per esso. Non so cosa è preso a certa gente: vivevano già in un paese dove la maggioranza è sunnita. E se proprio volevano un islam radicale, potevano andare in Arabia Saudita».

Foto Ansa


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

4 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    “…la gente esultava per le strade e gridava “Allahu Akbar…”

    Più o meno quello che aspettano di fare anche qui, a tempo debito, i silenti di casa nostra.

  2. Menelik scrive:

    “……E se proprio volevano un islam radicale, potevano andare in Arabia Saudita»…….”

    Ecco, i begli alleati di quel geniaccio di Obama.

    “…..Dopo 18 mesi John è scappato e oggi vive in un’altra città siriana, dove l’esercito di Bashar al-Assad l’ha accolto. …..”

    No comment. Lo farei leggere a quel geniaccio di Obama.

    “…..Non ho nessuna intenzione di scappare. Appena avrò finito gli studi, mi unirò all’esercito per riprendermi la mia terra. Questo è il mio paese, non il loro e combatterò per esso……”

    Bravo ragazzo ! Hai tutta la mia stima ed il mio apprezzamento.
    Combatti fino all’ultimo, e se il Signore ti chiama, andrai al Suo cospetto con la dignità di un UOMO LIBERO.

  3. Selva scrive:

    Con l’aumento costante della popolazione islamica in tutta Europa, questi sono problemi che prima o poi incontreremo anche noi. E’ solo questione di tempo prima che anche a casa nostra sunniti e sciiti inizino a darsele di santa ragione, con noi in mezzo.
    E questo grazie all’idiota buonismo di chi ci governa e alla miopia di tanti progressisti benpensanti.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Dopo aver presentato le SportSmart 2 Max, Dunlop spinge ancora sul piede della sportività e presenta le nuove D213 GP Pro, gomme dedicate alla pista ma comunque omologate per girare su strada

L'articolo Dunlop D213 GP Pro proviene da RED Live.

La quarta generazione della Civic Type R è figlia del vento. Ha una aerodinamica esagerata, una potenza di 320 cavalli e detiene il record di categoria lungo i  20,8 km del Nürburgring.

L'articolo Prova Honda Civic Type-R proviene da RED Live.

Evolvere senza stravolgere può essere considerato il pensiero che ha portato alla nascita della V2-R. Rispetto alla V1-R, infatti, non sono molte le differenze che si percepiscono a un primo sguardo ma si tratta tuttavia di interventi mirati a renderla attuale e migliorarne le prestazioni. DNA IMMUTATO Punti fermi del nuovo progetto sono quelli che […]

L'articolo Nuova Colnago V2-R, cuore racing proviene da RED Live.

KTM rivoluziona il mondo dei motori a 2 tempi con l'introduzione dell'iniezione sui modelli Enduro competition per il 2018. Le abbiamo provate scoprendo che il 2T ha ancora davvero molto da dire.

L'articolo Prova KTM EXC TPI 2018 proviene da RED Live.

PRONTI A PARTIRE Arriva l’estate e per molti viene il momento di fare finalmente qualche viaggio con la moto del cuore, spesso usata durante l’anno solo per il tragitto casa-ufficio o poco più. Un fine settimana, magari, o anche una vera e propria vacanza, che ha tutti i presupposti per restare memorabile. Spostarsi su due […]

L'articolo 10 consigli per i viaggi in moto proviene da RED Live.

Strategie di Content Marketing - Video Academy di MailUp - banner iscrizione
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana