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«I matrimoni falliscono perché la coppia non crede più al “per sempre”»

aprile 19, 2012 Paola D'Antuono

Vittoria Sanese, psicologa della coppia e della famiglia, commenta a tempi.it la nuova iniziativa dei Comuni italiani che organizzano corsi “salva-matrimonio”: «Un tentativo da non demonizzare, ma il vero problema risiede nella coppia stessa. Non ci si sposa per “fare delle cose insieme”, ma solo perché l’uno accanto all’altro ci si sente autenticamente se stessi».

È allarme divorzi in Italia. Secondo le stime dell’Istat sono circa 84 mila le coppie che si sposano ogni anno a cui fanno eco 54 mila divorzi. I matrimoni durano in media 15 anni, poi marito e moglie prendono la loro strada e ricominciano una nuova vita. Per prevenire questa “strage” di unioni alcuni Comuni italiani hanno deciso di proporre alle coppie sposate un ciclo di incontri “salva-matrimonio”. Corsi organizzati a Bologna, Padova, Roma e Venezia, che si avvalgono di esperti (psicologi, avvocati, sessuologi) con cui le coppie dialogano per cercare di capire l’origine della crisi e tentare di salvare la loro unione. Ma serviranno davvero queste misure d’emergenza? «Il fenomeno dei divorzi in Italia è in costante crescita – spiega la psicologa di coppia Vittoria Sanese – anzi direi che è una vera emergenza. Ben vengano quindi iniziative volte a cercare di rimettere in carreggiata una situazione familiare complicata. Piuttosto la vera domanda potrebbe essere, come mai i Comuni organizzano questi corsi?».

Già, come mai?
Non è facile capirlo. Io non demonizzerei il tentativo, ma ho il dubbio che i propositi non siano in tutti i casi nobili. Però è positivo che le amministrazioni locali si siano rese conto che i matrimoni in crisi non sono un problema della singola coppia, ma riguardano l’intera collettività.

La ricerca Istat è spietata: la maggior parte dei matrimoni finisce a causa della “suocera”.
È così, lo confermo. Ma non è colpa solo delle suocere. A far fallire i matrimoni – secondo le statistiche e secondo la mia esperienza – sono le famiglie d’origine: padri, madri, sorelle, nonne troppo invadenti. Al secondo posto, invece, c’è un grande classico, il tradimento.

Suocera e corna a parte, perché sempre più matrimoni durano il tempo del viaggio di nozze?
Il punto debole delle unioni sta nel punto di partenza. Oggi le persone che decidono di sposarsi non sono davvero convinte che possa durare per sempre, è come se sapessero già che il loro rapporto avrà inevitabilmente una data di scadenza. Quando un fidanzato si dichiara all’amata e le dice «Ti amerò per sempre», lo dice perché convinto emozionalmente ma non ragionevolmente. Più passerà il tempo e più l’emozione scemerà e il rapporto sarà irrimediabilmente compromesso.

Lei segue coppie in difficoltà da quarant’anni. Com’è cambiato il matrimonio negli anni?
In 43 anni d’esperienza devo ammettere che ne ho notate molte di differenze. Ma la più importante sta nel mutamento del rapporto stesso, che negli anni è diventato di carattere strumentale. Oggi chi decide di sposarsi con un’altra persona e di legarsi a lei lo fa pensando che d’ora in avanti il compito del suo partner sarà quello di farla stare bene, di emozionarla, capirla, sostenerla. Il rapporto andrà in crisi quando uno dei due non si sentirà più capito e sostenuto dal marito o dalla moglie e sentirà di stare meglio da solo, di “funzionare” senza l’altro. Un matrimonio solido, invece, è un rapporto in cui entrambi i membri della coppia si sentono davvero loro stessi. “Non ho mai scoperto me stesso così vero se non sotto i tuoi occhi, tu sei la relazione che mi fa essere me stesso autenticamente”: ecco dove sta la differenza. Nell’innamoramento ciascuno scopre di più se stesso e si riconosce esaltato nel proprio io. Oggi invece il rapporto è vissuto in maniera identificatoria, il mio “Io” lo trovo da solo, la relazione non mi costituisce, è solo un modo per avere accanto qualcuno con cui fare le cose che mi piacciono. Ma questa è la strada che porta all’addio.

E poi magari ci si mette anche la crisi economica a peggiorare le cose…
Tutti i momenti di forte cambiamento hanno effetto sulla coppia: o la distruggono o la rafforzano. Questo vale per l’economia, come per la nascita di un figlio. Gli eventi importanti e traumatici fanno emergere sempre le nostre fragilità. La crisi economica quindi non è la causa scatenante della crisi matrimoniale ma un evento che rivela le crepe della coppia. A ciò si aggiunga anche la piega pratica dei matrimoni odierni. I giovani si avvicinano al matrimonio convinti che sia tutto un sistemare le cose: il menage familiare, la divisione dei compiti, le faccende domestiche, il contributo proporzionale dello stipendio per le spese quotidiane ecc.. L’energia affettiva di marito e moglie è tutta spostata sull’andamento pratico quotidiano: le famiglie di oggi ormai sono “tecniche”, proprio come il nostro governo attuale.

Twitter: @paoladant

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3 Commenti

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