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Francia. Finkielkraut attacca Macron: «Strumentalizza lo sterminio degli ebrei»

maggio 3, 2017 Leone Grotti

Il grande intellettuale attacca la stella della gauche, che ha usato la sua visita al memoriale della Shoah per accusare Marine Le Pen: «Non è il Front National che impedisce di insegnare il genocidio nelle scuole»

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Un furibondo Alain Finkielkraut si è scagliato contro l’avversario di Marine Le Pen alle elezioni presidenziali francesi, Emmanuel Macron. L’intellettuale ebreo, che ha perso gran parte della sua famiglia nella Shoah, ha attaccato sull’emittente radio Rcj (Radio della comunità ebraica) l’astro nascente della gauche dopo la visita di quest’ultimo al memoriale della Shoah a Parigi.

QUALI «ESTREMISTI»? Domenica 30 aprile Macron, a pochi giorni dal ballottaggio di domenica che deciderà chi vivrà all’Eliseo nei prossimi cinque anni, si è recato a Oradour-sur-Glane, nel IV arrondissement parigino, per rendere omaggio a «tutte queste vite falciate dagli estremisti». Di quali estremisti parlava, si sono chiesti tutti i presenti? Poi il leader del movimento En Marche! ha aggiunto: «Noi abbiamo oggi un doppio dovere: quello della memoria e quello di impedire che qualcosa di simile accada di nuovo. Non possiamo accettare l’indebolimento morale che può tentare alcuni, il relativismo che può tentare altri, il negazionismo nel quale certe persone trovano rifugio».

«MORTI NON SONO A DISPOSIZIONE». Ogni riferimento a Front National e Marine Le Pen, che ha categoricamente rifiutato e respinto le tesi negazioniste di suo padre Jean-Marie, per quanto mascherate sono assolutamente non casuali. Ed è questa strumentalizzazione del genocidio degli ebrei da parte dei nazisti che ha fatto infuriare Finkielkraut. L’”immortale” dell’Academie française ha dichiarato in radio: «È il figlio di deportati che vive in me che urla. Non si può fare dello sterminio degli ebrei un argomento di campagna elettorale. I morti non sono a disposizione. Il dovere della memoria di cui si va tanto parlando consiste nel vegliare sull’indisponibilità dei morti». Poi ha tirato un’altra stoccata all’ex ministro di François Hollande: «Il problema del negazionismo merita molto più di una fermata in via Geoffroy-l’Asnier (dove si trova il memoriale, ndr) per mobilitare l’elettorato ebraico contro Marine Le Pen».

IL PROBLEMA NON È LE PEN. Infatti, insiste Finkielkraut riferendosi all’islam, «non sono certo i giovani militanti del Front National a rendere impossibile l’insegnamento della Shoah nelle scuole e non sono certo loro che vanno a cercare verità alternative ai campi di sterminio. Di questa terribile realtà, non sento alcuna eco nella campagna di Emmanuel Macron. In compenso, lui non smette di strizzare l’occhio ai giovani delle banlieue per riservare i suoi colpi alla buona vecchia bestia immonda». L’intellettuale ebreo francese difficilmente voterà Fn ma, si domanda, «Le Pen sarà forse battuta, ma come possiamo felicitarci della vittoria del falso?».

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