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Finmeccanica. “C.L.” è Comunione e liberazione? Dubbi dopo la lettura dell’ordinanza. Perché la Procura non chiarisce?

febbraio 13, 2013 Redazione

Il movimento è tirato in ballo nella questione Finmeccanica. Ma nell’ordinanza non è mai citato, se non in una sigla che fa supporre il riferimento a una persona. Ieri la nota: «Non c’entriamo con le tangenti»

Comunione e liberazione è un nome che, in questi giorni, viene accostato all’indagine sulle tangenti di Finmeccanica. Proprio ieri è stato arrestato il suo presidente, Giuseppe Orsi. L’accusa è di corruzione internazionale, peculato e concussione. L’ordinanza reca la firma del Gip di Busto Arsizio.
Secondo molti quotidiani, oltre alla Lega Nord, anche il movimento ecclesiale sarebbe implicato nella vicenda. Da parte sua, Comunione e liberazione ha più volte smentito – l’ultima volta ieri – ogni ogni suo coinvolgimento.
In effetti, leggendo le 64 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, il nome «Comunione e liberazione», o il riferimento a qualcuno dei suoi aderenti o alle iniziative che possono, in qualche modo, esservi fatte risalire, non compare mai.
Solo durante l’interrogatorio di Lorenzo Borgogni, ex direttore delle relazioni istituzionali di Finmeccanica, ad un certo punto, nel dialogo col pm, compare la sigla “C.L.”.

Il passaggio è questo:
PM2: Da Michel vanno a Orsi ma più che da Orsi, da Orsi andrebbero poi ai partiti che avrebbero sostenuto…
BL (Borgogni Lorenzo, ndr): – Inc. –
PM2: In particolare Lega…
BL: E C.L.
PM2: Ecco, e anche questa circostanza come l’avrebbe appresa?
BL: Io non lo conosco, non gli ho mai parlato.

Questo è l’unico passaggio in tutta l’ordinanza in cui è nominato “C.L.”.
CL sta per Comunione e liberazione? Qualche fondato dubbio è lecito. Infatti, se tale fosse e se la sigla indicasse il movimento, perché poi Borgogni dice «non lo conosco». Quel “lo” fa pensare a una persona, non a un gruppo. Ipotizzando che C.L. sia invece il movimento, perché il pm non approfondisce nel resto dell’interrogatorio la questione? È lecito supporre che, se si trattasse di Comunione e Liberazione, poi, se ne riparli, per lo meno si ritorni su quell’indicazione di Borgogni. Niente di tutto questo avviene più.
Ma, allora, se tutto fa supporre che il movimento non abbia nulla a che fare con l’indagine, perché su molti siti e giornali torna il nome di Comunione e liberazione come uno dei “partiti” (definizione di per sé errata) che ha a che fare con Finmeccanica? E perché, dopo le notizie di stampa, la Procura non ha chiarito?

Come si diceva, anche ieri, in una nota, il movimento è tornato a smentire di aver mai ricevuto tangenti nell’ambito dell’inchiesta. «Numerosi organi d’informazione – si legge – nel riferire di provvedimenti cautelari adottati oggi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Busto Arsizio nei confronti di dirigenti del gruppo Finmeccanica, nell’ambito di un’inchiesta per corruzione internazionale, hanno ripreso le dichiarazioni rese nel novembre 2011 da un ex dirigente dell’azienda, secondo cui sarebbero state pagate tangenti, tra gli altri, a Comunione e Liberazione. Già il 26 aprile 2012 i mezzi di informazione dettero notizia dell’incredibile accusa. Il movimento diffuse immediatamente una smentita, che fu ampiamente ripresa da giornali, radio e televisioni. A dispetto di questo – prosegue il comunicato – come se nulla fosse accaduto, oggi ritorna l’incredibile accusa, formulata negli stessi termini di allora. Per questo siamo costretti a ribadire che Comunione e Liberazione è totalmente estranea a qualsivoglia vicenda relativa a Finmeccanica, alla nomina dei suoi vertici e ad appalti o forniture internazionali. Invitiamo formalmente gli organi di informazione a non dare ulteriore diffusione alle predette diffamatorie dichiarazioni, da noi già smentite più volte, prive di qualunque riscontro fattuale. In caso contrario, Comunione e Liberazione si riserva di agire a tutela della propria onorabilità in tutte le competenti sedi».

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1 Commenti

  1. Enrico says:

    Per smentite, precisazioni e assoluzioni bisogna aspettare dopo le elezioni.

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