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Eutanasia. Vincent Lambert in fin di vita? «È scandalosamente falso». Parola di dottore «miscredente»

aprile 17, 2015 Leone Grotti

Il dottore Hervé Messager, fisioterapista di pazienti che hanno subito danni cerebrali, chiede ai giudici di Strasburgo di salvare Vincent, che rischia di morire di fame e di sete come Terri Schiavo

Tetraplegic vincent lambert

«Dopo 40 anni di mestiere, di cui 20 passati fianco a fianco con persone che hanno subito danni cerebrali, una cosa la so: le persone in stato di coscienza minima come Vincent Lambert non sono per niente in fin di vita». A lanciare questo messaggio al Le Figaro è il dottore Hervé Messager, già fisioterapista di Vincent Humbert, tetraplegico di 23 anni ucciso con l’eutanasia da sua madre in Francia nel 2003.

«NON SONO UN PRO-LIFE». Le parole del dottor Messager sono importanti perché, sottolinea, «voglio essere molto chiaro: io non ho nessuna convinzione religiosa e non ne ho mai avute. Sono un vero miscredente e non sono neanche uno favorevole alla vita a priori. In certi casi, appoggio l’eutanasia. Ma anche dal punto di vista politico non sono etichettabile e ascolto solo una campana: la vita concreta di fianco ai miei pazienti».
Tra poche settimane la Corte europea dei diritti dell’uomo dovrà decidere se Vincent Lambert, 39 anni, sarà costretto a morire di fame e di sete, come Terri Schiavo, o potrà vivere e ricevere una terapia in grado di fargli recuperare più funzioni vitali possibile. Vi abbiamo già parlato di quest’uomo francese, entrato e uscito dal coma nel 2008 a 32 anni in seguito a un incidente d’auto, e oggi in stato di coscienza minima.

LA STORIA. Lambert, che ha subito danni al cervello irreversibili, respira in modo autonomo, non è attaccato a nessuna macchina e risponde agli stimoli. Nel 2013 però Rachel, la moglie di Lambert, ha fatto interrompere l’alimentazione al marito. Quando la famiglia l’ha scoperto per caso durante una visita, non essendo stata informata, ha chiesto a un giudice di ripristinare l’alimentazione. Dopo 31 giorni senza cibo, Lambert è stato nutrito di nuovo. È cominciata allora una battaglia legale che vede, da una parte, i genitori e due fratelli di Lambert che chiedono che Vincent possa vivere, dall’altra la moglie e sei fratelli dell’uomo, che chiedono che venga lasciato morire di fame e di sete. La massima autorità francese ha autorizzato l’eutanasia, ma la Corte suprema dei diritti dell’uomo ha bloccato tutto e nelle prossime settimane dovrà pronunciarsi.

«TANTISSIMI COME VINCENT». «Conosco tantissime famiglie che hanno un figlio come lui», afferma il medico Messager. «E se ne prendono cura. Se ci mettiamo a uccidere le persone come lui, io ne ho 50 pronti solo tra i miei pazienti. Ma cosa si vuole fare di tutte queste persone colpite dalla vita?». «Queste persone – continua – possono migliorare. Nel caso di Vincent Lambert, non solo non è in fin di vita ma è anche molto resistente, il suo cuore e il suo organismo l’hanno provato dopo essere stato privato dell’alimentazione per più di 30 giorni».

«SCANDALOSAMENTE FALSO». Per il fisioterapista specializzato in terapie che permettono ai pazienti di recuperare la gestione del proprio corpo, «tutti hanno diritto alle terapie secondo la legge, anche se queste non hanno successo. Questa è l’essenza del mio lavoro». Il dottor Messager ha aderito al comitato sorto in difesa di Vincent Lambert (Je soutiens Vincent) «perché come nel caso di Humbert, la cui madre era stata manipolata dal movimento pro eutanasia, tutto viene detto e presentato come se la morte fosse ineluttabile. Ma questo è scandalosamente falso. Bisogna smetterla di manipolare le famiglie e l’opinione, basta parlare al posto dei pazienti che, deboli e indifesi, senza possibilità di comunicare o annebbiati dal punto di vista del discernimento, costituiscono un terreno di lotta per opposte ideologie».

Foto Ansa

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3 Commenti

  1. Luca P. scrive:

    Ogni film sul nazismo che parla dello sterminio perpetrato nei confronti dei malati cronici, degli incapaci e dei dementi … ritrae i luminari del regime come dei sadici, delle macchiette del male.
    Ma se guardate nei documentari e filmati originali dell’epoca le voci fuori campo per promuovere l’eutanasia sono le stesse di oggi … la pietà, la bontà, la liberazione di quelle persone da un corpo imperfetto che li porta ad una vita senza senso e senza futuro … i pazienti sono descritti come dei non vivi che soffrono rinchiusi in una gabbia.
    Gli ideologi di quell’epoca non erano poi tanto diversi da quelli di oggi, doppie lauree, cultura smisurata, voglia di progresso, figli di buone famiglie … e se un popolo intero li ha appoggiati in quella operazione fatta alla luce del sole … non è certo per particolare crudeltà genetica!
    Oggi la situazione non è molto diversa.
    E la cosa più drammatica è che, invece di avere le palle di premere un grilletto, i moderni ideologi propongono di togliere l’alimentazione, l’idratazione e soffocare il dolore drogando il paziente.
    Il tutto come se fosse la Biancaneve di Walt Disney con gli uccellini del bosco che cinguettano e gli scoiattolini che sorridono …
    Nessuno può negare il dolore e la difficoltà di stare davanti ad una persona come Vincent Lambert … dire semplicemente no all’eutanasia non basta … ma se per eliminare il dolore eliminiamo la realtà (Vincent è un vivente) allora poveri noi e poveri i miei figli o i miei cari che dovranno prendere per la mia vita una decisione più grande di loro.

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