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Era un ambientalista di Greenpeace, poi ha studiato. E ha scoperto che erano tutte balle

gennaio 9, 2013 Leone Grotti

Mark Lynas, ambientalista, tra i più autorevoli giornalisti britannici, firma del Guardian, ha fatto mea culpa alla conferenza annuale degli agricoltori britannici, appoggiando gli Ogm: «Mi sbagliavo, mi dispiace».

«Pensavo che gli Ogm avrebbero fatto aumentare l’uso degli agenti chimici; che avrebbero fatto guadagnare solo le grandi compagnie; che non li volesse nessuno; che fossero pericolosi. Sono qui per scusarmi: mi dispiace di avere passato anni e anni a strappare le coltivazioni di Ogm e mi dispiace anche di avere aiutato il movimento anti-Ogm a prendere piede a metà anni 90. Io sono un ambientalista e ho sbagliato su tutta la linea». Così l’inglese Mark Lynas, autore di due libri sul global warming e uno sugli Ogm “La specie di Dio: salvare il pianeta nell’era degli umani”, si è introdotto alla Oxford Farming Conference, la conferenza annuale degli agricoltori britannici.

«L’IDEOLOGIA DI GREENPEACE». «Ma – continua Lynas – vi chiederete che cosa è successo tra il 1995 e oggi che mi ha fatto cambiare idea e soprattutto venire qui ad ammetterlo? Beh, la risposta è molto semplice: ho scoperto la scienza e ora spero di essere diventato un ambientalista migliore». Così Mark, attivista ambientalista, tra i più autorevoli giornalisti britannici, firma del Guardian molto seguita, ha tacciato «Greenpeace e la Soil Association» di «ideologia»: «A quel tempo non ci siamo resi conto che Frankenstein non erano gli Ogm ma la nostra reazione agli Ogm, un movimento antiscientifico, nonché la campagna più efficace a cui abbia mai partecipato». Il cambiamento di Mark è cominciato dopo la pubblicazione del suo secondo libro nel 2008, quando sotto a un articolo sul Guardian contro gli Ogm, un utente gli fa notare: «E così tu sei contrario agli Ogm perché vengono sponsorizzati dalle grandi corporazioni. Sei anche contro la ruota perché viene sponsorizzata dalle grandi case automobilistiche?». L’ironia fece breccia e Mark cominciò a studiare scientificamente gli Ogm, le loro proprietà e i loro effetti.

OGM E ASTEROIDI. Così, a poco a poco, il muro di ideologia dietro cui si trincerava è crollato e Mark ha scoperto che gli Ogm «non sono contro natura», anzi, permettono di diminuire l’uso di pesticidi ed «è più probabile che un asteroide vi caschi in testa rispetto alla possibilità che un cibo Ogm vi faccia male». Nel suo lungo discorso Mark spiega nel dettaglio le prove scientifiche che ha scovato a favore degli Ogm, «un consenso scientifico di ferro, che rappresenta però ancora oggi una verità scomoda da ignorare per Greenpeace e la Soil Association, perché va contro la loro ideologia».

«SOVRAPPOPOLAZIONE? ALTRO MITO DA SFATARE». Ma soprattutto, questi studi gli hanno fatto sfatare un altro grande mito: «Nei prossimi anni dovremo sfamare 9,5 miliardi di persone. (…) La gente pensa che il problema siano gli alti tassi di fertilità nei paesi in via di sviluppo – in altre parole, che la gente povera abbia troppi figli e per  cui ci sia bisogno di una qualche pianificazione familiare. La realtà – continua – è che invece la fertilità media mondiale è scesa al 2,5 figli per donna e il ricambio naturale è 2,2 figli per donna. Quindi da dove viene l’enorme crescita di popolazione? Dal fatto che muoiono sempre meno bambini e questa è una delle notizie migliori di questo decennio: (…) non c’è bisogno di avere perso un bambino o di essere genitori per sapere che questa è una buona notizia».

LASCIATECI COLTIVARE OGM. Resta il problema: se nel mondo ci sono più persone, bisogna migliorare la produzione di cibo per riuscire a sfamare tutti. E qui entra in gioco il potenziale degli Ogm: «Cito una frase di Norman Borlaug: “Il mondo ora ha una tecnologia per sfamare in modo sostenibile una popolazione di 10 miliardi di persone. La domanda più importante quindi è questa: agli agricoltori sarà permesso di usare questa nuova tecnologia?». In Europa quasi ovunque resta vietata la produzione di Ogm, con una perdita enorme di denaro, qualità, quantità, soprattutto nei paesi più poveri. Conclude Mark la sua conferenza: «Il mio messaggio alla lobby anti-Ogm, dagli aristocratici inglesi agli chef celebri ai buongustai americani ai cittadini indiani, è questo: avete diritto a pensarla come volete ma voi dovete sapere fin d’ora che le vostre tesi non sono suffragate dalla scienza. Per la salvezza del pianeta e della gente, è il momento che vi fate da parte e ci permettete di cominciare a sfamare il mondo in modo sostenibile. Grazie».

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7 Commenti

  1. Raphael scrive:

    Noi che coltiviamo la terra questi problemi non ce li facciamo e neanche questi semi terminator, tutti i semi che ci sono oggi sono modificati rispetto a quelli del passato, solo che in passato lo si faceva con gli incroci e la selezione, oggi lo si fa con la genetica.

  2. Andrea scrive:

    OGM e la realtà commerciale che ci sta dietro non sono la stessa cosa. Modificare geneticamente organismi ha più senso ed è’ meno problematico di quanto si creda. Da sempre gli agricoltori hanno fatto incroci per produrre sementi migliori. La cosa non è’ così diversa da manipolare organismi, anzi, in alcuni casi si fanno semplicemente incroci, alla fine.
    Questo non implica che non si possano vendere semi naturali etc., che è’ una mostruosità creata per garantire Monopoli.
    OGM sono come le medicine. Solo che è’ come se ci forzassero a prendere medicine anche se non vogliamo. Sarebbe semplicemente da instaurare la possibilità di scelta.

  3. Andrea scrive:

    OGM e la realtà commerciale che ci sta dietro non sono la stessa cosa. Modificare geneticamente organismi ha più senso ed è’ meno problematico di quanto si creda. Da sempre gli agricoltori hanno fatto incroci per produrre sementi migliori. La cosa non è’ così diversa da manipolare organismi, anzi, in alcuni casi si fanno semplicemente incroci, alla fine.
    Questo non implica che non si possano vendere semi naturali etc., che è’ una mostruosità creata per garantire Monopoli.
    OGM sono come le medicine. Solo che è’ come se ci forzassero a prendere medicine anche se non vogliamo. Sarebbe semplicemente da instaurare la possibilità di scelta.

  4. viccrep scrive:

    ancor prima degli ogm gli agricoltori incrociavano piante per trovarne di più resistenti e produttivi.
    Oggi che con la scienza si arriva a trovare sementi da cui crescono piante resistenti a parassiti che limitano l’uso di insetticidi e quant’altro, no noi dobbiamo con preconcetti a prescindere rimanere nell’antico.
    Gli indios poi, quelli che vivono ancora nella foresta, hanno una loro alimentazione dove gli ogm centrano come i cavoli a merenda.
    L’ambientalismo che diventa ideologia è dannoso alla natura all’uomo al suo progredire, come per altro l’animalismo.
    E’ un bene che qualche ambientalista non cieco o pieno di pregiudizi, studiando si ravveda, dovrebbero farlo in molti invece che fare i pecoroni

  5. Riccardo scrive:

    Dai commenti vedo che si continua ad alimentare l’equivoco secondo il quale selezione e manipolazione genetica sono la stessa cosa. Non è così. La selezione si fa sfruttando i meccanismi naturali, favorendo le condizioni che permettono lo sviluppo di determinate specie o varietà rispetto ad altre meno interessanti. Questo è quello che gli agricoltori e gli allevatori fanno da sempre. La manipolazione genetica invece si fa in laboratorio e non è sempre così innocuo e innocente. Essa infatti può prendere due strade: una si limita ad accelerare, attraverso l’intervento diretto sul DNA, lo sviluppo di caratteristiche che, secondo i processi naturali, impiegherebbero alcune generazioni prima di affermarsi (il che vuol dire, a seconda della specie considerata, da qualche mese a vari anni), l’altra invece introduce nell’organismo dei geni che in natura non potrebbero mai superare le barriere biologiche. E’ questo l’aspetto allarmante degli OGM, perché questi organismi, una volta creati, si riprodurranno e distinguerli dagli altri non sarà facile e forse nemmeno possibile. Scavalcare le barriere biologiche non è saggio né intelligente perché significa far saltare in modo incontrollabile e forse irreversibile le regole stesse della natura e dell’evoluzione.

  6. Piero Morandini scrive:

    Volevo segnalare a coloro che ancora ci credono, che i semi terminator NON esistono dal punto di vista commerciale. E’ un mito. Volevano farlo ma non lo hanno mai commercializzato. La realtà comunque è che nei paesi sviluppati i semi di molte colture vengono ricomprati ogni anno (ne accenno nell’articolo su ZENIT – Sementi migliorate per l’Africa, benedizione o maledizione?)

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