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Disperata iniziativa del governo inglese: aiutare le donne islamiche a convincere i loro figli a non combattere in Siria

aprile 24, 2014 Leone Grotti

Lo scopo della campagna «è prevenire tragedie, non criminalizzare le persone» ma l’iniziativa sarà quasi certamente inutile

Non esistono numeri ufficiali, ma sono centinaia i cittadini inglesi di fede musulmana andati a combattere il jihad in Siria tra le fila dei ribelli contro il regime di Bashar Al Assad. Almeno 20 di loro sono morti nel conflitto, 40 sono stati arrestati prima della partenza, molti sono già tornati, il governo inglese è preoccupato per gli attentati che potrebbero condurre in patria e il capo della sicurezza britannica ha promosso una disperata iniziativa per impedire che altri seguano il loro esempio.

FOCUS SULLE DONNE. Oggi la coordinatrice nazionale per le attività di antiterrorismo della Polizia metropolitana, Helen Ball, ha annunciato che la campagna si concentrerà sulle donne, perché convincano i loro figli a non combattere il jihad in Siria. «Siamo sempre più preoccupati per il crescente numero di giovani che vogliono andare in Siria a combattere. Vogliamo assicurarci che la gente, soprattutto le donne, che sono preoccupate per la sorte dei loro figli, abbiano tutte le informazioni necessarie su cosa possono fare per impedire che questo avvenga».

VOLANTINAGGIO. Secondo la coordinatrice, «il punto non è criminalizzare le persone ma prevenire tragedie. Vogliamo aumentare la loro fiducia nella polizia e informare quelli che davvero desiderano aiutare la causa siriana su come possono farlo in modo sicuro e legale». Il messaggio sarà diffuso anche attraverso uno speciale volantinaggio che sarà portato avanti dalla polizia.

GOVERNO IMPOTENTE. La mossa dell’antiterrorismo non fa che dimostrare l’impotenza del governo davanti a questo fenomeno che ha investito tutta l’Europa, la Francia in primis, che ha almeno mille connazionali impegnati nella guerra in Siria. La tattica adottata è purtroppo disperata e quasi certamente inutile: chi parte, infatti, non vuole contribuire alla causa siriana magari finanziando una Ong che aiuti le popolazioni colpite ma guadagnarsi il Paradiso combattendo il jihad «contro il tiranno e per la gloria di Allah».

ESTREMISMO IN MOSCHEA. Come dimostrano alcune testimonianze di genitori di ragazzi inglesi uccisi in Siria, molto spesso l’estremismo non si respira in famiglia ma in moschea, dove imam radicali fomentano i giovani a partire. Proprio in questi giorni gli inglesi stanno indagando su un’operazione a Birmingham volta a islamizzare 18 scuole. Tra gli autori del piano ci sarebbe anche Tahir Alam, che fa parte del Muslim Council of Britain, struttura che coordina le comunità islamiche e le moschee britanniche e che, in passato, ha fatto discutere per le sue posizioni su olocausto, Palestina e terrorismo.

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1 Commenti

  1. Cisco scrive:

    Poveri inglesi, tra un centinaio d’anni – se gli andrà di lusso – saranno costretti a cantare “Allah save the Calif”… Se Cameron avesse un cervello invece di scrivere alla chiesa anglicana “siamo tutti cristiani”, difenderebbe il cristianesimo in pratica, non promuovendo il matrimonio gay, che è una provocazione al jihad.

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