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Corea del Nord. Muore lo studente americano appena rilasciato dal regime di Kim

giugno 20, 2017 Redazione

Lo studente 22enne Otto Warmbier era in coma da oltre un anno e anche dopo il rilascio una settimana fa non aveva mai dato segni di essere cosciente. La famiglia ha accusato il regime di averlo torturato

American student Otto Warmbier, center, is escorted at the Supreme Court in Pyongyang, North Korea, Wednesday, March 16, 2016. North Korea's highest court sentenced Warmbier, a 21-year-old University of Virginia undergraduate student, from Wyoming, Ohio, to 15 years in prison with hard labor on Wednesday for subversion. He allegedly attempted to steal a propaganda banner from a restricted area of his hotel at the request of an acquaintance who wanted to hang it in her church. (ANSA/AP Photo/Jon Chol Jin)

Otto Warmbier, studente americano di 22 anni detenuto dalla Corea del Nord fin dal marzo 2016 e liberato il 13 giugno «per motivi umanitari», è morto ieri in un ospedale dell’Ohio. Il ragazzo era in coma da oltre un anno e anche dopo il rilascio non aveva mai dato segni di essere cosciente.

TORTURE O BOTULISMO. Secondo le autorità di Pyongyang a causare il coma era stato un sonnifero preso in seguito a un attacco di botulismo, ma secondo la famiglia sono state le torture a ridurlo in stato di incoscienza. I medici americani non hanno trovato segni di contusioni sul corpo dello studente e non sanno che cosa abbia causato la notevole perdita di tessuto cerebrale riscontrata e compatibile con un arresto respiratorio.

LA DENUNCIA DI TRUMP. Donald Trump, esprimendo le sue condoglianze alla famiglia, ha denunciato la brutalità del regime nordcoreano, «che non rispetta lo Stato di diritto e la più basilare decenza umana». Warmbier si era recato in Corea del Nord con un tour organizzato dalla Cina ed era stato condannato a 15 anni di carcere con l’accusa di «sovversione del potere statale» per aver cercato di rubare un poster di propaganda da riportare a casa in America. Le immagini del processo dello studente rilasciate dal regime di Kim Jong-un avevano mostrato l’anno scorso un giovane distrutto e in lacrime.

GLI ALTRI PRIGIONIERI AMERICANI. Warmbier non è l’unico americano detenuto da Pyongyang. Nelle prigioni del regime asiatico ci sono ancora Kim Dong Chul, condannato a 10 anni di carcere nell’aprile 2016 per spionaggio (ma secondo un disertore nordcoreano non sarebbe una spia della Corea del Sud ma un missionario cristiano), Kim Sang-duk, docente alla Pyongyang University of Science and Technology (PUST) arrestato il 22 aprile per «atti criminali di ostilità volti a sovvertire la Repubblica», e Kim Hak-song, cinese naturalizzato americano, altro docente del Pust arrestato per «atti ostili» e pastore evangelico.

COLLOQUI CON LA CINA. La Corea del Nord cerca spesso di arrestare cittadini americani con l’obiettivo di utilizzarli diplomaticamente. Anche per questo, però, le autorità cercano di demoralizzare e terrorizzare gli arrestati, come rivelato in passato da un altro americano arrestato e poi liberato, Kenneth Bae, ma non di ridurli in fin di vita come nel caso di Warmbier.
La morte dello studente spingerà gli Stati Uniti a usare una linea ancora più dura contro il regime di Kim, soprattutto facendo pressione sulla Cina. E proprio la Corea del Nord sarà al centro dei colloqui sulla sicurezza che si terranno in settimana a Washington con Pechino. Il segretario di Stato Rex Tillerson ha ribadito nei giorni scorsi che se la Cina non farà nulla per fermare il programma missilistico e atomico del vicino, «ci penseremo noi».

Foto Ansa

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