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Il contrattacco del professore accusato di paragonare i matrimoni gay all’Isis

febbraio 27, 2015 Mario Binasco

Lettera di Mario Binasco, ascoltato dalla Commissione Giustizia del Senato, e poi attaccato dall’Espresso. Che gli attribuisce frasi mai pronunciate e titoli mai esibiti

binasco-isis-nozze-gayGentile direttore, le chiedo ospitalità per informare lei e i suoi lettori di un’istruttiva disavventura che mi sta capitando: e lo chiedo a lei perché il suo giornale mi sembra tra i pochi per i quali l’esistenza reale delle persone è più importante della compulsione ideologica ad eliminarle, nel caso linciandole mediaticamente.

Giovedì 19 febbraio la Commissione Giustizia del Senato ha invitato anche me, oltre a vari membri di associazioni famigliari, a fare osservazioni e commenti al disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili in quella che si chiama un’audizione. Ingenuamente ritenevo che “audizione” significasse che la Commissione era interessata a sentire le ragioni degli invitati, e quindi sono rimasto basito quando durante il discorso di un’invitata due senatori sono usciti dall’aula atteggiandosi ad offesi da quella che era una normalissima argomentazione. Basito perché, mi sono detto, se il semplice argomentare è offensivo allora siamo messi male: soprattutto perché a fare gli offesi erano due padroni di casa, a dirsi aggrediti erano due potenti: ma d’altronde questa è una parte che solo i (pre)potenti possono giocare: è Caifa a stracciarsi le vesti, non Gesù, ed è sempre il lupo a fare l’offeso, mai l’agnello.

Comunque veniamo a quanto mi riguarda direttamente. Come penso lei sappia – o come può venire a sapere facilmente – io sono professore stabile straordinario di Psicologia e psicopatologia delle relazioni famigliari al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi sul matrimonio e la famiglia presso l’Università Lateranense, e professionalmente faccio l’analista da quaranta anni, attualmente faccio parte de l’Ecole de Psychanalyse des Forums du Champ Lacanien di cui sono Analyste Membre. Ero stato invitato, credo, per via della mia esperienza analitica, clinica e di riflessione teorica: e comunque io ho cercato di dire qualcosa a partire da questa, tenendomi ad alcune affermazioni fondamentali e profetiche del mio maestro Jacques Lacan.

Senza farla lunga, il nocciolo del mio discorso consisteva in una messa in guardia, che andava ben aldilà del testo di quella legge, sul quale intervenivano altri: in sostanza, dicevo, l’esperienza della psicoanalisi testimonia dell’esistenza di un livello della realtà umana e sociale che è costitutivo della vita del soggetto e dei suoi legami, livello inconscio, nel quale si elabora il rapporto e la dipendenza del soggetto dal reale, anche quello sessuale, (“castrazione”), attraverso la funzione della madre e la funzione del padre (Lacan).

binasco-isis-nozze-gay-titoliPer questo segnalavo come un problema il fatto che la nostra civiltà capitalistica cerchi sempre più di disconoscere l’esistenza e la rilevanza di questo livello, realizzando l’illusione di poter ignorare il reale come limite. Ricordavo il fatto che per certo femminismo americano nascere con un corpo di donna è in se stesso un’ingiustizia (così come è un’ingiustizia il fatto che due corpi dello stesso sesso non possano procreare), dunque che il reale da cui dipendiamo è ingiusto: e che i nuovi “diritti” sono proposti precisamente come riparazione a questa sostanziale ingiustizia del nostro esistere reale. Mi dicevo perciò preoccupato da un modo di legiferare che continuerebbe a sviluppare questo tipo di “diritti” fondati sulla previa negazione del livello di competenza originaria del soggetto: il guaio di questi diritti è che il loro unico arbitro è lo stato, e che più lo stato prescinde dal livello originario delle competenze e relazioni della persona, più lo stato conforma la società al modello del campo di concentramento. Freud aveva individuato proprio nella struttura intrinseca della sessualità umana e della pulsione di morte l’origine del disagio della civiltà, di cui l’analista si occupa.

E a proposito dei campi di concentramento Lacan sosteneva che sarebbero stati il problema del futuro, che i nazisti erano stati dei precursori, perché “il nostro avvenire di mercati comuni avrà come contrappeso un’estensione sempre più dura dei processi di segregazione” come conseguenza della “universalizzazione che la scienza introduce nei gruppi sociali”: disagio della civiltà e campi, questo il gaio orizzonte del nostro presente e avvenire, conseguenza dell’uso della scienza per negare e sopprimere la singolarità delle persone. Non stupisce che, come esiste un negazionismo dei campi e delle camere a gas, possa esistere un negazionismo psicologico e antropologico: e dovremmo verificare questo atteggiamento, prima di metterci a discutere di ricerche scientifiche sulla felicità dei bambini. Che si tratti, per ora, di un “campo” consumistico a tre o quattro stelle, non ne cambia la natura mortifera.

Dicevo dunque che ero là a parlare per lealtà con l’esperienza mia, di Freud e di Lacan. Invitavo a considerare l’importanza crescente nella nostra società della domanda di morte come rovescio del rapporto maniacale con l’oggetto di godimento (sempre Lacan) che oggi domina: l’offerta di morte che ora appare in forma inedita nella pubblicità che ne fa l’Isis e la conseguente domanda di morte manifesta nelle adesioni che essa suscita. Segnalavo che il reale, si può anche ignorarlo, ma non lo si elimina. Tutti temi che si trovano anche in libri di analisti lacaniani vicini politicamente alla sinistra.

Bene: il giorno dopo il sito dell’Espresso titolava: “Matrimoni gay? Come l’Isis”. La dichiarazione choc in Aula, facendo il mio nome e mettendo a sostegno un lungo virgolettato a mo’ di sintesi del mio intervento: inutile dire che la sintesi non era mia, alla faccia delle virgolette. Mi telefonava una giornalista del Fatto quotidiano per farmi dire insistentemente se io “avevo paragonato il decreto Cirinnà all’Isis”: frase evidentemente cretina, che mi sono rifiutato di commentare. La giornalista però mi aveva interpellato come “Mario Binasco, della Ecole européénne de psychanalyse”: e non capivo perché mi chiamasse così, visto che sia io che altri colleghi ci eravamo staccati da quell’associazione psicoanalitica quindici anni fa e piuttosto polemicamente.

L’ho scoperto giorni dopo, quando sempre il sito dell’Espresso titolava “Il prof ha mentito sulla carica accademica”, e poi nel testo ripetute affermazioni del fatto che avrei mentito ad una commissione parlamentare, che avrei millantato titoli accademici, che partecipo a “battaglie omofobiche orientate a distruggere la vita di milioni di italiani e italiane” (dice Grillini, al limite del delirio di persecuzione), come se il disagio nella civiltà io l’avessi creato, invece di dargli il nome che merita. Mi sembra di aver capito che qualche segretaria parlamentare, pasticciando, deve aver messo vicino al mio nome quella membership scaduta da un bel po’ invece che i titoli attuali.

Tanto per chiarire: l’Ecole européénne de psychanalyse non era un istituto accademico, ma una associazione di psicoanalisti, perciò dire di esserne docente equivarrebbe a dire di essere docenti del circolo del bridge, non essendoci niente da millantare; in secondo luogo, essendone venuto via criticamente, dovrei essere impazzito per dire di esserne membro: sai che fierezza di appartenere a un gruppo che sono felice di aver lasciato! Questo assurdo però non può essere sfuggito al dott. Domenico Cosenza, che sembra sia oggi un responsabile di quella sigla, e di cui l’Espresso cita lunghe dichiarazioni: la prima è che “Binasco si presenta ecc.”: a parte il fatto che Binasco, come tutti al Senato, non “si presenta” ma “è presentato”, mi sto ancora chiedendo perché Cosenza ha sentito il bisogno di distruggere l’immagine stimabile che ancora conservavo di lui, reggendo il gioco a questa gentaglia.

La seconda dichiarazione che sente il bisogno di fare è che  “le idee espresse da Binasco riguardo alla questione delle unioni omosessuali  distano anni luce” dalle loro ecc.: non so di quanti anni luce Cosenza si sia allontanato da Freud e Lacan, e se per caso abbia scoperto che il disagio della civiltà (e della sessualità) non esiste e che i soggetti bambini vengono su tranquilli come i funghi, senza bisogno di crisi edipiche e di castrazione. Sarei comunque curioso di sapere a quali mie idee Cosenza si riferisce, dato che non ho mai espresso idee sulle unioni omosessuali: infatti, per essere proprio sincero, devo dire che come analista non mi importa nulla di come la gente usa il proprio corpo sessuato (finché non viene a parlarmi di quello che non va e che il sesso non rimedia). Ciò di cui mi importa veramente è la logica e il metodo assassini e totalitari con cui un potere anonimo cerca di ridurre la società ad un grande campo di concentramento biopolitico di tipo orwelliano (M.Foucault), sfruttando le rivendicazioni dei movimenti lgbt, oggi, e domani sarà quel che vorrà il despota di turno: sai che valorizzazione della sessualità umana!

La facilità con cui questi diffamano e trattano da cretino chiunque cerchi di pensare, comunque, dà un’idea precisa di quanto tengono in conto la realtà delle persone. Anche Cosenza conosce bene quell’aforisma di Lacan: “ciò che è rigettato dal simbolico, riappare nel reale”: non viene a nessuno il dubbio che l’Isis sia il ritorno nel reale di qualcosa di fondamentale ostinatamente rigettato dal simbolico dell’occidente?

Grazie per l’attenzione.

Mario Binasco

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45 Commenti

  1. Fran'cesco scrive:

    Per quanto puo’ contare, solidarieta’ piena a Mario Binasco.
    Aggiungero’ l’Espresso alla collezione top dei giornali di regime da non leggere (se mai l’avessi fatto…)

  2. maboba scrive:

    Non ho davvero le competenze per argomentare su Freud e Lacan, anzi confesso che sono quasi analfabeta al riguardo. A sostegno comunque della posizione del Prof. mi sembra che vi sia la realtà naturale, che un po’ conosco, quella che le femministe americane a quanto pare aborriscono. La vita sulla terra ha raggiunto il livello di biodiversità che conosciamo, milioni di specie, e di cui anche noi siamo l’espressione, grazie allo scambio di materiale genetico di due sessi diversi, che noi per convenzione usiamo chiamare maschile e femminile. Non voler riconoscere che il nostro corpo sia maschile o femminile non per capriccio, bensì come un dato di realtà a me sembra francamente ridicolo e le ragioni di quest’atteggiamento rientrano in una sfera del comprendonio per il quale appunto il Prof. ha ben argomentato.
    Forse quest’atteggiamento rientra anche nell’alveo di quel movimento o ideologia del pensiero moderno, l’ugualitarismo la cui genesi, l’ ho letto in un commento del Prof. Cofrancesco, andrebbe ricercata ” in profondità, nella destrudo freudiana, nell’eliminazione selvaggia delle ‘differenze’ che ci vengono dalla natura e che danno senso e significato alla esistenza, alle sue luci, alle sue ombre”. Potrebbe essere collegato anche ad un altro “movimento” del sentire moderno, il nichilismo, che sembra pervadere questa nostra società postindusdriale. Sono argomenti però il cui approfondimento va oltre le mie capacità e conoscenze culturali.

  3. Su Connottu scrive:

    Solidarietà a Binasco, sarà l’occasione per conoscere meglio il suo lavoro.
    Dell’attacco squadrista organizzato da L’Espresso non sono per nulla sorpreso:
    quel genere di violenza (la menzogna) è nel dna della loro cultura politica e professionale.
    E rientra a pieno titolo nel tema trattato da Binasco, che riguarda anche tutti i sostenitori delle leggi omofasciste:
    se la realtà non coincide con la mia ideologia, tanto peggio per la realtà.

  4. Tommasodaquino scrive:

    Solidarietà totale e sostengo al Professore Binasco

    • giovanna scrive:

      A leggere di questi fatti allucinanti c’è da spaventarsi, proprio da spaventarsi.
      Certo che se uno non ha una base solida su cui appoggiarsi, veramente ci sarebbe da disperarsi: il male c’è.
      ( aspettiamo la solita inutile replica dell’untuoso Nino, che dopo una untuosa sudata su tutti i siti gay del mondo, non potrà che confermare i fatti , ma con l’aria di aver scritto chissà cosa )

    • giovanna scrive:

      Anche io non ho le competenze per entrare nel dibattito dell’audizione, ma certo l’odio per il proprio essere femmine , la rabbia per non essere uomini, il presentarsi come uomini con tanto di barba, è palpabile negli interventi delle femministe che scrivono qui.
      Femministe che io ingenuamente pensavo da strapazzo, mentre è invece pare proprio una caratteristica delle femministe di odiare la propria e altrui femminilità.

  5. luka scrive:

    Onestamente leggendo questo articolo sento che probabilmente in effetti questo professore sia stato messo in mezzo, e che in effetti sia stato attaccato con mezzucci… anche se però non ho visto/sentito il suo intervento quindi posso solo basarmi sulle sue affermazioni.
    riguardo i “falsi titoli accademici” mi domando solo se fosse un prerequisito fondamentale essere a capo di un associazione per essere ascoltati, se così fosse quei titoli sarebbero stati importanti altrimenti in effetti stiamo parlando di nulla!
    rimane ovviamente il fatto che auspico che soppesando gli interventi dei pro e dei contro il matrimonio gay, alla fine vincano i pro.

    penso forse che il prof si sia trovato difronte una platea già infuriata perchè prima erano stati paragonati i rapporti omosessuali a quelli uomo/cane… evidentemente dopo quella frase volevano solo sbranare chiunque… a me sarebbe probabilmente successo

    • luka scrive:

      dimenticavo, non so quanto dovessero essere coincisi i discorsi, ma mi sembra che il prof l’abbia presa un po troppo alla larga. insomma dal parlare di rapporti/unioni/matrimoni gay ha finito con il parlare di tutto e di più…magari poteva rimanere un po di più nel contesto. infondo non era una delle sue lezioni ma era stato solo chiamato per essere ascoltato in merito ad una faccenda specifica.

      concludo con una domanda, ma il prof in questione è stato chiamato o ha chiesto lui di essere ascoltato? come funziona la cosa?

      • Fran'cesco scrive:

        Luka, ti correggo:
        “erano stati paragonati i rapporti omosessuali a quelli uomo/cane… ”
        va riscritto:
        “le organizzazioni LGBT e i giornali di regime hanno detto che erano stati paragonati i rapporti omosessuali a quelli uomo/cane… ”

        Esistono registrazioni e trascrizioni, e’ la solita bufala alla Espresso / Corriere / Rep

        • Maria scrive:

          Francesco, visto come hanno interpretato il professore, avrei qualche dubbio nel credere alla lettera al paragone rapporto uomo/cane (posto che tra l’altro amo gli animali e molto spesso ho l’impressione che il rapporto uomo/cane sia migliore di certi rapporti umani). Ma sicuramente sarà impossibile ricevere smentite di chi ha preso fischi per fiaschi, motivo per cui la versione ufficiale rimarrà “l’amore per un omosessuale paragonato a quello per un cane” e “matrimonio gay=Isis” e “il professore ha mentito sulla sua carica accademica.

      • maria scrive:

        Luka, non è averla presa alla larga, è avere fatto un discorso dotto e profondo che probabilmente molti in aula non erano in grado di capire. Cosa vorrebbe dire parlare di tutto/di più? Ricordate l’agorà dei greci, il pensiero filosofico antico, le vicende di Socrate? Qualcuno, come Lo Giudice, dovrebbe farlo, avendolo insegnato per professione (non so se ora abbia ancora il tempo di farlo). Ma capisco che quando l’argomento per taluni diventa troppo difficile ed erudito, si prendono fischi per fiaschi.

  6. Elena scrive:

    Gentile Dott. Binasco,
    la prego quereli l’Espresso e chi ha scritto quell’articolo.

    • E. scrive:

      A proposito di Espresso, nel lungo articolo dedicato oggi alla crisi delle adozioni internazionali, ci informano che “Essere genitori non è un diritto”. E’ già qualcosa!!

  7. yoyo scrive:

    Adesso chi è etero viene considerato stupido. Ipse dixit Luxuria, che in fascia protetta esalta le turpitudini degli imperatori romani come un grande passo in avanti. Non il diritto romano, il Senato, il tearro, le legioni…le follie patetiche di Adriano verso Antinoo, mentre in Britannia gli Scoti sfondavano il limes!

    • lunat scrive:

      Yoyo ma quando una civiltà è matura, le guerre le fa coi mercenari. Prima o poi o uno scoto o un barbaro ti sfonda…

  8. Cisco scrive:

    L’analisi del prof. Binasco e’ tanto spietata quanto reale.
    Lacan e Freud avevano capito tante cose che oggi la propaganda LGBTetc vorrebbe mettere a tacere, infiltrando la “comunità scientifica” di complici che – non avendo argomenti – si inventano la superiorità delle relazioni omoparentali rispetto a quelle in cui permangono gli ancestrali simboli della maternità e paternità. E per fare questa operazione hanno bisogno anche di complici nel mondo dei media, la strategia e’ accorta e perfino pubblicamente dichiarata da esimi rappresentati di questo mondo arcobaleno.

  9. clemente scrive:

    Grande Binasco!

  10. Giulia scrive:

    Rimango sempre più preoccupata di questa società che non rispetta più la libertà di pensiero e mette alla berlina e insulta chi la pensa diversamente. Oggi è l’unione di omossessuali, ma domani? Binasco ha fatto bene a ricordare Orwell. Noi maggioranza silenziosa dobbiamo SVEGLIARCI E URLARE, invece regna l’assoluta indifferenza.

    • lunat scrive:

      La natura si è evoluta. Dire che la realtà è immutabile è una cazzata. Binasco ha dato la sua opinione. E ci sono state delle reazioni. Come la fate lunga.

      • Fran'cesco scrive:

        Lunat,
        quindi l’Espresso ha fatto bene a mutare la realta’ e riportare (virgolettate) frasi che Binasco non ha mai detto… ?

        • lunat scrive:

          Ma i giornalisti sono tutti scrittori creativi. Se Binasco non ha detto esattamente quello che è stato virgolettato, fa querela e viene risarcito. Tanto coi giornali è sempre così. Sempre l’avvocato devi chiamare, sempre in tribunale ti fai risarcire.

          • Fran'cesco scrive:

            Quindi li giustifichi, bene.
            Anche i giudici creativi?
            Anche i “politici” creativi?

            • To_Ni scrive:

              Fran’esco
              non “la fare lunga”. Vuol dire che se per esempio i giornali con i loro “scrittori creativi” scrivessero “è pedofilo”, massacrandolo magari per un paio di settimane, facendolo vergognare d’uscire per strada , mettendo dubbi nella sua famiglia e tra i suoi amici e via discorrendo. Per questo disgraziato, basta fare una denuncia e la nostra giustizia, veloce come Superman, ma senza il limite lella criptonite, metterebbe subito le cose a posto. Ed il malcapitato diventa più felice di prima.

      • To_Ni scrive:

        Io penso che qualcuno la natura la inventa (altro che la natura si evolve) .
        Binasco non ha dato una “opinione”. Binasco è uno che ha studiato per parlare in certi termini. E dei bulletti individuati come eleggibili da un partito, anche se eletti, non hanno titolo di trattare come hanno trattato uno che si esprime con un “sapere”. Cosi come io e tu non possiamo avere, seduti su un aereo, lo stesso valore dell’ opinione che ha il pilota per giungere a destinazione.

        • lunat scrive:

          Come Binasco, altri suoi colleghi che pure hanno “studiato” e che insegnano in posti abbastanza prestigiosi, hanno idee e esprimono opinioni differenti da Binasco. Prima di questi rapporti, ci sono stati altri rapporti. Binasco fa iniziare la storia in un dato momento. Ma la storia è più lunga. Avra letto James. Ho conosce solo Lacan.

          • To_Ni scrive:

            Ti risulta che i due strabilianti politici “vittime indignate” ed aggredite dalle dichiarazioni di Binasco avevamo contrapposto James come argomento a Lacan? O ti sembra più credibile che si tratta di due ignoranti in tutto ma furbi quanto basta per trincerarsi nella finta indignazione degli animi sensibili del politicamente corretto?

          • Cisco scrive:

            @lunat
            Chi, Bond? James Bond? Forse che i pennivendoli a libro paga del Pride hanno opposto argomenti ad altri argomenti? Ma per piacere, la malafede e’ lampante!

          • Geppo scrive:

            Solidarietà a prof. Binasco e disprezzo per Lunat

      • Cisco scrive:

        @Lunat
        Se è per questo ci sono anche le reazioni alle reazioni, e con questo? La natura umana e’ immutabile, ma forse tu ti riferivi ai cambiamenti climatici …

      • Alfredo scrive:

        Lunat, la realtà non è un’opinione mentre dire che essa si e’ evoluta e’ la tua opinione.

      • Emanuele scrive:

        …la realtà si è evoluta? dunque esiste un metodo per cambiare i propri cromosomi da xx a xy?

  11. Giannino Stoppani scrive:

    La scellerata attitudine di molti a ritenere la menzogna sistematica come mezzo lecito nella disputa politica a me porta a considerare questa deplorevole abitudine una concausa della degradazione progressiva della nostra classe politica, dove a primeggiare è chi la spara più grossa.
    Aggiungo che i senatori che se ne sono andati atteggiandosi a indignati (molto probabilmente per aver capito poco o nulla!) hanno dimostrato di non aver neanche una vaga idea di quali siano i loro doveri istituzionali, che in una democrazia dovrebbero imporre l’ascolto delle opinioni di tutti.

  12. Jean Laffitte scrive:

    Vorrei esprimere i miei sentimenti di stima, ammirazione e amicizia al Professore Mario Binasco

  13. rossoporpora scrive:

    Solidarietà al professore che, purtroppo, ha parlato a chi proprio non vuol sentire. Il reato di opinione è purtroppo tornato e adesso non si viene neanche giudicati ma passati direttamente per le armi dei media.

  14. Gianluca S. scrive:

    Piena solidarietà a Mario Binasco. Ha fatto l’esperienza di due gruppi di cialtroni. Senatori che sono li – ben pagati e in teoria al servizio del popolo – per un’audizione a cui e’ stato invitato; e che se ne vanno, pur di non doversi confrontare, anche solo ascoltando, con idee diverse. Poi, giornalisti del gruppo l’Espresso – Repubblica, e del Fatto, con la consueta faziosità mescolata alla scarsa professionalità. Il controllo delle fonti: questo sconosciuto! Beh, se Binasco vuole fare una querela, ha tutte le carte in mano.

  15. paolo scrive:

    Piena solidarietà al prof Binasco, al “mio” prof , dell’Istituto fondato da san Giovanni Paolo II.
    Se io avessi il suo genio e mi avessero invitato a parlare a dei politici, mi sarei rifiutato.
    La verità fa solo male a chi non la vuole, a chi è già caduto nell’abisso delle tre libido madri, l’eros (il rifiuto della vocazione divina), il possesso (la volontà politica scambiata per quella divina) e il dominio (vedi Marsilio da Padova e Machiavelli: per ottenere il successo è necessario passare per il male).

    • Raider scrive:

      Il valore del professor Binasco non è in discussione, se lo si attacca, secondo le tradizioni della stampa radicale e sotto l’egida del Pensiero Unico, è per evitare di parlare dell’atteggiamento intollerante di membri della Commissione Giustizia che hanno dimostrano che legge si prepara e su quali principi ispiratori uscendo dall’aula dov’era in corso l’audizione di rappresentanti di associazioni che andavano interpellate proprio per un senso giustizia che manca ai commmissari ‘usciti’. Se non vogliono nemmeno stare a sentire chi è stato invitato per essere ascoltato, è perché negano a chi non è d’accordo con loro il diritto di parlare.

  16. Ape scrive:

    Io francamente non capisco questa cosa della comunione, anche io a casa mangio il pane e bevo vino, ma non per questo dico di avere delle ascendenze divine

    • Raider scrive:

      Lei non capisce e non crede e tuttavia, mangia. capita anche a tanti altri, perché eli debba informarne qui, tranne che è per far sapere che lei si trova nella condizione ideale perché, un giorno, capire e credere o se non altro, almeno una delle due cose, potrebbe capitare anche a lei.

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