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«Chesterton? Un santo fuori dagli schemi» che «amava birra e Borgogna. E anche i suoi nemici»

marzo 4, 2014 Redazione

Le parole di John Udris, incaricato dell’indagine in vista del processo di beatificazione di GKC: «Tutto il suo modo di approcciare la vita è stato un dire grazie»

Gilbert Keith Chesterton è «potenzialmente un enorme modello» per la Chiesa perché «rompe gli schemi della santità convenzionale». È questa, secondo il Catholic Herald, l’entusiasta opinione del canonico John Udris, incaricato a settembre dal vescovo di Northampton Peter Doyle di condurre le indagini in vista della possibile causa di beatificazione per il grande scrittore e polemista britannico.

BIRRA E BORGOGNA. Chesterton, sostiene Udris, era un laico sposato che «amava birra e Borgogna», ed era sì devoto, ma non nel senso in cui si intende comunemente questo termine: piuttosto ha dimostrato ai cattolici che «non devi per forza dire il rosario ogni cinque minuti per essere santo». Infatti la santità di GKC va ricercata, oltre che nelle sue immense doti apologetiche, nel suo umorismo, nella carità e nell’umiltà. «Tutto il suo modo di approcciare la vita – spiega Udris – è stato un dire grazie». Non solo prima dei pasti ma anche prima di aprire un libro o di assistere in veste di critico a uno spettacolo.

PREGHIERE E CONVERSIONI. Il canonico dice di aver scoperto che Chesterton ha avuto e ha tuttora un notevole seguito in tutto il mondo, dalla Polonia all’Italia, dagli Stati Uniti al Messico, al Brasile, all’Argentina (dove la Società chestertoniana vanterebbe tra i propri iscritti addirittura un certo Bergoglio). Da settembre, quando ha avuto da monsignor Doyle l’incarico di indagare sulle virtù eroiche dello scrittore, Udris ha ricevuto moltissime testimonianze, e «la grande maggioranza» delle email – si legge sul Catholic Herald – sono arrivate da persone che «dicono di dovere la propria conversione a Chesterton». Dalla Spagna una donna ha fatto sapere a Udris di aver chiesto proprio a Chesterton di aiutarla a concepire un bambino, sperando che «avrebbe simpatizzato per lei, visto che neanche lui e sua moglie Frances avevano figli».

chesterton-john-udris-catholic-heraldLA STIMA DEGLI AVVERSARI. Ma Chesterton secondo Udris non ha segnato solo i cattolici: «Anche le persone con cui dibatteva pubblicamente si sentivano rispettate e amate da lui, anche se con lui non erano d’accordo», spiega il religioso ricordando le celebri dispute di GKC con gli storici avversari H. G. Wells e George Bernard Shaw.
Udris conta di terminare le indagini entro un anno, e ricorda che non toccherà a lui decidere se aprire o meno la causa di beatificazione, sebbene «probabilmente sarà ovvio da che parte starò». Di più: secondo lui il vescovo di Northampton sapeva benissimo della sua devozione personale a Chesterton quando gli ha affidato questo compito. «Voleva qualcuno che ci mettesse un po’ di energia».

L’OSTACOLO. «L’ostacolo più significativo» sulla strada verso gli altari potrebbe essere rappresentato per Chesterton dalle accuse di antisemitismo rivoltegli da alcuni critici. Lo scrittore, ricorda Udris, in effetti vergò alcune «cose sciocche» come il consiglio agli ebrei di indossare abiti particolari per segnalare il loro essere “outsider”. «Comprendo il motivo per cui la gente pensa che fosse antisemita», ammette Udris, che però ha intenzione di studiare e leggere ancora molto perché «voglio dimostrare l’ipotesi contraria».

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