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Che fine faranno i presidi delle scuole? Se lo chiedono anche loro

agosto 24, 2012 Redazione

Dal primo settembre sparirà il 22 per cento dei posti a dirigente delle scuole statali. Oggi al Meeting di Rimini se ne discute su iniziativa dell’associazione Disal

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’associazione Disal.

Venerdì 24 agosto 2012  alle ore 11.30 presso la Sala Abete, nei padiglioni della Fiera di Rimini, nell’ambito del “Meeting dell’amicizia fra i popoli”, DiSAL, promuove un libero dialogo sul tema:  “Dove si dirigono….  i dirigenti delle scuole?”, riflessioni sulla crisi di una professione.

Il workshop, al quale parteciperanno presidi di scuole statali e non statali, docenti vicari, rappresentati delle istituzioni politiche ed ammministrative, operatori delle Amministrazioni Scolastiche e Locali, Regionali e Provinciali, viene proposto dall’Associazione professionale di dirigenti scolastici DiSAL in collaborazione con Editoriale Tuttoscuola, con la partecipazione di Gianni Zen, dirigente scuola statale a Vicenza, Giovanni Mocchetti dirigente scuola paritaria a Busto Arsizio, intervistati da Maurizio Amoroso, giornalista della Redazione Tuttoscuola, con la presentazione di Roberto Pellegatta, presidente DiSAL.

A partire dall’1 settembre 2012 sparirà il 22% dei posti a dirigente delle scuole statali, passando da 10.211 posti attuali a 7.978. Se si applicasse la stessa proporzione alla professione docente o ad altre professioni si avrebbe la rivoluzione sociale.

Nell’anno scolastico che termina quasi 3.000 istituti scolastici statali erano diretti da reggenti (come accadeva da anni).

Solo con il recente concorso dirigenti, atteso da molti anni, forse queste scuole potranno avere un capo di istituto stabile, che diriga una comunità scolastica in modo non più precario.

Nel frattempo procedure di dimensionamento non sempre assennate hanno creato mega-istituzioni scolastiche composte da molte sedi e con popolazioni che spesso superano il 1200-1500 alunni.

In questo modo la vita della scuola si burocratizza ancora di più e la professione direttiva è costretta ad allontanarsi dall’attenzione alla didattica, alla cultura, alla qualità ed all’innovazione.

Forse che la direzione di un istituto scolastico è una professione che non serve più ? Oppure si tratta di un’abbandono crescente delle scuole da parte dello Stato?

Una cosa è certa: di fronte a questo fenomeno quelli che una volta erano “i presidi” hanno dovuto subire senza fiatare, impegnati com’erano ogni giorno a dirigere le scuole sbatacchiate da venti di tempesta provenienti da ogni dove.

L’incontro vuole essere l’inizio di un dialogo sulla crisi di  una professione che l’Agenzia Europea Euridyce definì nel 2010 “cruciale” per il futuro della qualità delle scuole in Europa, per ricercarne una nuova identità che corriponda a questa attesa, nuova identità che deve assolutamente coniugare la dimensione organizzativa e manageriale con quella educativa e culturale.

E’ giunto il momento di investire sulle professioni della scuola e sulla scuola in generale, con il coraggio di scelte nuove, di valutazioni di merito, di smantellamento di un centralismo statale che permane e che in taluni casi viene replicato anche delle Regioni, per dare invece credito alle scuole autonome, alle comunità professionali, alle famiglie ed alle comunità locali alle quali le scuole appartengono.

Nell’ambito dell’incontro verrà presentato il terzo Quaderno della rivista “Dirigere scuole” che DiSAL, in collaborazione con l’Editrice La Scuola di Brescia offre per collaborare alla ripresa di identità ed allo sviluppo della professione direttiva.

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