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Cannabis legale, la Chiesa al Consiglio comunale di Torino: «Non avevate niente di più urgente di cui occuparvi?»

gennaio 16, 2014 Redazione

La nota della curia dopo il voto favorevole alla legalizzazione delle droghe “leggere”: pensate piuttosto «alle persone che desiderano fare della loro vita un’avventura positiva e responsabile e non un incubo»

Pubblichiamo il comunicato diffuso dalla curia arcivescovile di Torino dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale di un ordine del giorno proposto da Sel che invita parlamento e governo ad affrontare il «passaggio da un impianto di tipo proibizionistico a un impianto di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe “leggere”» e in particolare della cannabis e dei suoi derivati (marijuana).

Con preoccupazione abbiamo appreso del pronunciamento, a maggioranza, del Consiglio comunale di Torino, circa la «liberalizzazione» delle cosiddette droghe leggere. È soprattutto guardando ai giovani che una simile decisione suscita gravi perplessità: perché va ad incoraggiare una tendenza che non contribuisce in nulla a costruire personalità libere, adulte, socialmente responsabili; ma va piuttosto nella direzione di rendere facili e accessibili quelle «culture dello sballo» di cui poi si constatano a ogni livello e in ogni ambito gli effetti negativi.

Il provvedimento votato dal Consiglio comunale di Torino non ha, come si sa, alcun valore normativo, costituendo solo un’affermazione di principio: ma è importante sottolineare che le «priorità» – politiche, economiche, culturali e sociali – della vita civica oggi sono altre, e diverse da queste esaltazioni dei cosiddetti «diritti individuali».

Per cui ci chiediamo: quando un Consiglio comunale che ha posto risorse di tempo e intellettuali alla causa, peraltro puramente virtuale, della legalizzazione delle droghe cosiddette leggere, troverà il tempo e l’impegno per dare diritto di cittadinanza e rilevanza mediatica ai problemi educativi delle famiglie e delle persone che spesso si trovano ad affrontare questioni molto serie e complesse per educare i propri figli e se stesse alla legalità, all’impegno personale, allo studio, al lavoro che non c’è, contro la precarietà che stronca ogni progettualità, proponendo la responsabilità delle proprie scelte e il giusto equilibrio tra diritti e doveri e tra libertà e responsabilità? Quali sono e dove sono tutelati i diritti delle persone che desiderano fare della loro vita un’avventura positiva e responsabile e non un incubo?

Uscendo dalla diatriba tra proibizionismo e antiproibizionismo, chiunque abbia a cuore il benessere delle persone, e in particolare dei giovani che si aprono alla vita e alla loro esperienza sociale più vasta, non può non vedere la contraddizione tra richieste sempre più impegnative del mondo del lavoro, della scuola e della formazione e richieste sempre più disimpegnate circa il senso della vita, la gestione della libertà, l’organizzazione del tempo personale, lo sperimentare acriticamente sottovalutando conseguenze e danni per sé, per gli altri a lui legati e, in definitiva, per progetti di vita in cui le sfide hanno sempre il sapore amaro dell’accontentarsi o, peggio, del consacrare parte del mondo giovanile a percorsi di povertà relazionale e sociale.

La discussione in un Consiglio comunale su questi argomenti richiederebbe pertanto un ben diverso coinvolgimento della cittadinanza e delle sue molteplici articolazioni formali e informali, famiglie, cittadini, gruppi, istituzioni, agenzie educative e sanitarie… perciò non solo una conta tra qualche decina di consiglieri, che rischia di essere come l’orchestrina del Titanic che meravigliosamente suonava il proprio spartito nel pieno di una tragedia correndo il rischio di non rappresentare nessuno se non se stessa.

La ricchezza della storia di Torino e il suo straordinario patrimonio di libertà sono sempre stati accompagnati da un altrettanto forte senso di responsabilità e realtà; a questo coraggio e a questa profezia ci rifacciamo nel rispetto e nel dialogo pronti a dare come Chiesa il nostro contributo come abbiamo sempre fatto e come sentiamo, ancor più oggi, di dover fare.

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39 Commenti

  1. luca says:

    Inviterei la curia di torino a dimostrare gli effetti negativi della cannabis sulla società e sulla salute. Queste fantomatiche culture dello sballo a cosa si riferiscono? Gli utilizzatori di cannabis sarebbero degli sballati? La cannabis sarebbe utilizzata con il fine di distorgere la realtà? La liberta e la maturita non si conseguiranno mai se un sistema proibizionistico criminalizza i fumatori, costretti a nascondersi dietro un apparente immaturità sociale ed in nessun modo la cannabis rende un individuo meno responsabile di un altro, meno civile o meno sviluppato. Puó renderlo meno cattolico forse.
    È ovvio che le famiglie educhino con le relative difficolta i giovani alla legalità, ma tecnicamente non c’entra nulla con la legalizzazione della cannabis, che è un fatto di natura politica. Sembrerebbe piu un pretesto per attrarre a se quel nucleo di umani che educa i figli e si vanta dei traguardi positivi raggiunti….ma educare, significa impartire ragionamenti secondo un determinato inquadramento di senso…ed il senso non risiede nell approvazione del pensiero episcopale, ma nella approvazione della civilta del progresso e della scienza che hanno dimostrato le migliaia di proprietà benefiche derivate dall assunzione dei cannabinoidi. La libertà NON RIENTRA NEL PROIBIZIONISMO, IL PROIBIZIONISMO RIENTRA NELL INDOTTRINAMENTO FORZATO. Ho invece apprezzato le considerazioni riguardo la storia di torino, riguardo la sua liberta e maturita sociale: che la hanno dunque portata a formulare direttive sulla legalizzazione della cannabis. Il contributo temporale della chiesa deve essere vietato, il senso della vita puo essere raggiunto con o senza l uso di cannabinoidi… sicuramente deve essere colto personalmente IN TOTALE LIBERTÀ e non puo essere IMPARTITO.

    • Su Connottu says:

      E tu cerca di non addormentarti col cannone in bocca,
      i danni non sarebbero solo di tipo neuronale…

    • AndreaB says:

      Buongiorno Luca, secondo me dobbiamo chiederci alcune cose prima di liberalizzare le droghe leggere. La prima e’ il perche’ se ne fa uso… Certo il motivo puo’ essere diverso da persona a persona, ma credo si possa constatare che la maggioranza, soprattutto tra i giovani, lo facciano con il desiderio ingannevole di avere una percezione diversa della realta’, di provare quelle sensazioni, per cosi’ dire, da sballo, che una volta terminate lasciano peggio di prima. La seconda domanda e’ il perche’ molti psicologi hanno evidenziato gli effetti devastanti che un uso consueto causa sulla psiche umana. Terza ed ultima, se saremmo contenti, nel caso i nostri figli, o i nostri genitori ne iniziassero a fare uso, motivati e favoriti dallo Stato, che invece dovrebbe proteggerli dai rischi sulla salute che ne deriverebbero.

  2. Serena says:

    Ma il massimo che desideriamo per i nostri giovani e’ una canna??????ma liberalizziamo un po’ di felicità vera, che questa nostra società risulta in piena crisi di astinenza!!!!

  3. giuliano says:

    non capisco, se per la Legge italiana la cannabis è proibita come è possibile che a Torino sia legale ??

    • Gabriele says:

      Vorrei ricordare a tutti, redazione in primis, che, il Ministero della Salute si è già espresso: sin dal 2007 infatti, il THC per la legge italiana fa parte delle sostanze prescrivibili e dotate di efficacia terapeutica, come ha confermato addirittura il dott. Serpelloni, smentendo i soliti contrari per principio comeGasparri,Giovanardi,Fini ect.

      • EquesFidus says:

        Vorrei far notare che un conto è l’uso medico del THC, come pure della morfina, un conto è una canna o chi si inietta alcaloidi. Purtroppo per alcuni suoi sostenitori, la legalizzazione del cannabis e compagnia non darebbe vantaggi né dal punto di vista della lotta alla mafia né dal punto di vista terapeutico: il primo punto perché è sufficiente non comprare queste schifezze, il secondo perché c’è una ampia documentazione in merito ai devastanti effetti sulla psiche umana.

  4. Andrea (uno dei tanti) says:

    Non compete alla Curia mettere bocca su cosa sia più o meno urgente da approvare in consiglio comunale a Torino.

    Altrimenti per par condicio il consiglio comunale di Torino potrebbe controbattere che prima che si muova una foglia in Vaticano è meglio che risolvano definitivamente il problema pedofilia, il problema finanza vaticana, il problema intreccio politica religione.

    O fanno i preti e il sermone a chi vuole liberamente sorbirselo in chiesa o fanno politica e si candidano.

    • Picchus says:

      Lo so che è un concetto difficile, però vescovi, sacerdoti e cattolici in generale sono cittadini della Repubblica e quindi anche dei loro rispettivi comuni e pertanto hanno diritto, costituzionalmente garantito, di dire la loro e partecipare alla vita pubblica, sociale e politica, come singoli o come associazione. Per molti la libertà continua a essere una gran rottura quando permette agli altri di parlare. Ma per questo fastidio esistono tante simpatiche soluzioni.

      • luca says:

        picchus, si e il vostro diritto lo esercitate di continuo per imporre tramite leggi quello che voi ritenete giusto o sbagliato

    • Su Connottu says:

      E invece il sermone lo fanno dove vogliono e come vogliono, anche senza esercitare l’elettorato passivo, con buona pace di tutti gli Andrea che vorrebbero impedirlo, pensando di indossare la camicia nera e di vivere negli anni trenta. Visto che il tema ti sta tanto a cuore, ti consiglio di cambiare pusher. Quello che hai adesso ti sta fottendo i soldi 😉

  5. Gabriele says:

    La canapa è un autentico dono di Dio.

    Dalla fibra, ai fiori, alle foglie, tutto può essere utilizzato dalle industie tessili,alimentari ,chimiche e farmaceutiche
    E’ stata selezionata dai narcotrafficanti la specie che è più ricca di cannabinolo grazie al proibizionismo frutto di una meschina e ottusa,( o molto interessata? ) visione del problema .
    Basterebbe una informazione anche superficiale sui benefici medici per malati di sclerosi multipla o altre
    malattie neurologiche per facilitarne l’uso terapeuti.
    Può l’abuso essere dannoso, come per la birra, il vino,, la carne, lesigarette, l’alcol e tutto quanto altro assunto esageratamente.
    In Italia per legge si può detenere legalmente la quantita per uso personale. Io sono andato dai Carabinieri manifestando l’intenzione di avvalermi di questo diritto, non mi hanno dato indicazioni per acquistarla dato che è vietato coltivarla e spacciarla.
    Ergo è lo stato il maggior complice dei narcos
    Per mia informazione non è possibile ottenere per me un bene legittimo, se chi cedendomelo, commette un reato.
    Dunque la coltivazione è vietata,come lo spaccio.Però posso detenere cannabis per me.Come fare?
    Ho 56 anni e licenza media inferiore,attendo lumi da menti platealmente superiori per avvalermi di questo diritto che la legge concede rimanendo nella assoluta legalità grazie.

    • Su Connottu says:

      Non ho grandi conoscenze in materia, ma potresti provare a sniffare l’ipoclorito di sodio:
      è legale, economico, si trova facilmente in commercio in diverse forme variamente aromatizzate.
      E, dulcis in fundo, daresti scacco matto ai narcotrafficanti.

      • Gabriele says:

        Rileggi bene : “attendo lumi da menti platealmenti superiori”. perchè dunque rispondi tu?

        La domanda mi suscita dal fatto che ho mia figlia in carrozzina con la sclerosi multipla.
        Per tua informazione sono astemio e ho smesso di fumare il 2 dicembre 1992 alle ore 19.

        L’ipoclorito di sodio o candeggina potresti usarla tu per schiarirti le idee.

        • Jack says:

          Scusi ma cosa ci è andato a fare dai Carabinieri? Poteva rivolgersi al medico???

          • VivalItalia says:

            Carabbinieri??..Ce sta mica Serpelloni???

            Che Gabriele .. non ce stava? E Ndo stava?

            ….stava a Bogotà?????Ah vabbe tt apposto..

          • VivalItalia says:

            Carabbinieri??..Ce sta mica Serpelloni???

            Cheddici Gabriele .. non ce stava? E Ndo stava?

            ….stava a Bogotà?????Ah vabbe tt apposto..

          • Gabriele says:

            Perchè di fatto nelle regioni che pure permettono la distribuzione dietro ricetta medica,i malati devono sottoporsi ad autentiche via crucis burocratiche e a costi non sostenibili.
            Il Sativex costa 397euro per un mese circa,il Bedrocan 36 euro al grammo,lo stato ad un Invalido Civile ne dà 270 mensili. Questo per l’uso terapeutico che a me interessa.
            Quindi è lo stato che ti spinge verso il mercato illegale,e ai Carabinieri che sono i più diretti rappresentanti di uno stato che irride i malati ho voluto far notare il paradosso della quantità personale che la legge mi concede ma che non è possibile ottenere se non in modo illegale.

          • Gabriele says:

            Perchè di fatto nelle regioni che pure permettono la distribuzione dietro ricetta medica,i malati devono sottoporsi ad autentiche via crucis burocratiche e a costi non sostenibili.
            Il Sativex costa 397euro per un mese circa,il Bedrocan 36 euro al grammo,lo stato ad un Invalido Civile ne dà 270 mensili. Questo per l’uso terapeutico che a me interessa.
            Quindi è lo stato che ti spinge verso il mercato illegale,e ai Carabinieri che sono i più diretti rappresentanti di uno stato che irride i malati ho voluto far notare il paradosso della quantità personale che la legge mi concede ma che non è possibile ottenere se non in modo illegale.

            • Jack says:

              E se legalizzano lo spinello credi che spenderai meno per le cure mediche?? Gabriele ma che stai a dì? ??

              • Gabriele says:

                Oggi è fin troppo facile procurarsi tutte le droghe che si vuole,e questo sotto il monopolio della malavita.
                Ti preoccupi per una normativa che permetta allo stato di controllane il consumo anche per fini “ricreativi”, o pensi chelo stato sia più esoso e inaffidabile dei pusher?

                • Jack says:

                  Che fa Gabriele cambia le carte in tavola??

                  Se parliamo – intendendoci molto bene – di uso terapeutico ok.. ma la droga è mer*a che uccide, e invece legalizzarne l’uso significa farla percepire come positiva.
                  Tempo qualche anno e ti salta su un Luca qualsiasi o un Andrea dei tanti a fare la crociata che drogarsi è un diritto..

                  • Gabriele says:

                    A me interessa per uso terapeutico, punto.
                    Poi, disussioni per altri usi possibili possiamo farne, e del resto ci viene posto il problema dalla situazione attuale.
                    La Fini -Giovanardi dal 2006 ha incrementato o diminuito il consumo di droghe?
                    Mi sembra, che i numeri parlino chiaro a riguardo di detenuti, di reati, e di consumi trai più alti in europa.
                    La legalizzazione la fa percepire positiva? non saprei, di certo il proibirla è come un invitante tappeto rosso che stuzzica molto la tendenza dei ragazzi a deviare ,a contestare il conformismo in una età in cui tipicamente tutti abbiamo pensato di essere più “svegli” dei nostri genitori.
                    La distribuzione controllata a mio avviso può migliorare la situazione

                    • Jack says:

                      Si controllata.. ma su che pianetsavive?
                      Oppure è in malafede?

                      Poi magari é uno di quelli che di strsppano le vesti perché lo Stato promuove il gioco d’azzardo!

                      Sui dati che uaccenna: forza faccia uno dforzo chr ka vedo attrezzato sull’atgomento. Ci dia lei i dati e i riferimenti!!

                      Scommettiamo che anche Gabriele scomparirà dalla discussione???

                  • Giovanni says:

                    “a droga è mer*a che uccide”
                    elencami anche solo un caso di morte direttamente collegabile all’uso di Cannabis.

                    Per quanto riguarda il tuo scetticismo in merito all’aumento di incarcerati come conseguenza della Fini Giovanardi:
                    http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/europa/italia/rassegna_stampa/654687

  6. Agamemnon says:

    Tanta gente dice “la Chiesa non dovrebbe parlare di queste cose,non dovrebbe mettere becco” o,ancora peggio “il contributo temporale della Chiesa deve essere vietato”.
    Beh,non avete capiro un emerito niente.

    Il Cristiano è quello che moriva pur di testimoniare,pur di non fare sacrifici all’imperatore.
    Ora voi vorreste che essere cattolici significhi invece stare zitti,chiudersi tra 4 mura della chiesa
    e sacrificare all’imperatore(ovvero accettare e sottomettersi all’iniquità).
    Beh,siete fuori strada.
    Il Cristiano ha sempre testimoniato Dio;questo gli è costato a volte il Martirio,
    a volte la Guerra giusta.

    Qualsiasi sia il prezzo quindi,dimenticatevi queste vaccate in stile
    “la Chiesa resti fuori da queste cose”.

    I Martiri non hanno risposto in faccia agli imperatori
    perchè oggi i Cristiani tacciano di fronte a 4 cannati e ad una manciata
    di squallidi servi incollati ad una poltrona.

  7. Cisco says:

    Una pagina intera di chiara e tristissima impronta pilatesca (“uscendo dalla diatriba tra proibizionismo e antiproibizionismo”…), buracratica e l’esatto contrario dell’evangelica chiarezza: se questo è il comunicato degno di un vescovo fanno bene i cittadini torinesi a farsi le canne.

  8. viccrep says:

    anche il curaro viene usato in medicina ma nessuno pensa a legalizzarlo, anche altri veleni vengono utilizzati.
    Le droghe di qualsiasi tipo sono nocive e con la legalizzazione improvvisamente non diventano buone o fanno bene.
    solo chi vede l’uomo come oggetto di consumo può desiderare di legalizzare le droghe con la scusa di essere liberi.
    Non aiuta la libertà liberalizzare le droghe

    • luca says:

      le droghe fanno male, ok. c’è gente che le vuole fare lo stesso, tu chi sei per dirgli cosa possono o non possono fare?

  9. Luca says:

    Vi ringrazio tutti. Io passo il tempo guardando i Simpson e fumando cannabis, poi ovvio che scrivo menate. Sono proprio un semplice. Aiutatemi.

    • luca says:

      luca mi spiace ma io ho provato a fumare canne 3 vole in vita mia e tutte le volte è stato un gran disastro… non mi fa nulla, se non malissimo ai polmoni quando mando giù…ma questa non mi sembra una buona ragione per vietare a chi vuole di farlo… altrimenti voi smettete di bere il vino in chiesa

  10. luca says:

    ci saranno sempre cose più urgenti e per quelle ci saranno cose ancora più urgenti… in un paese i lavori si mandano avanti tutti assieme, voi non avete nulla di più urgente di costruire la 1000 statua di padre pio (ma potete farle un po’ meglio? un tempo almeno eravate il motore e l’anima dell’arte)?
    certo che avete cose più urgenti ma cmq le fate ugualmente.

    i vostri figli non sono più importanti del lavoro e di qualunque altra cosa? eppure continuate a fare anche altre cose!

  11. luca says:

    ma se uno si vuole drogare, a voi, che vi frega?
    e perché siete tanto fissati con queste canne che poi rispetto al vino causano infinitamente meno casini?

    • VivalItalia says:

      Luca sta bono.. che ti agiti?? Fatte un tiro e prova a rispiegarte che tanto più confuso de così. .

      • luca says:

        già tel’ho detto io non fumo canna (fumo solo sigari, che non respiro), ma quando leggo voi mi viene una gran voglia di drogarmi, forse così riesco ad arrivare al vostro livello

  12. Gabriele says:

    @ Jack,
    penso sia superfluo fornirle i numeri.
    Ho letto (a fatica) il suo ultimo post………?!?? o Luca era a vedere i Simpson da lei?

    • AndreaB says:

      Buongiorno,
      sono d’accordo con lei in merito al fatto che la canapa è un dono di Dio… Il problema, purtroppo, come al solito, sono gli uomini.
      Se mio figlio mi chiedesse di comprargli un bel coltello da scout per tagliare il pane quando andiamo a fare i picnic o per incidere qualche bel bastone per andare a funghi nel bosco e lo reputassi non ancora abbastanza maturo per usarlo con intelligenza, sicuramente gli direi di no… Mia madre, ormai anziana, è molto golosa ed io, quando vado a mangiare da lei con una torta, finita la sua fettina, la porto via, perchè altrimenti ne mangerebbe tanta da stare male.
      Se ci trovassimo di fronte ad una situazione serena, anche nel nostro paese, ad un popolo sereno, equilibrato, se non ci fossero molte persone, spesso giovani, che sentono il desiderio di scappare
      dalla realtà in cui si trovano anche per mezzo della droga, potremmo, senza paura, legalizzare, liberalizzare l’utilizzo della canapa e fare coltivare campi a perdita d’occhio, per utilizzarla secondo gli scopi per i quali nostro Signore ce l’ha donata. Proibire, credo lo sappiano tutti, molte volte è solo una toppa che si mette quando non si riesce a fare di meglio. L’ideale sarebbe che riuscissimo sempre a crescere figli che, invece di sentire il desiderio di fuggire dalla realtà, a volte di distruggerla, volessero contribuire nel migliorarla. Adesso si sta andando nella direzione opposta… La fede svanisce, i valori si perdono, le famiglie si sfasciano… Le sue ragioni sono nobili ed è una vergogna che certi farmaci che lei ha citato, siano così costosi, ma credo che questo non sia proprio il momento di favorire il consumo di droga.

      • Gabriele says:

        Buomgiorno a Lei,
        grazie per il garbo con cui espone le sue convinsioni. Rigurdo al momento propizio per favorire il consumo di droghe, spero non arrivi mai. Ma la attuale toppa, messa a baluardo, credo sia troppo forte e volutamente rozza, tanto da produrre danni al tessuto sociale ormai liso. Parificare per tossicità tutte le droghe, oltre che andare contro i più elementari principi scientifici,crea evidenti problemi di gestione della tossicodipendenza. Non mi sogno neanche che lo stato sia presente e attento come lei verso i suoi famigliari, ma reprimere scientemente i possibli sollievi per chi è malato mi sembra indecente.
        Ho l’impressione che dietro pozioni integerrime si nasconda la volontà di lasciare al loro “destino perso” tutti. Anche i malati senza nessuna colpa..
        p.s.
        Al “Sativex” a base bi cannabinolo,sono imposte norme e procedure più restrittive che alla morfina..

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