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Bologna. «Continueremo a pregare davanti agli ospedali per le donne e i bambini abortiti»

luglio 15, 2014 Redazione

Nonostante le minacce e le contestazioni, gli aderenti alla comunità Papa Giovanni XXIII continueranno i loro gruppi di preghiera. «Come facciamo da anni tutte le settimane alle 7 del mattino, estate e inverno, col caldo e con la neve»

Oggi anche Avvenire riferisce delle intimidazioni e insulti che la comunità Papa Giovanni XXII, fondata da don Oreste Benzi, riceve ultimamente. Accade questo: una volta alla settimana, alcuni di loro si ritrovano davanti a un’ospedale per recitare il rosario. Lo fanno in maniera discreta, fuori dalle strutture. La recita dura più o meno un quarto d’ora: si prega per i bambini abortiti e per le loro madri.
Solo che, da un po’ di tempo, gruppi antagonisti e femministe li disturbano, cercano di cacciarli via. Come vi abbiamo raccontato qui, durante un recente incontro nel capoluogo emiliano, il gruppo di sinistra “Yo decido” ha paventato l’idea di «andare domenica mattina in San Petronio con lubrificanti, spermicidi e profilattici». All’assemblea ha partecipato anche la presidente del consiglio comunale Simona Lembi (Pd) secondo cui questi momenti di preghiera non si dovrebbero tenere.

DA 15 ANNI. E perché mai? In Italia non esiste più la libertà di espressione? «Abbiamo deciso – racconta ad Avvenire Giovanni Paolo Ramonda, il successore di don Benzi – che non avremo più un giorno fisso ma settimana per settimana cambieremo, perché non vogliamo assolutamente andare a uno scontro su un’iniziativa che a Bologna portiamo avanti da 15 anni senza mai aver avuto problemi, nel rispetto delle norme, con la questura sempre al corrente della nostra preghiera. Sia chiaro che noi continueremo: pregheremo in pubblico davanti agli ospedali come facciamo da anni tutte le settimane alle 7 del mattino, estate e inverno, col caldo e con la neve, perché noi siamo dalla parte delle donne, che abortiscono in quanto lasciate sole».

OFFERTA DI UN AIUTO. Accade a volte che alcune donne si fermino a scambiare qualche parola. Così scoprono che i partecipanti al rosario non si limitano a pregare ma offrono un aiuto a chi lo desideri. «Offriamo un supporto concreto – spiega Ramonda – e, se queste madri vogliono far nascere il bambino, non le abbandoniamo. La lunga esperienza ci ha dimostrato che oltre i due terzi delle donne che erano orientate all’aborto, quando viene loro offerto un valido aiuto, vogliono far nascere il figlio e questo dimostra che l’aborto non era una scelta libera ma di disperazione». «Circa un quinto delle 573 mamme che solo nel 2013 sono state prese in carico dal nostro Servizio maternità difficile ha denunciato di aver ricevuto pressioni ad abortire».

(la foto in pagina fa riferimento ad un altro episodio accaduto a Bologna nel dicembre 2013 – ve ne avevamo parlato qui)

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28 Commenti

  1. Raffaella scrive:

    Mi sembra una bella iniziativa, però devo fare una puntualizzazione. essendo davanti ad un ospedale, perché non estendere le preghiere anche allae poverine che sono lì perchè il figlio lo hanno perso o lo stanno perdendo? O a quelle che hanno avuto una diagnosi infausta e non sanno che pesci pigliare? O per i bambini nati morti? In Svizzera la chiesa organizza una fiaccolata di preghiera per tutti i bimbi morti prima di nascere, sia che siano stati abortiti volontariamente o no. No capisco perché qui in Italia tutto debba avere una connotazione ideologica, anche la preghiera. E, tanto che ci sono, sarebbe bello che pregassero anche davanti ai penitenziari dove scontano le pene gli uomini che uccidono le donne, magari pure incinte. Voi lo sapete che quando una donna al termine della gravidanza viene uccisa, spesso il bimbo esce dal suo corpo vivo e muore di fame e di freddo nel giro di pochissimo? Mi sembra orribile, anche se non c’entra nulla con la tanto vituperata legge 194.

    • beppino scrive:

      Anche i casi da lei citati devono essere interessati da preghiera… C’e’ pero differenza fra negativita’ cercate e negativita’ possibili.

      • Raffaella scrive:

        Sì, condivido. Però io una preghierina quando sono in diagnosi prenatale la dico sempre… mi immagino il dolore di una coppia quando scopre di aspettare un figlio malato, o quando il medico consiglia l’aborto in presenza di una diagnosi infausta. Dietro a quelle porticine chiuse si consumano a volte degli autentici drammi.

  2. Orazio Pecci scrive:

    Tirata d’orecchio per l’estensore dell’articolo. Escludo che il gruppo di sinistra “Yo decido” (saranno italiani, spagnoli o semplicemente in crisi d’identità?) abbia PAVENTATO l’idea di «andare domenica mattina in San Petronio con lubrificanti, spermicidi e profilattici».
    Al massimo avrà MINACCIATO di farlo.

    Paventare significa “temere”, “sospettare”. Se si paventa qualcosa, vuol dire che si ha paura che qualcuno la faccia, non che si annuncia (a scopo intimidatorio) la nostra volontà di farla.
    Tempi mi piace molto ma non gli posso fare sconti su lingua grammatica sintassi e ortografia.

  3. Daniele Arboscelli scrive:

    Che bisogno c’e’ di andare a manifestare davanti all’ospedale?

    Secondo le loro credenze, le preghiere non hanno un raggio d’azione di pochi metri, potrebbero restare a pregare anche a casa. Non sono esperto di religioni, qualcuno mi sa dire se invece farebbe qualche differenza?

    Che va anche bene, ma basta che non siano le stesse persone che poi si lamentano dei prides in giro per il mondo. Se sono esibizionismo le manifestazioni che fanno gli altri, lo sono anche queste.

    • luca scrive:

      nessuno va a pregare nudo con le borchie…

    • Marialma scrive:

      La recita del rosario, 15minuti circa alle 7 del mattino!, può essere considerata una manifestazione? Davvero possiamo metterla sullo stesso piano del gay pride? Non posso crederci!

    • beppe scrive:

      se metti sullo stesso piano ( quanto a ESIBIZIONISMO ) un semplice rosario e un GAY PRIDE ( a proposito: chi li paga?) sei proprio un po’ sballato.

      • Daniele Arboscelli scrive:

        Chiedevo solo se erano li’ perche’ hanno dimostrato che la preghiera funziona solo se effettuata nei paraggi, io pensavo che per i religiosi non ci fosse necessita’ di essere vicini ad un luogo o ad una persona.

        Se nella Bibbia – non so, chiedevo apposta – hanno scritto che la distanza non influisce sul risultato, allora non mi viene in mente altro motivo per cui loro vadano li’ tutte le settimane.

        Come dicevo prima, nessuno glielo vieta e giustamente. Piu’ che altro mi chiedevo il processo mentale che sta dietro alla manifestazione.

        Vanno li’ cosi’ il potere della preghiera e’ piu’ intenso? Vanno li’ per farsi vedere? Vanno li’ per un altro motivo? Una ragione ci sara’, da solo non riesco a rispondermi.

        Per quanto riguarda il finanziamento dei vari prides e manifestazioni in giro per l’Italia, so che quelli a carattere religioso ( immagino non questi ) vengono pagati dallo stato, a cui si aggiunge la spesa per la sicurezza ed organizzazione. Gay prides non lo so, mi sembra che in parte vengano finanziati dalla comunita’ europea. Forse anche dallo stato come gli altri, ma veramente non lo so.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Complimenti Daniele Arboscelli, sono carucci i tuoi sofismi sul raggio d’azione della preghiera.
          Chissà quante risatine coi compagnucci, eh?
          Eh sì, purtroppo anche in uno Stato laico la religione rimane un fatto pubblico e e ti tocca subire rosari, vie crucis e processioni, che sono alcuni dei tanti modi che i cristiani usano per proclamare la loro fede ai pagani.
          Qui si tratta anche di salvare la pelle a degli innocenti e sarà difficile che tu li convinca a recedere dai loro propositi.

  4. filomena scrive:

    Il motivo traspare già dall’articolo. Solo stando li possono agganciare le donne che arrivano e su cui fare pressioni per convincerle a cambiare idea. Ma sono sicura che il sospetto ti era venuto…..

  5. filomena scrive:

    Semplicemente come voi non accettate pressioni da parte del “pensiero unico” ossia della maggioranza dell’opinione pubblica, forse anche chi decide legittimamente di abortire vuole essere lasciata in pace.

    • Giannino Stoppani scrive:

      E se con due paroline al posto giusto (mica un bel paio di sganassoni!) quella si rende conto di commettere un omicidio e rinuncia al suo proposito, tu che avresti da dire?
      Non sei forse per l’autodeterminazione?
      E l’autodeterminazione mica in un senso soltanto, sai?

  6. filomena scrive:

    Non si può parlare di autodeterminazione quando si cerca scorrettamente di far leva su presunti sensi di colpa che non hanno ragione di esistere. Questo significa approfittare di una persona che in un momento di fragilità non é obiettiva e non può essere razionale.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Se basta la recita di un rosario per far ricredere una che ha deciso di abortire, evidentemente il senso di colpa per l’omicidio del proprio figlio è ben lungi dall’essere “presunto” e senza “ragione di esistere”.

  7. filomena scrive:

    Forse poi non hai veramente capito il senso del messaggio che sto trasmettendo. Io penso che i figli siano un evento meraviglioso per chi li desidera ed é giusto fare di tutto per averli, ma é sbagliato dare per scontato che tutti li desiderano e nel caso si ritenga che non sia il momento giusto oppure non li si vuole affatto é altrettanto corretto fare di tutto per non averli. In altre parole fare un figlio dovrebbe essere una scelta ponderata e desiderata, non sbagliata. Sbagliato é mettere al mondo un figlio solo perché qualcuno vuole farti credere che é una scelta obbligata.

    • Menelik scrive:

      Chi non vuole figli usa il preservativo, la pillola, o il computo dei giorni infecondi o non scopa o lo fa con rapporti non penetrativi, senza fare a pezzi o corrodere chimicamente bambini nella pancia.
      Le alternative ci sono, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

      • filomena scrive:

        Certo hai ragione infatti credo che la prevenzione dell’aborto sia la contraccezione non cercare di convincere le donne a non abortire.

        • beppino scrive:

          Il problema é che, benché tutta la società attuale spinga a far pensare alle persone che la vita va goduta appieno e che fare sesso é una occasione da sfruttare da subito e non, preferibilmente, la possibile conclusione di un minimo di percorso di approfondimento della conoscenza ed accettazione reciproca, la scienza ricorda altrettanto ineluttabilmente che l’atto sessuale é procedura naturale “esclusiva” per fare figli, almeno da un punto di vista meramente procedurale. Da qualche parte c’é sempre una porticina imprevedibile da cui può arrivare la nuova vita, e quando arriva una nuova vita…
          Si dirà… é giusto prevenire prima di curare. Certo che se pensiamo di intervenire solo e banalmente in termini di prevenzione é bene ricordarsi che la statistica é altrettanto ineludibile nelle conseguenze. Senza poi tener conto che l’unica “cura” resa possibile dalla solita “civiltà” dominante ed ignava é di fatto solo quella di non garantire, a priori, neanche un minimo di procura pubblica ai nuovi arrivati…

          • filomena scrive:

            In sintesi sostieni che tutti dovrebbero finalizzare o rapporti sessuali alla procreazione. Di fatto prima ancora della procreazione risponde al benessere di coppia e non necessariamente questo benessere si concretizza con un figlio. La divergenza di pensiero infatti sta a monte del discorso prevenzione dell’aborto su cui probabilmente nella maggior parte dei casi si può convenire. Io credo sostanzialmente che sia pure in presenza di un rapporto duraturo, il progetto di avere un figlio sottenda a una serie presupposti che prescindono dal rapporto sessuale. Ossia il rapporto sessuale è la condizione necessaria (con le possibili deroghe) per procreare ma non sufficiente. Inoltre risponde a bisogni fondamentali ma diversi rispetto a quelli legati alla sessualità in senso ampio.
            Per queste ragioni non andrebbero obbligatoriamente vincolate procreazione e sessualità.

            • beppino scrive:

              ***In sintesi sostieni che tutti dovrebbero finalizzare o rapporti sessuali alla procreazione***
              Contenta lei, mi par di aver scritto chiaro. Se poi vuol capire quel che le é più congeniale…

              Vedo inoltre che, come consuetudine dei moderni epigoni “liberal”, cerca disperatamente di perdersi nella paura inconscia di sentirsi, alla fine, obbligata a considerare procreazione e sessualità collegate irrimediabilmente. Ne abbiamo ancora molta di strada da fare…

              • filomena scrive:

                Non è una paura inconscia, siete voi che cercate di far credere che la sessualità senza procreazione non è accettabile.

                • beppino scrive:

                  Non so chi intenda con quel “voi” (non sapevo di far parte di qualche gruppo organizzato…). Comunque stia tranquilla… dal mio punto di vista la sessualità non é da intendersi “solo” come procreazione. Ma resta il fatto che l’atto sessuale é destinato per natura a fare figli, e purtroppo questo é ciò che la società attuale tende a dimenticare (“volutamente” perché più comodo e meno problematico); con buona pace del quasi miliardo di esseri umani mai nati da quando esiste il procurato aborto organizzato e legale.

  8. Mappo scrive:

    Filomena, visto che dietro ai sofismi dei tuoi “ragionamenti” traspare solo la disperazione, il vuoto e il nulla forse farebbero bene a venire a pregare anche davanti a casa tua.

  9. Marco scrive:

    Grazie a Don Amort, padre Livio, Chiara Amirante, sto imparando a conoscere il nostro nemico: è furbo, astuto, si intrufola ovunque, ovunque! Entra amabilmente nel cuore di tutti e ci prova. È il principe di questo mondo, sa bene quali sono gli argomenti su cui far leva per confonderci. Dove c’è unione lui vuole divisione, dove c’è vita lui vuole la morte. Negli ultimi 2/3 secoli è addirittura riuscito a nascondersi convincendo i più che lui non esiste, non è reale, come non sono reali i personaggi dei film fantastici. Ma invece c’è, ed opera sempre, senza fare mai pausa e senza andare mai in vacanza. E che vuole? La nostra distruzione! Come la ottiene? Negando tutte le parole che ci ha detto Gesù, tutta la bibbia.
    Però che gioia ho provato quando ho sentito che il rosario recitato davanti agli ospedali che praticano aborti hanno suscitato la reazione di alcuni ! Si allora è propri vero che il rosario è un arma molto potente! È vero che è in grado di stanare il maligno e scacciarlo !
    E’ vero che assieme al digiuno può addirittura impedire la guerre!
    Penso che andrò anche io è mi unirò alla recita del rosario

  10. Marco scrive:

    Se il rosario ha suscitato ira, vuol dire che è vero, reale.
    Il rosario ha stuzzicato il maligno facendolo uscire allo scoperto rivelandosi.
    Per me questa è la prova dell’esistenza del soprannaturale
    Allora mi unisco alla battaglia contro satana con le armi più micidiali che mai nessun uomo ha inventato: preghiera, digiuno, e rosario
    (E sono talmente facili da usare che le può impugnare anche una bambina di 3 anni:):):)

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