Google+

Vivere ogni ora di lezione come se fosse la prima

settembre 12, 2017 Giovanni Fighera

scuola-preside-ansa

«Solo chi non ha smesso di desiderare la propria felicità, può ancora volere la felicità altrui» scrive Leopardi nello Zibaldone. Desidero che sia questo l’auspicio più grande per me e per gli altri insegnanti che in questi giorni, dopo le riunioni di scuola, varcano per la prima volta la soglia che li porta ad incontrare i ragazzi con cui cammineranno tutto l’anno.

Riprendere a desiderare di essere felici e lieti durante le ore di lezione e nell’importantissimo compito educativo che ricopriamo, con lo stesso entusiasmo che avevamo (spero!) nei primi anni, ma con una consapevolezza maggiore, quella che noi insegnanti dovremmo essere, in un certo senso, come dei padri o delle madri per i ragazzi che abbiamo di fronte. Non siamo solo dei trasmettitori di conoscenze o di competenze, come troppo spesso si sente dire, ma siamo educatori, cioè, come dice l’etimo del termine, aiutiamo a crescere, a maturare. Per questo ogni educatore è come se fosse un genitore.

E che cosa posso desiderare di più vero per mio figlio se non che sia felice, si compia, trovi la sua strada? Pensiamo come sarà la lezione se animata da questo desiderio di compimento mio e dell’altro! E ancora, un papà e una mamma sa vedere il punto luminoso del proprio figlio, ne sa vedere la profonda bellezza, perché va (o dovrebbe andare!) fino in profondità al suo cuore. Quando cerco il bene del ragazzo che ho davanti ogni giorno, quando scopro il suo punto luminoso, il suo desiderio di compimento, di felicità, di essere amato, cambia totalmente lo sguardo che ho dello studente. Non è forse questo lo sguardo che io vorrei per le mie figlie che vanno a scuola? Non ho forse il desiderio che nelle ore in cui sono lontane dalla famiglia possano incontrare volti che siano paterni e materni?

Non incorriamo certo in equivoci. Un padre e una madre, che si pongano con serietà di fronte al compito educativo, non intendono eliminare ai figli la fatica, il sacrificio, la consapevolezza che i risultati raggiunti sono tanto più apprezzati quanto più sono meritati.

Il ragazzo deve, però, poter fare esperienza che la scuola è bella e che è una grande opportunità per sé, per crescere, per conoscersi, per scoprire la realtà e per scoprire se stessi e i propri talenti. La possibilità che hanno i giovani di oggi di proseguire gli studi è una grazia, un dono, che i ragazzi non sentono più come tale. Percepiscono spesso questa opportunità come un peso, una fatica, un sacrificio da cui evadere prima possibile, magari nei week end. Una volta un mio studente mi ha scritto: «Noi giovani di oggi sopravviviamo durante la settimana, siamo come in apnea, per poi vivere il sabato sera». Immaginiamoci come sarebbe diversa l’avventura scolastica se gli insegnanti si richiamassero a vivere ogni ora di lezione come se fosse la prima, con lo stesso entusiasmo e la stessa carica piena di gioventù e gli studenti percepissero il dono dell’apprendimento come se avessero ottenuto la conquista di andare a scuola per la prima volta.

Circondati da una cultura utilitaristica, in cui conta solo l’interesse economico, materialistica, relativista (non esiste l’amore vero, non c’è una verità, non esiste la bellezza, …), edonistica (conta solo vivere e ricercare l’emozione forte come insegna il film Notte prima degli esami), il ragazzo deve poter porre la domanda: «A che serve studiare? Perché dovrei fare fatica?». Sono domande lecite e ci deve essere un luogo (in famiglia, a scuola, …) dove le domande del ragazzo siano prese sul serio e possano trovare una risposta. Aveva ragione Leopardi quando osservava nello Zibaldone che la tendenza a procrastinare la felicità al futuro sino a giungere al desiderio di conseguire la felicità dai posteri si accentua sempre più man mano che l’uomo cresce e si fa adulto ed è pressoché assente nel bambino. Questi non pensa che al presente e riesce a concepire il futuro solo come l’attimo immediatamente successivo al presente. Quanto più uno è giovane tanto più si muove per il presente! L’adulto, spesso, non si pasce che della speranza e rinuncia al conseguimento della felicità al presente. Ma è possibile che il presente per lo studente non possa essere altro che il voto? Non c’è altro che possa accenderlo?

L’io del ragazzo e quello dell’insegnante devono accendersi e fiorire a scuola, non deprimersi e abbattersi. Perché ciò avvenga è indispensabile che si rimetta al centro la persona, che si viva l’avventura dell’insegnamento come scoperta. Scoperta di sé e dell’altro, della vita e della realtà!

Nella prima ora è già contenuto tutto, perché è lì che si nasconde la domanda con cui noi ricominciamo l’avventura scolastica. L’anno scorso un ragazzo mi ha confidato che era la prima volta che un insegnante gli augurava un buon anno scolastico. In quell’augurio c’era già tutto, perché l’alunno si era promesso di non deludermi.

Se l’insegnante trasmetterà agli studenti l’amore che prova per quanto spiega e mostrerà loro la bellezza che ha incontrato nello studio, senz’altro avrà un’alta probabilità di muovere il cuore dei ragazzi. Forse, all’inizio gli studenti non capiranno tutto, ma nascerà in loro la domanda: come mai l’insegnante è così appassionato a quanto spiega?

Una buona scuola è costituita da buoni insegnanti, che siano cioè appassionati a quello che fanno, lo amino, trasmettano il gusto per il bello e per il bene.

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

1 Commenti

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

A Milano settembre è il mese più bello. Anche per pedalare. Il 17 mattina l’hanno pensato in tanti, circa 1.800, schierati alla partenza della prima edizione della GF Milano. Dopo una notte di pioggia, infatti, lo sguardo poteva abbracciare verso nord il profilo innevato delle montagne, nella direzione che avrebbe preso la corsa. Due le […]

L'articolo GF Milano, in gara dalla città al cuore della Brianza proviene da RED Live.

Le righe, si sa, rubano la scena a qualsiasi altro indumento del guardaroba e non tutti se le possono permettere. Ciò che ha fatto Rapha con questa fantasia, protagonista della nuova collezione Cross, è stato scegliere un accostamento di tonalità elegante e, soprattutto, ispirato all’abbigliamento indossato da Jeremy Powers (Rapha-Focus Team) alla conquista del titolo di campione nazionale […]

L'articolo Rapha presenta la nuova collezione Cross proviene da RED Live.

F1 2017 è un generatore virtuale di adrenalina. Un racing game emozionante e coinvolgente, completamente personalizzabile in base alle proprie esigenze. Il nuovo gioco di Codemasters affina la buona ricetta del 2016 e (ri)propone un solidissimo “simcade”, ovvero un efficace ibrido tra simulazione impietosa e arcade permissivo, immediato e profondo. Il risultato? Senza controllo di trazione […]

L'articolo F1 2017 è pura adrenalina virtuale proviene da RED Live.

Con il nuovo Peugeot Belville, la Casa del Leone s’inserisce in uno dei mercati più floridi in assoluto: quello degli scooter piccoli a ruota alta. È disponibile in due cilindrate (125 e 200) con prezzi a partire da 2.950 euro

L'articolo Prova Peugeot Belville proviene da RED Live.

Che Kia sia un’azienda coreana Doc è assodato ma è altresì vero che il suo quartier generale europeo si trova ad appena 500 metri dall’entrata del Salone di Francoforte. E’ quindi normale che Kia viva la kermesse tedesca in modo speciale, come la fiera di casa, quella in cui sfruttare il fattore campo favorevole per […]

L'articolo Kia Proceed Concept: il futuro passa da qui proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana