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La Russia di padre Scalfi, “profeta di speranza”

ottobre 25, 2017 Angelo Bonaguro

scalfi

Si intitola La mia Russia l’antologia di testi di padre Romano Scalfi (1923-2016) uscita ad ottobre presso «La Casa di Matriona», in cui già nel sottotitolo è contenuta la chiave di tutto il libro: Samizdat: una risposta al grido dell’uomo di oggi. Il volume presenta l’ultimo suo grande lavoro, una raccolta degli elementi essenziali della cultura del dissenso religioso e civile russo-sovietico e mitteleuropeo, nella quale il padre scorgeva una risposta straordinariamente attuale agli interrogativi dell’uomo di oggi – uno fra tutti: il valore della singola persona, capace di cambiare la storia.

«Chi vive con tanta passione, fino alla fine, la responsabilità verso la testimonianza di chi ha desiderato la libertà e la verità per tutti – scrive padre Lepori nell’introduzione, – ci riempie di speranza, anzi: la riaccende. L’uomo contemporaneo ha bisogno proprio di questo: che si riaccenda una speranza più forte di ogni tentazione di disperazione. Che immenso bisogno abbiamo, in tutti gli ambiti della vita personale, sociale ed ecclesiale, di profeti della speranza come padre Scalfi!».

scalfi-russiaTra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘70 il padre, fondatore del Centro Russia Cristiana, dedicò molte energie a far conoscere il samizdat, cioè i testi «auto-editati» che si diffondevano clandestinamente in Unione Sovietica non tanto per esprimere il dissenso verso l’ideologia comunista quanto piuttosto per testimoniare una visione dell’uomo inteso come libertà, responsabilità e comunione. Questi testi – proposti al pubblico italiano dalla rivista di Russia Cristiana – non erano necessariamente di autori cristiani, e andavano da lettere aperte e appelli a poesie, romanzi, saggi di filosofia e teologia. «I dissidenti – scrive Scalfi – non erano soprattutto contro il partito, non erano particolarmente attirati da esperienze occidentali della cosiddetta nostra democrazia, ma erano ispirati dal valore della persona e dalla vita con Cristo. Da questo si parte per cambiare il mondo. Da questo si parte, così pensavano, per cambiare la Russia».

Sfogliando il volume incontriamo i nomi che a molti, grazie al padre, sono diventati compagni di cammino, noti o meno noti: Amal’rik, Gabaj, Barabanov, i padri Želudkov, Dudko, Jakunin, la Gorbanevskaja… – fino al recupero dei grandi pensatori d’inizio ‘900 (Bulgakov, Berdjaev, Solov’ev) che il regime aveva ostracizzato e che padre Romano riproponeva nei suoi scritti come guide in grado di offrire un giudizio sulla nostra realtà. E ancora, i testi delle comunità cristiane legate dall’«ecumenismo del sangue»: i cattolici lituani, gli irriducibili battisti e pentecostali, i gruppi ecumenici, un tesoro ancora poco conosciuto da cui «estrarre cose vecchie e cose nuove».

Dopo l’89 – mentre altri centri occidentali che seguivano il dissenso chiudevano perché il loro compito pareva esaurirsi, – padre Scalfi capì che era tempo di lanciare iniziative direttamente in Russia: così a Mosca nacque il Centro culturale «Biblioteca dello spirito», che avrebbe visitato più volte e per cui spese moltissime energie: «Per noi è stato naturale proseguire l’opera nel nuovo contesto in piena sintonia con il samizdat religioso, che in questo ha offerto una lezione indimenticabile: che Cristo viene prima di tutto. (…) Ma la “Biblioteca dello spirito” non è solo una casa editrice: è un luogo di incontri e di scambi culturali, tutti promossi in comunione tra laici cattolici e ortodossi, è un luogo di familiarità e di concordia che crescono continuamente».

E poi la memoria dei martiri. Nel 2000 il padre compone un monumentale martirologio ecumenico, in cui giorno per giorno sono elencati nomi, storie, foto – quel pochissimo che si è conservato di tanti cristiani ortodossi, cattolici e protestanti che hanno dato la vita per Cristo. A quasi ottant’anni gli abbiamo visto scandagliare su internet archivi e database, leggere e tradurre migliaia di pagine per restituire la memoria di quei testimoni sconosciuti ma così preziosi. A volte si appisolava sulla tastiera, e al risveglio trovava pagine e pagine di «oooo…» da cancellare!

La memoria dei martiri è «un dono alla Chiesa odierna – precisa la curatrice Giovanna Parravicini, – perché attraverso la loro testimonianza possa ritrovare la radicalità della sua vocazione e la bellezza della sua missione. Padre Scalfi parlava della croce come di un’inesprimibile beatitudine, di una misteriosa intimità con Cristo offerta a ogni persona: si intuiva che era un’esperienza sua, e negli anni gliel’abbiamo vista vivere e portare con letizia».

«In verità – ha detto in un’intervista in occasione dei suoi 90 anni, – sono assolutamente convinto che la tradizione orientale e l’esperienza del samizdat hanno tuttora molto da dire e da insegnare a chi intenda aiutare l’uomo ad uscire dalle sabbie mobili del relativismo e a ritrovare se stesso. Cioè a ritrovare la pienezza del fatto cristiano».

Romano Scalfi
LA MIA RUSSIA. Samizdat: una risposta al grido dell’uomo di oggi
pp.
176, € 12
“La Casa di Matriona” 2017
Acquistabile online qui

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