Google+

La Bossi-Fini e il “reato di soccorso ai clandestini in difficoltà”. Come nasce una bufala

ottobre 24, 2013 Redazione

Ieri a Strasburgo il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione bipartisan sull’immigrazione che invita gli stati a «modificare o rivedere eventuali normative che infliggono sanzioni a chi presta assistenza in mare».

Ora, come i lettori di Tempi sanno (perché hanno letto questo articolo per esempio), la legge italiana che regolamenta la materia, la famigerata Bossi-Fini, non prevede alcuna sanzione di questo tipo. Al contrario, al comma 2 dell’articolo 12 indica esplicitamente che «non costituiscono reato le attività di soccorso e assistenza umanitaria prestate in Italia nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno comunque presenti nel territorio dello Stato».

Ciononostante, in Italia molti politici e una certa parte della stampa, cavalcando l’emozione per il terribile naufragio dei profughi eritrei avvenuto a Lampedusa a inizio ottobre, hanno iniziato giorni fa a chiedere (con tanto di raccolta firme) l’abolizione della Bossi-Fini additandola come colpevole di tutte le morti in mare, dal momento che – affermano – introduce pene anche per chi soccorre gli immigrati sui barconi in difficoltà.

Perciò questa mattina è stato facile profeta il quotidiano Libero pubblicando in prima pagina una specie di avvertenza rivolta ai suoi lettori: «Oggi leggerete su altri giornali e sentirete dire in tv che il Parlamento europeo ha attaccato la Bossi-Fini».

Al di là del merito della questione (come tutte le leggi umane, anche la Bossi-Fini si può discutere, purché lo si faccia con onestà e senza inventare balle), l’episodio è utile per comprendere come nascono le bufale giornalistiche.

Ecco l’articolo che compare nell’edizione odierna di Repubblica sull’argomento:

Ed ecco quello del Corriere della Sera, lievemente meno strumentale:

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

4 Commenti

  1. beppe scrive:

    è la stampa sinceramente democratica, monnezza!!!!

  2. francesco taddei scrive:

    sta avvenendo un esodo. non ci vuole più europa, ci vuole che gli scafisti vanno arrestati. l’unica soluzione è che si facciano dei centri di accoglienza in tunisia-libia e finisca questo traffico.

  3. Q.B. scrive:

    Ipocrisia sopra ipocrisia: la legge in vigore oggi non può nemmeno essere sostanzialmente cambiata perché come tutte le leggi sull’immigrazione vigenti nei paesi europei oggi è altro che applicazione di regolamenti e direttive EU. La parte su respigimenti ed espulsioni, ad esempio, è riproduzione piu o meno pedissequa della direttiva 115/2008 CE che ne delinea i contenuti. Alla fine la sola cosa che potrebbero cambiare alla bossi-fini è … il nome.

  4. Gmtubini scrive:

    Mi si consenta una digressione.
    Ogni otto marzo, in occasione della festa della donna, ci tocca riascoltare la famosa balla delle operaie morte nell’incendio di una fabbrica a Chicago.
    Da anni il fatto, così come ci viene narrato, è stato smentito e oggettivamente catalogato come balla propagandistica messa su di sana pianta dall’internazionale socialista.
    Orbene, se dopo oltre un secolo dall’inesistente fatto la sinistra continua a strumentalizzare quelle morti finte, figuriamoci a che punto può arrivare quando ci sono delle morti vere.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La seconda generazione della berlina ibrida plug-in nipponica percorre 100 km con un litro di benzina e sino a 50 km in modalità elettrica complice la ricarica solare al tetto. Confermato il powertrain ibrido da 122 cv. La batteria si ricarica in poco più di 3 ore.

Il design richiama elementi cari sia alle sportive BMW sia alle vetture maggiormente votate all’off road. La concept bavarese anticipa una nuova SUV coupé derivata da X1 che entrerà in produzione nel corso del 2017.

Ecco le nostre proposte per un fine settimana a pedali, a motore ma non solo. Se non sapete cosa fare date un'occhiata, se sapete già cosa fare potremmo farvi cambiare idea...

In casa Nissan si volta pagina: la Micra attuale va in pensione e lascia spazio a un nuovo modello molto più filante e sportivo che debutta a Parigi. Tre i motori a catalogo, due a benzina e uno diesel.

La nuova generazione della media sportiva nipponica può contare su di un’estetica estrema, degna di un tuner. Confermata la trazione anteriore, mentre il 2.0 turbo benzina potrebbe passare da 310 a 330 cv. Nelle concessionarie nella seconda metà del 2017.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana