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Il 18 aprile 1948 si svegliò un’Italia che non odiava (un suggerimento per l’oggi)

aprile 18, 2013 Pino Suriano

L’Italia della lunga notte fascista, poi quella del risveglio antifascista, della festa e della sbornia della Liberazione. Sembrava fosse, quell’Italia, proprietà esclusiva delle sue avanguardie, dei coraggiosi che avevano combattuto, dei duri e puri, azionisti, comunisti e socialisti.

Poi, un giorno, sbadigliando, si svegliò l’Italia, quella vera. L’Italia che lavora, che ricostruisce, che non abbatte, che non odia. Quell’Italia c’era già, c’era sempre stata. Ma un giorno, in particolare, diede il suo segnale più sonoro. Usò lo strumento più semplice e potente, a quel tempo non scontato: il voto. Anche le suore di clausura, si racconta, furono mandate  a votare dal Papa.

Quell’Italia, a grande maggioranza, scelse Alcide De Gasperi e la Democrazia Cristiana. Non erano, né l’uno né l’altra, perfetti, infallibili o migliori degli altri, ma rispetto ad altri avevano un pregio: sapevano di non esserlo. L’Italia piano piano si rialzò. Per come sono andate le cose altrove (Albania, ex Jugoslavia, Germania Est, Romania, Polonia, etc.) possiamo dire che fu un bene.

Eroica fu l’Italia di quel giorno, perché la moderazione e il buonsenso, talvolta, sono più eroici di ogni rivoluzione. Era il 18 aprile del 1948, sessantacinque anni fa.

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5 Commenti

  1. valeria46 scrive:

    Bella e significativa questa foto con sullo sfondo lo scudo crociato della democrazia cristiana!
    Ubi fides ibi libertas perche’ e’ a me evidente (senza peccare di fondamentalismo) che solo la fede e’ in grado di garantire spazi di vera liberta’ per tutti. E’ pero’ evidente che anche noi cristiani siamo stati un po’ alienati, contaminati dalla mentalita’ violenta dominante ma possiamo ricuperare, con l’aiuto di Dio quello sguardo positivo, proprio di Gesu’ Cristo, che guarda il mondo e tutte le persone non come nemici da abbattere ma come un bene per noi. Per grazia abbiamo grandi maestri a cui riferirci: i grandi papi passati, Papa Francesco che e’ uno spettacolo nonche’ Don Julian Carron che ci sta facendo fare un cammino notevole. Grazie a tutti!!!!!

  2. lu8051 scrive:

    belle parole, ma forse non vi rendete conto di quanta cattiveria per non dire odio verso chi non è “uno di voi” trapela dagli articoli di questo sito.

    • Debellis scrive:

      Come vede, Cara/o Lu8051, il sito Le dà ospitalità, anche se Lei espone una forte critica al sito stesso.
      Anche io non condivido tutti i contenuti del sito, ma lo consulto ugualmente: non me lo ha prescritto il medico di leggere Tempi, è una mia scelta volontaria e soprattutto libera, perchè nonostante tutto sento ancora di vivere in una democrazia, intesa nel senso più profondo della parola stessa, ovvero il confronto civile (e qui sta la difficoltà: l’avere rispetto) di opinioni diverse.
      Allora Le chiedo: non è forse la pluralità di opinioni a rendere la democrazia la regola sociale più preziosa che abbiamo? Di questi tempi invece prolificano pluralità di critiche, verso le poche idee originali in circolazione.
      A tal proposito, mentre si trova nel sito, La pregherei di approfittare per leggersi il bel manifesto del filofofo francese Fabrice Hadjadj, fulgido esempio di come si possano difendere le proprie idee senza cattiveria e odio.
      Cattiveria e odio sono fuori dai confini della democrazia, anche se attualmente sembrerebbe che le parti si stiano invertendo, e questo non fa bene a nessuno.

  3. Franceschiello scrive:

    Purtroppo, quella grande anima cristiana cattolica che ricostruì pacificamente l’Italia distrutta dal fascismo e dalla guerra, oggi non esiste più…

    Purtroppo, non vedo alcun novello De Gasperi all’orizzonte…

    • Giulio Dante Guerra scrive:

      E, sopra tutto, manca un uomo come Luigi Gedda, il vero artefice del plebiscito del 18 aprile 1948, che, purtroppo, De Gasperi non seppe, o non poté, sfruttare pienamente…

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