Google+

I 13 tifosi dell’Iraq, “martiri” per la bellezza del calcio che i tagliagole dell’Isis non possono capire (ma Dio sì)

gennaio 20, 2015 Pino Suriano

giordania-iraq-2

Cari miliziani dell’Isis, ma almeno l’avete visto il gol di Yaser Kasim? Non potete vederlo su uno schermo? Ok, ve lo racconto io. Minuto 77, difesa schierata. Lui che fa? Triangolo, controllo da manuale, poi uno, due, tre dribbling (l’ultimo da fuoriclasse) e palla in rete, non senza la fortunata deviazione di un avversario (il divino aiuta sempre le grandi cose: è per ricordarci che non le facciamo da soli).

giordania-iraq-1Gruppo D della Coppa d’Asia, l’Iraq passa sul campo della Giordania, si va ai quarti. È il 12 gennaio 2015. Tredici ragazzi in quell’istante sono davanti alla tv, esultano, si abbracciano. Non se la sarebbero persa per tutto l’oro del mondo quella sfida, l’hanno pagata “un tantino” di più.

Si può morire per quella piccola gioia, come è accaduto a loro, uccisi dai miliziani dello Stato islamico perché il dio vero odierebbe il calcio, secondo la sharia. Fucilati per questo.

Si poteva anche vivere senza quella gioia piccola, dirà qualcuno. No. Se c’è un motivo per vivere è godere di ciò che è bello. Tutto il resto (lavoro, doveri, impegni, missioni, e pure le religioni) è un mezzo: il fine è godere. Gaudium, dice la Chiesa.

Non sono morti per una cosa piccola. Sono morti, “martiri” direi, per il motivo più sacro, divino, religioso. Più sacro di tutte le vignette del mondo, più di tutte le grani battaglie civili: un istante di bellezza. È per difendere questo, in fondo, che le battaglie civili si fanno. Non sono morti per un’idea, ma per un gusto.

giordania-iraq-5Bello e triste allo stesso tempo, poi, è pensare che sia stato il calcio quell’istante pagato tanto caro. È “caro” anche a me, quel capolavoro umano di bellezza nato in Inghilterra (non solo umano, dicevo prima) che accende gli animi, li scalda, li fa innamorare e talvolta colpire. Abbiamo visto tante volte la follia “ultrà” di chi colpisce per il calcio e le passioni che suscita, mai avevamo visto colpire contro la passione (chiedo scusa a tutti i familiari delle vittime da stadio, ma mi sembra anche peggio).

Je suis football allora. Come prima, oggi più di prima.

Cari miliziani dell’Isis, sappiatelo: Dio è certamente un grande appassionato di calcio. E non è neppure neutrale. Il 12 gennaio ha tifato per l’Iraq, con loro. Che li abbia in gloria, e che vi perdoni.

“Je suis footbal, je suis l’Iraq”.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

1 Commenti

  1. Matteo Bassi scrive:

    Dio li ha in gloria,di certo

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Arexons lancia un’applicazione per rispondere a dubbi e curiosità sui prodotti più indicati per la cura e la manutenzione dell’auto.

La monovolume coreana, disponibile anche a sette posti, beneficia di un restyling di metà carriera che porta in dote inedite dotazioni multimediali e di sicurezza. Grazie a un nuovo pack tecnico si riducono i consumi del 1.7 td da 115 cv.

Debutta a Parigi l’edizione limitata a 50 esemplari della serie speciale ispirata al marchio nautico italiano. Alla dotazione full optional e alle finiture ricercate si accompagnano motori a benzina 1.2 aspirato da 69 cv o 0.9 TwinAir turbo da 85 o 105 cv.

Grazie alla partnership con l'azienda di Asolo, l'airbag per motociclisti entra nella collezione BMW Motorrad. Ci sono proposte di vari colori, per uomo e donna.

Gli atleti dello scatto fisso saranno a Milano, il 1 ottobre, per giocarsi la vittoria finale del Red Hook, il criterium più ardito del mondo.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana