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«Dio ha un disegno su di te. Per questo ti fa sudare sangue»

aprile 9, 2015 Aldo Trento

padre-aldo-bambini-ospedaleArticolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

Ciao padre Aldo, ti scrivo per chiederti un aiuto a chiarirmi di più cosa il Signore vuole da me. Comincio con il presentarmi: sono Giovanni e ho 25 anni. Ho lavorato 5 anni come grafico, ora sono disoccupato da 6 mesi. Ho una forte passione per il canto e nella musica sacra trovo conforto. I miei fratelli si sono sposati, mentre io vivo con i genitori. A 22 anni ho avuto la prima intuizione di farmi prete. A 24 anni trascorro un periodo molto bello a Milano dove conosco Lorena, una ragazza amabilissima che lascerò per seguire l’intuizione che avevo per la mia vita, confermata nell’incontro con una amica. Comincio la verifica che sospenderò nella stessa estate causa esaurimento nato sul lavoro. Non ho mai smesso di desiderare di dare la mia vita a Cristo. Lavoro un altro periodo a Milano dove ancora una volta devo lasciare l’impiego. Questa volta la diagnosi è depressione grave, causata probabilmente dal sapere che Lorena si è fidanzata e io non so a che punto sono della mia vocazione.

Ora sono in cura e sto molto meglio. Il desiderio di dare la mia vita a Cristo non è passato ma ora purtroppo c’è chi fa delle ipotesi sulla mia vocazione. C’è chi ha già emesso sentenza. Quello che voglio fare nella mia vita è compiere la Sua volontà, solo questo mi ha convinto a sospendere la verifica e andare da psicologi e psichiatri. Ora sono in conflitto tra una realtà che mi chiede se quello che desidero è una malattia o nasce dal cuore. Vedo tutti i miei limiti, le mie ferite, i miei errori e la mia incompatibilità. Ma in fondo desidero essere felice, amando ed essendo amato da Cristo. A volte mi chiedo perché Dio mi ha messo nel cuore un desiderio così, dandomi dei limiti così grandi. Come faccio a non sentirmi fregato? Tutto ciò pulsa come una ferita che non è stata guarita, non mi fa stare tranquillo e cerco risposte. Come posso non perdere tempo per dare gloria a Dio nelle mie giornate?

Giovanni

Cari amici, come entrare nella profondità delle vostre domande se Gesù non fosse il tutto della nostra vita; se quando ci svegliamo al mattino – sempre che abbiamo avuto la grazia divina di dormire – i nostri occhi non brillassero contemplando il Suo volto carico di umana bellezza; se incontrando i miei figli carichi di sofferenza non mi sentissi una sola cosa con loro? Se non siamo coscienti che apparteniamo a Gesù, certe domande non ci possono scalfire, borghesi come siamo. Chi può ascoltare il grido di chi soffre se non ha perlomeno incominciato a camminare con Gesù, condividendo il suo dolore? Quella notte nel Getsemani mendicò inutilmente l’amicizia, la compagnia di chi per tre anni l’aveva seguito: avevano troppo sonno per fare compagnia ad un amico che, come afferma Péguy, era vittima di una nevrastenia, fino a sudare sangue.

Non esiste il caso
Amici, voi avete la dura grazia di condividere con Gesù il Suo dolore morale. Se il Mistero ha permesso anche a voi di passare per le forche caudine, ho la certezza che è per qualcosa di grande che scoprirete nella pazienza del tempo. Il Mistero però vi ha fatto anche un dono ancora più grande: la compagnia di Gesù che in questo momento non avvertite. Anch’io per molti anni ho vissuto e ancora vivo nell’oscurità. Mi permetto di dirlo solo perché non vi sentiate soli nel cammino, ma in compagnia. Non auguro a nessuno di passare per questo atroce dolore che toglie anche la forza di respirare.

Che grazia però non vivere mai tranquilli, come tante persone che conosco e conoscete. Il Papa parla della globalizzazione della indifferenza, del borghesismo che impedisce di incontrare Gesù. Allora ringraziamo il Mistero che ci fa sperimentare in compagnia di Gesù la bellezza dell’umano e che ci dà una sensibilità grande per quanti vivono nella disperazione, ai quali possiamo offrire la nostra amicizia. Che grande è l’avventura che il Mistero vuole condividere con noi facendoci muovere i primi passi in compagnia di Gesù nel Getsemani! Molte volte quando stavo male dicevo ad un mio amico sacerdote: «Guarda quel prete, ha tutto, perché io debbo soffrire così tanto?». E lui: «Dio ha un disegno su di te. Per questo ti fa sudare sangue». Non esiste il caso, esiste solo la Provvidenza che ha un cammino che spesso non coincide con ciò che vorremmo noi.

paldo.trento@gmail.com

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5 Commenti

  1. daisy scrive:

    si va beh, nn è che ora bisogna essere masochisti! Dio nn si incontra solo esclusivamente nella sofferenza…si incontra anche nella gioia,nell’amicizia,nell’amore…. Va bene cercare un senso al dolore x “conviverci meglio”, ma mi sembra una risposta esagerata… e irreale! Tante persone raggiungono i propri obiettivi senza dover x forza sudare sangue…e vivono vite serene e tranquille lo stesso e quindi?? -come quella che vorrei proprio avere! Tranquilla, non monotona o piatta…- Quindi nulla: c’è chi è più fortunato e chi no…

    • sindar scrive:

      Tante persone raggiungono i propri obiettivi senza dover x forza sudare sangue…e vivono vite serene e tranquille lo stesso

      Mai conosciuto uno così…presentamelo poi ne riparliamo

      • dario scrive:

        Cari amici, qui si tratta dell’esperienza della “notte oscura” di S. giovanni della Croce, più comunemente depressione psicologica-spirituale. Ci entri non sai bene come….. Forse perché ti fai troppe domande, non te ne stai tranquillo a fare la tua vita, ti preoccupi troppo degli altri….ma ognuno ha la sua strada. Se la provi forse non ne esci mai del tutto e hai come visitato l’inferno, proprio come Gesù. A volte, però, arrivi al punto di capire che o ascolti la voce che dice di alzarti, o non ti alzi più.

  2. maurizio scrive:

    Io l’ho conosciuto e ti assicuro Sindar(ed anche Daisy)che é qualcosa di travolgente sentirlo parlare,perché non fa discorsi teologici o fumosi ma parla di sé,uomo estremamente fragile ma anche profondamente innamorato di Gesù,per il quale spende la sua vita accanto ai più diseredati.Un uomo vero!! Non si tratta di essere masochisti,non lo é certamente P.Aldo,..lui parla così perché realmente ha vissuto una sofferenza grande che lo ha segnato per anni(e tuttora lo segna)come vivere sulla propria persona la Passione di Cristo..perciò parla in questi termini,come a dire che tante sono le strade per andare a Cristo.Questa che lui testimonia é una di quelle ma,soprattutto,vuol dire una cosa fondamentale che vale per tutti,qualunque sia la situazione in cui ci troviamo,ossia che i disegni di Dio nom sempre-anzi spesso-non coincidono con i nostri e dunque,se vogliamo seguirlo perché lo amiamo,dobbiamo sudare sangue come lui nell’orto dei ulivi:”Padre,allontsna da me questo calice,ma non la mia bensì la tua volontà sia fatta” Niente masochismo,dunque,ma il sincero desiderio di seguire Lui,non il mio progetto sulla mia vita,certo che Lui opera SEMPRE per il mio bene.

  3. Marco scrive:

    Questo paese somiglia sempre più all’inferno.
    Uomini degni di questo nome non se ne trovano più e gli italioti
    si confermano sempre di più per quello che sono sempre stati: una accozzaglia
    di omuncoli che stanno assieme solo perché circondati dal mare.
    Chi può fugga da qui prima che i nostri beneamati reggitori, veri seguaci del buio
    chiudano i cancelli della gabbia.
    Quanto alla chiesa cattolica essa ha tradito e venduto il suo popolo e si è screditata
    forse per sempre.
    Buone feste, buono shopping!

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