Google+

A Bologna hanno inventato il diritto alla pedarella

novembre 27, 2012

Siamo proprio una società moderna. A Bologna stanno per istituire (manca soltanto l’approvazione definitiva in Consiglio, ma ha già avuto l’ok in Commissione) la Consulta comunale per la bicicletta.

E voi vi chiederete: di che se tratta? Ai primi può sembrare un’organizzazione consociativa di meccanici della pedarella, oppure un consesso locale di costruttori delle famose due ruote, o meglio ancora un reunion un po’ datata di vecchi campioni del Giro d’Italia o della Milano-Sanremo. Niente di tutto questo. Sarebbe stato troppo semplice. E magari bello. La consulta comunale della biciletta si occuperà (si suppone) di piste ciclabili, di diritti del ciclista e di salvaguardia dell’ambiente. Insomma una sorte di vangelo non aprocrifo ma pedalato. E fin qui ci sarebbe soltanto da applaudire se ci trovassimo in una delle famose sceneggiate napoletane, in cui per un nonnulla si mette in piedi un casino bestiale. Invece questo marchingegno ben intelaiato è roba seria. La consulta ha lo status di commissione comunale. Come quelle che riguardano la Famiglia e il Volontariato. E appena scoperto questo, capisci che siamo in un film un po’ strano. Un mix tra il comico e l’horror.

Si potrebbe pensar male. Che la consulta è fatta per assicurare all’inventore un bel pacchetto di voti a due ruote alle prossime elezioni. Invece no. Non è così. Questi fan sul serio. Ed è peggio. Non voglio perdermi nella solita frase politichese “con tutti i problemi che ci sono forse era opportuno fare altro”. Voglio proprio allargarmi: scusate, ma quando due persone si ritrovano per parlare dei problemi della bicicletta di cosa parlano? Di traffico. E allora non si poteva fare una  commissione sul traffico e scoprire che gli autobus in questa città sono lenti e poco sicuri? Invece no. Finirà che per qualche pedalata chiuderanno i negozi, altrimenti qualche ciclista si distrae a guardar le donzelle che vi fanno shopping. Consiglio: una commissione sulle camminate con i tacchi la vogliamo fare? Sapete quante si sono slogate le caviglie per non sembrare basse come Paris Hilton?

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

1 Commenti

  1. Marco scrive:

    Consulta in Gangnam Style!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La nuova ammiraglia della Stella è lunga 6,5 metri, pesa oltre 5 tonnellate ed è caratterizzata da una blindatura in grado di resistere sia alle armi d’assalto sia agli esplosivi. Adotta da un V12 6.0 biturbo da 530 cv. Il prezzo? 1,4 milioni di euro.

Una sella road da 63 grammi per dimostrare dove la tecnologia può portare ma anche un modello specifico da endurance, che offre comfort e supporto extra, e uno dedicato ai biker più esigenti.

La concept giapponese anticipa il design dei futuri modelli Mitsubishi. È dotata di un powertrain ibrido plug-in con tre motori elettrici. Una soluzione che porta in dote la trazione integrale a gestione elettronica e un’autonomia di 120 km a zero emissioni.

La Casa tedesca dedica un inedito pacchetto high performance alla SUV Q3. A un aspetto decisamente aggressivo si accompagnano cerchi in lega da 19 pollici e sospensioni sportive S Line. Aggiornamenti per le versioni Sport, Design ed S Line Exterior.

La seconda generazione della crossover coreana beneficia di lievi ritocchi estetici e di un moderno sistema d’infotainment. Debutta il 1.6 turbo benzina da 204 cv di derivazione Pro_cee’d 1.6 T-GDi GT.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana