Google+

Arabia Saudita svelata. Un documentario

marzo 30, 2016 Leone Grotti

Per sei mesi i giornalisti di Itv e Pbs hanno filmato con telecamere nascoste la vita del Regno, tra decapitazioni e repressione. E dove si insegna ai bambini: «I cristiani dovrebbero essere decapitati»

arabia-saudita-esecuzioni1

I bracci alzati di due gru tengono sospesa in aria a una decina di metri di altezza una barra alla quale sono appesi cinque corpi senza testa. Appartenevano a cinque ladri, decapitati e poi appesi per giorni, come monito per tutti i cittadini. Questa scena non è stata filmata nei territori controllati dallo Stato islamico, ma in Arabia Saudita, governato da un regime islamico tra i più repressivi al mondo.

ARABIA SAUDITA SVELATA. Per sei mesi i giornalisti dell’emittente britannica Itv e di quella americana Pbs hanno filmato con telecamere nascoste la vita del Regno, azione illegale e passibile di essere giudicata come atto di terrorismo. Così hanno dato vita al documentario Saudi Arabia Uncovered (Arabia Saudita svelata), che viene trasmesso in queste settimane in tre parti da 20 minuti e che mostra le diverse sfaccettature del regime saudita.

DECAPITAZIONI. Oltre alle immagini dei corpi appesi, le telecamere riprendono scene orribili di decapitazioni e crocifissioni, pene previste dalla sharia, la legge islamica che vige nel paese, e sempre più spesso comminate dalle autorità. Nel 2015 sono state decapitate più di 150 persone ma quest’anno 70 sono state giustiziate in meno di tre mesi. Nel braccio della morte c’è anche un ragazzo di nome Ali Mohammed al-Nimr, arrestato nel 2012 all’età di 17 anni per aver partecipato a una protesta illegale e condannato in via definitiva alla decapitazione e alla crocifissione.

«È SOLO UN RAGAZZO». Nel documentario compare la madre del ragazzo, che parla di come il figlio sognasse «dignità e libertà». Parla anche il padre, che spiega: «Quando ho visto mio figlio dopo l’arresto mi ha detto: “Papà che cos’è significano “eversione e tradimento”? Erano le sue accuse. Ali è solo un ragazzo». Secondo la famiglia, Ali è stato arrestato per via di suo zio, importante imam sciita che da anni denuncia la repressione e la persecuzione subita dalla minoranza sciita in Arabia Saudita, paese a maggioranza sunnita. Al-Nimr è stato decapitato a gennaio, suo nipote potrebbe fare molto presto la stessa fine.

DONNE OPPRESSE. Nel filmato viene denunciata anche l’oppressione delle donne, trattate come cittadini di serie B, impossibilitate a scoprirsi il capo, ad uscire senza un accompagnatore maschile, a guidare. Alcune delle immagini più forti riguardano proprio il trattamento delle donne, insultate per strada dalla polizia religiosa, che deve promuovere la virtù e prevenire il vizio, picchiate e anche frustate da comuni cittadini.

arabia-saudita-decapitazione

IL CASO BADAWI. La libertà di espressione non esiste. Per una critica al governo o a una sua opera si può essere condannati per terrorismo ed è vietato anche dissentire sui precetti dell’islam. In questo senso è emblematica la storia del blogger Raif al-Badawi, che viene raccontata attraverso le interviste alla moglie e ai tre figli, condannato a 10 di carcere e 1.000 frustate per aver scritto questa frase su internet: «L’unico modo di vivere in un mondo non libero è diventare così assolutamente libero che la tua stessa vita rappresenti un atto di ribellione». Dopo una fortissima protesta internazionale la pena delle frustate è stata sospesa, ma Al-Badawi resta in carcere.

FONDAMENTALISMO ESPORTATO. L’Arabia Saudita svelata è anche quella del fondamentalismo islamico esportato in tutto il mondo, attraverso le moschee e i centri culturali sparsi per il globo dove viene insegnato il wahabismo, una versione ultraconservatrice dell’islam sunnita molto simile all’ideologia dello Stato islamico. Il regime, che gode di proventi immensi dalla vendita del petrolio, ha speso circa 70 miliardi di dollari nella promozione. Non è un caso se 15 delle 19 persone coinvolte nell’attentato dell’11/9 erano saudite.

«DECAPITARE TUTTI I CRISTIANI». L’indottrinamento dei giovani in Arabia Saudita e di quelli in tutto il mondo avviene anche attraverso i sermoni in moschea e i libri scolastici. Durante un discorso ripreso nel Regno, l’imam arringa i fedeli: «Gli ebrei hanno abusato, spadroneggiato e corrotto questa terra. Allora, oh Allah, fermali e fai schioccare su di loro la frusta della tortura, non lasciare che la loro bandiera sventoli in alto e fai di loro un esempio». Un bambino interrogato su che cosa dica il suo testo scolastico sulle religioni, ripete a memoria: «Cosa dice degli sciiti e degli infedeli? Tutti i cristiani dovrebbero essere puniti e decapitati fino a quando non ne sarà rimasto neanche uno. Gli sciiti sono blasfemi e dovrebbero essere puniti con la morte. Dovremmo combatterli nel nome dell’islam». Davanti a queste riprese, non ci si può stupire se uno scrittore algerino come Kamel Daoud abbia inventato questa perifrasi per descrivere il regime: «L’Arabia Saudita è un Isis che ce l’ha fatta».


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

20 Commenti

  1. Rolli Susanna scrive:

    E te lo dico che cercan di scappare tutti qua!!

  2. underwater scrive:

    Per capire che i sauditi erano così bastava non ragionare più con il portafoglio.

  3. soldo scrive:

    sanzioni, embargo, divieto di usufruire del SWIFT, non c’è in programma proprio niente per questi quì?

  4. France scrive:

    L’Arabia Saudita, sede della Mecca, è il cuore pulsante dell’islam mondiale. Rappresenta per i musulmani più o meno quello che il Vaticano rappresenta per i cattolici.
    Questo è il vero islam, quello che le nostre sinistre stanno accogliendo a braccia aperte nel nome della libertà religiosa.
    Non sono un grande sostenitore di Salvini, ma devo riconoscere che è tra i pochi che sta dimostrando di aver capito fino in fondo il pericolo mortale che l’occidente sta correndo.

    • Cisco scrive:

      @France

      Per fortuna non è vero, France, la maggioranza dei musulmani e dei paesi islamici non ama affatto l’Arabia Saudita: solo i paesi del Golfo ne seguono l’ideologia wahabita, mentre l’Occidente nichilista si limita a finanziarla comprando petrolio e a garantirne la propaganda nelle periferie parigine e belghe attraverso la concessione del diritto a costruire moschee senza alcun controllo.

  5. Sebastiano scrive:

    Aggiungiamoci pure che l’A.S. si rifiuta di accogliere i profughi (musulmani) delle zone di guerra, ma in compenso è disponibile a finanziare la costruzione di 40 moschee. In Europa, ovviamente. Dove i soliti babbei del mantra del multiculturalismo vedranno “un ‘occasione di crescita”, “un progresso nella strada dei diritti” e via fandoniando.
    Da dove arrivino i soldi e quanto siano sporchi di sangue, silenzio assoluto.
    Del resto i soldi (e il petrolio), come è noto, non puzzano.

    • Aragorn scrive:

      Sebastiano,non solo ciò che dici; và ricordato come Tempi ha dato la notizia che Illary Clinton-che corre come si sà per la Casa Bianca(?) ha avuto dall’A.S. ben 10 MILIONI di dollari per la sua campagna elettorale; e si è pronunciata favorevole-sè ben ricordo- al ricorso della pena di morte. Quindi; non solo
      filo-whaabita, ma anche sostenitrice LGBT. Popolo degli U.S.:mandatela a consolare Bill; il quale sà come si suona….. il sax.

  6. Fabrizio scrive:

    i filmati li hanno rimossi. dove li posso trovare?

  7. gianluca s. scrive:

    Qualcuno ricorda? Renzi in Arabia Saudita, a inizio anno: con il codazzo sottogovernativo che pare
    litigasse per i Rolex in omaggio.. Una parola su qualche diritto umano? Ma no, affari, strette di mano e sorrisi.
    Ecco, con Renzi – cuor di leone e con gli scodinzolanti al seguito, ci sentiamo più sicuri nella lotta all’Isis e al terrorismo islamico.

  8. Mapia scrive:

    Religione non c’entra sono persone sono cattivi senza rispettare causa fin da piccoli insegnare errore dopo diventare abitudine c’è Corano ma bisogna rispettare tutti altrimenti dio si giustizia non persone dopo la morte pentira

    • underwater scrive:

      La religione islamica ed il Corano purtroppo in questo caso centrano eccome. Dal Islam discende una precisa antropologia, così come quella cristiana è inconfondibile.

    • Sebastiano scrive:

      Ne prendo una a caso (ne ho anche un altro paio di decine, se vuoi):

      [Corano 4:89] “Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate. Non sceglietevi tra loro né amici, né alleati.”

      Ora mi devi dire se queste frasi sono una minchiata solenne oppure se sono vere.
      Ma attento a quello che rispondi: ti ricordo che il TUO libro, al contrario del mio, non lo puoi interpretare storicamente.

  9. Stefania scrive:

    Bisogna iniziare a pregare seriamente che Dio intervenga, illumini la politica mpndiale per costruire pace. Solo questo ci potrà salvare, inaspettatamente con i Suoi escamotage come nelle guerre passate in silenzio ma con contrattempi meravigliosi ha sconfitto gli orgogliosi di allora. Vedi nazismo etc., lo farà anche questa volta ma glielo dobbiamo chiedere.

    • roberto scrive:

      brava Stefania! purtroppo è vero… non possiamo fare affidamento solo su noi stessi e sui nostri politici (tanto meno!) ma dobbiamo chiedere l’aiuto e il sostegno del nostro Dio! se tutti noi pregassimo ogni giorno per la pace ed il dialogo, invece di criticare e condannare soltanto o di difendere “per principio” la nostra cultura e religione, allora sì cambierebbe qualcosa! Iniziamo fin da subito ed educhiamo i nostri figli a farlo

  10. stefano zanoli scrive:

    naturalmente è sempre scoraggiante leggere i commenti che rivelano il solito nazionalismo xenofobo che continuiamo a portarci appresso. La prima guerra mondiale non è mai finita evidentemente. Quello che non vogliamo proprio capire è che paesi come l’arabia saudita, la turchia di erdogan e altri poteri non meglio identificati ci stanno trascinando in quella che è una autentica strategia della tensione amplificata a livello mondiale. In questo l’italia ha fatto scuola.
    E di ciò che è successo veramente a Bruxelles noi cittadini non sappiamo assolutamente nulla. tutte le immagini che sono state trasmesse sono false, rubacchiate qua e la da altri attentati come quello in russia della metropolitana o da evidenti esercitazioni visto che si vedono coppie che scappano con bambini in braccio che sono con tutta evidenza dei bambolotti.
    Erdogan si è permesso addirittura di annunciare sfacciatamente in anticipo gli attentati in turchia e a bruxelles !!!

    • Sebastiano scrive:

      “…noi cittadini non sappiamo assolutamente nulla…”
      “…evidenti esercitazioni…”
      “…coppie che scappano con bambini in braccio che sono con tutta evidenza dei bambolotti…”

      Cos’è, l’effetto della pasticca di mezzogiorno o del fiasco di ieri sera?

      P.S.: ho cercato di risponderti al più presto prima che la Redazione, con randello sacrosanto, ti faccia sparire.

  11. Giovanni scrive:

    L’Arabia saudita è’ il vero nemico dell’occidente! Peggio dei talebani e dell’Isis stessa.Sono i finanziatori della costruzione delle moschee in Italia, dove chiaramente ci sono persone favorevoli a quel regime.La Fallaci aveva ragione e adesso ancora di più.Non abbiamo ancora dimenticato come certa sinistra l’ha criticata a morte e ancora non fa ammenda.Sapevate che certi ricconi e potenti sauditi vanno in un certo paese arabo per stuprare bambine vergini pagando fior di quattrini?E il bello è che diversi paesi occidentali
    leccano il deretano a questo paese concedendo delle onorificenze.

  12. Karmen scrive:

    Alcuni commenti mi intristiscono per la superficialità e il razzismo. …non è chiudendoci alle culture e religioni diverse che si risolve il problema.
    La verità è che i nostri governi occidentali fanno affari con l’Arabia Saudita. .molto di più di molti governi musulmani (loro sono davvero in conflitto con lArabia non noi)….si pensi solo ai biliardi di dollari di armi che abbiamo venduto all’Arabia negli ultimi pochissimi anni….quindi prima gli vendiamo le armi, poi creiamo organizzazioni umanitarie a protezione dei bambini uccisi dalle armi usate dall’Arabia Saudita.. siamo ipocriti! Se volessimo, potremmo inserire dei controlli o limiti sulla vendita delle armi ma nessun politico lo propone. .gli interessi delle società produttrici di armi sarebbero danneggiati..

    e non dimentichiamo… di dove è il capo del dipartimento per i Diritti Umani dell’Onu ? Arabia Saudita!!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

A Milano settembre è il mese più bello. Anche per pedalare. Il 17 mattina l’hanno pensato in tanti, circa 1.800, schierati alla partenza della prima edizione della GF Milano. Dopo una notte di pioggia, infatti, lo sguardo poteva abbracciare verso nord il profilo innevato delle montagne, nella direzione che avrebbe preso la corsa. Due le […]

L'articolo GF Milano, in gara dalla città al cuore della Brianza proviene da RED Live.

Le righe, si sa, rubano la scena a qualsiasi altro indumento del guardaroba e non tutti se le possono permettere. Ciò che ha fatto Rapha con questa fantasia, protagonista della nuova collezione Cross, è stato scegliere un accostamento di tonalità elegante e, soprattutto, ispirato all’abbigliamento indossato da Jeremy Powers (Rapha-Focus Team) alla conquista del titolo di campione nazionale […]

L'articolo Rapha presenta la nuova collezione Cross proviene da RED Live.

F1 2017 è un generatore virtuale di adrenalina. Un racing game emozionante e coinvolgente, completamente personalizzabile in base alle proprie esigenze. Il nuovo gioco di Codemasters affina la buona ricetta del 2016 e (ri)propone un solidissimo “simcade”, ovvero un efficace ibrido tra simulazione impietosa e arcade permissivo, immediato e profondo. Il risultato? Senza controllo di trazione […]

L'articolo F1 2017 è pura adrenalina virtuale proviene da RED Live.

Con il nuovo Peugeot Belville, la Casa del Leone s’inserisce in uno dei mercati più floridi in assoluto: quello degli scooter piccoli a ruota alta. È disponibile in due cilindrate (125 e 200) con prezzi a partire da 2.950 euro

L'articolo Prova Peugeot Belville proviene da RED Live.

Che Kia sia un’azienda coreana Doc è assodato ma è altresì vero che il suo quartier generale europeo si trova ad appena 500 metri dall’entrata del Salone di Francoforte. E’ quindi normale che Kia viva la kermesse tedesca in modo speciale, come la fiera di casa, quella in cui sfruttare il fattore campo favorevole per […]

L'articolo Kia Proceed Concept: il futuro passa da qui proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana