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Appello: vogliono eliminare Formigoni per quattro motivi. Non permettiamolo

luglio 31, 2012 Gianfranco Amato

Roberto Formigoni è stato eletto dal popolo per quattro volte, guida una Regione virtuosa, può ricoprire un ruolo importante a livello nazionale ed è un cattolico di ferro. L’appello di Culturacattolica.it a sostegno di Formigoni.

(tratto da Culturacattolica.it) – Eliminate Formigoni! L’ordine è partito da tempo. Micidiale. Come quelli lanciati da Lavrentij Pavlovič Berija, il potentissimo capo della polizia segreta stalinista, un cinico e crudele confezionatore di falsi dossier, esperto nell’arte raffinatissima di rimestare nel fango, utilizzare il braccio armato dei pubblici ministeri e dirigere sapientemente l’informazione giornalistica. Nonostante siano trascorsi più di settant’anni, i metodi, mutatis mutandis, non sembrano essere passati di moda. I mandanti, invece, non appaiono sempre facilmente identificabili, e amano agire nella penombra. Scherani e sicari, al contrario, non hanno paura di mostrarsi pubblicamente e di porre la propria firma sotto il corsivo di un quotidiano che conta.

Quattro sono i buoni motivi per eliminare il Presidente della Regione Lombardia.
1) Formigoni per ben quattro volte si è sottoposto al giudizio elettorale del popolo, e per tutte le quattro volte è stato acclamato vincitore con percentuali di consenso inossidabili. Tutto ciò appare inaudito e inconcepibile per chi, come ai tempi di Berija, nutre un profondo disprezzo per il popolo, salvo poi ergersi a suo paladino e tutore. Del resto, lo stesso Berija presiedeva il Commissariato del Popolo per gli Affari Interni (NKVD), l’organismo che vigilava, sorvegliava e difendeva la sicurezza del popolo. Con i metodi ben noti.
2) Formigoni guida una Regione che è considerata, anche dai nemici, seppur obtorto collo, un modello d’eccellenza. E’ bravo, forse il migliore, e inattaccabile dal punto di vista della gestione amministrativa, brillando, tra l’altro, in uno dei settori più delicati e più importanti per il bene comune, qual è quello della sanità. Per questo è odiato. Evidenzia disfunzioni altrui, costituisce un parametro di valutazione, introduce criteri meritocratici nella pubblica amministrazione, in un ambito, cioè, in cui essi sono stati da sempre banditi per colpa di una cultura di sinistra egualitaria e stracciona. Anche in questo odio i nemici di Formigoni scimmiottano i metodi del loro antico maestro Berija, noto per il disprezzo nei confronti di tutti coloro che riuscivano ad emergere per intelligenza, carattere, cultura.
Al momento giusto arrivava sempre un dossier, un pubblico ministero, la Pravda, un processo farsa e, olé, il gioco era fatto. Una vittima illustre fu Grigory Ordzhonikidze, dirigente che si distinse dagli altri leader del Cremlino, ridotti a grigi burocrati e meri esecutori degli ordini di Stalin, perché intelligente, sincero, con tendenze democratiche, leale verso i compagni e avversario feroce di ogni forma di menzogna l’ipocrisia. E’ finito stritolato dagli intrighi e le macchinazioni del NKVD.
3) Formigoni ha tutti i numeri per assumere un ruolo politico preminente a livello nazionale. E ciò è ritenuto pericolosissimo dai suoi nemici, perché il Presidente della Lombardia sarebbe perfettamente in grado di interpretare e rappresentare quel Volksgeist cattolico, mortalmente inviso alle potentissime lobby del politically correct. Per questo deve fare la fine che Lavrentij Pavlovič Berija destinava a tutti coloro che minacciavano di fare ombra al Capo.
4) Formigoni è un cattolico in fasce, anzi un embrione di cattolico, se il parametro dell’essere “adulti” è costituito dal soi-disant cattolicesimo democratico in salsa prodiana dell’onorevole Rosy Bindi. Formigoni è un papista, uno che crede davvero nei ratzingeriani valori non negoziabili, uno che prende sul serio il Magistero della Chiesa Cattolica, uno capace di difendere la vita, la famiglia e la libertà d’educazione, uno che ha ripescato il concetto di sussidiarietà dal vocabolario ottocentesco di Leone XIII, uno che ha attaccato le unioni gay invitando i cattolici del PD ad uscire dal partito, uno che ha pensato di vivere la propria fede in modo integrale e totalizzante al punto di far parte dei memores Domini. Insomma, una bestemmia per quel groviglio di interessi e poteri che va dal mondialismo economico all’europeismo massonico, dal radicalismo chic all’anticlericalismo politicamente corretto, dallo statalismo accentratore all’assistenzialismo paternalista, dalle lobby eugenetiche agli interessati imprenditori della dolce morte, dai potentissimi gruppi omosessuali alle consorterie libertarie anticristiane. Tutti uniti da un unico comune denominatore: l’odio viscerale verso tutto ciò ha il vago sentore di cattolico. Del resto, per tornare al passato, nella sistematica persecuzione della religione come “oppio dei popoli”, il nostro Berija si distinse per il particolare accanimento contro «il cattolicesimo romano papista». La lotta contro la Santa Sede divenne oggetto di un vero e proprio piano strategico del NKVD, in cui si evidenziava il «carattere reazionario, antipopolare dei Vescovi romani», bollati come «anticristiani, antidemocratici e antinazionali». Stalin in persona, nel dicembre 1943, chiese a Berija un rapporto dettagliato sulla «situazione delle Chiese cattolico-romane» nel territorio sovietico, stabilendo che di esse avrebbero dovuto occuparsi gli Agenti dei Servizi di sicurezza e il Soviet per gli Affari dei culti religiosi, appositamente costituito nella successiva estate del 1944.

Quello che sta accadendo oggi a Roberto Formigoni non può non interrogare la coscienza di tutti i cattolici italiani.
Sta a loro scegliere. Possono decidere di difendere l’unica esperienza politico-istituzionale del nostro Paese in cui si opera con successo per il bene comune, e si consente uno spazio culturale a quei principi e a quei valori in cui gli stessi cattolici si riconoscono. Oppure, possono decidere di capitolare, consegnando quell’esperienza a chi fino ad oggi ha dimostrato una disastrosa capacità di gestione, ma soprattutto a chi oggi sta attuando a tappe forzate una vera e propria kulturkampf contro quei principi e quei valori in cui gli stessi cattolici si riconoscono. Non c’è molto tempo per reagire, e questo è uno di quei momenti storici in cui tutti sono chiamati a fare una chiara e netta scelta di campo. Ciò che è in gioco è infinitamente più grande del destino personale e politico di Roberto Formigoni.
Chiudo con un’esperienza personale. Nel 2007 mi trovavo a Londra invitato ad un convegno pro-life in cui vi erano persone provenienti da varie parti d’Europa. Con mia somma sorpresa, molti dei presenti cominciarono a chiedermi di Mister Formigoni. Lì per lì non riuscivo a comprendere il motivo della notorietà internazionale del Presidente della Lombardia in quel contesto, fino a quando qualcuno cominciò ad esternarmi la sua piena ammirazione nei confronti di un governatore che era riuscito a far approvare un regolamento per dare sepoltura e funerale ai corpi straziati dei bimbi abortiti. Per loro una tale idea era fantapolitica. Continuavano a ripetermi: «How lucky you are to have such nice politicians», come siete fortunati ad avere simili politici in Italia. Simon Calvert del Christian Institute mi confessò che da loro, in Gran Bretagna, uno come Formigoni non avrebbe potuto sopravvivere politicamente più di un quarto d’ora. Da noi ha resistito per quasi vent’anni, e ora vorrebbero farlo uscire di scena, senza la fisiologia del voto democratico, ma semplicemente con un golpe mediatico-giudiziario a suon di dossier appositamente confezionati, nel miglior stile di Lavrentij Pavlovič Berija. Non consentiamoglielo. Anche perché i cristiani d’Europa ci guardano, e non meritano di essere delusi.

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14 Commenti

  1. viccrep scrive:

    certo che di fronte al contenuto dell’articolo, agli accertamenti svolti dai giudici amministrativi sull’efficienza della lombardia, non avete alcuna obiezione ma solo fango come suggerisce Berija siete dei buoni adepti

  2. Luigi Lupo scrive:

    La Lombardia, ancora da prima che il celeste imperatore arrivasse, ha il reddito pro capite più alto e quindi vengono pagate le tasse più alte e ci mancava pure che ci fossero cose che non funzionano se così fosse stato colui che regna dall’ufficio più alto del celeste impero, era, metaforicamente, da mettere al muro.
    Invece, nonostante lui, le cose funzionano e funzionano pure gli scandali miliardari della Maugeri del San Raffaele per non parlare degli espianti criminali della Santa Rita. Mentre tutto questo avveniva, consigliato da compagni di cordata del calibro di Renzo Bossi e Nicole Minetti, Lui se andava fare vacanze di gruppo e ha cercato di spiegarci, in modo patetico, come erano pagate.
    E la spiegazione dei sei milioni di euro che si risparmiano con il Pirellone due? un’altra perla del celeste pensiero evidenziata ieri dal blocco dell’eliporto. E si perchè a Milano si sentiva proprio la mancanza di un eliporto. Ma lo vedete il celeste che, dal rientro da una vacanza ai Caraibi, prende l’elicottero a Malpensa e subito in ufficio per dimostrare tutta la sua efficienza.

  3. e.giufa scrive:

    Quanto tempo perso! Quante energie sprecate! Quanti talenti mal trafficati!

    Per eliminare politicamente Formigoni non serve alcun ordine “Micidiale. Come quelli lanciati da Lavrentij Pavlovič Berija, il potentissimo capo della polizia segreta stalinista”.

    Formigoni è politicamente morto.
    Si è suicidato da tempo.

    E. giufa

  4. pikassopablo scrive:

    maddaiii notizia di oggi: ma è proprio vero che anche l’avvocato di Firmigoni se ne è andato e l’ha lasciato in braghe di tela??? ;-)

  5. gabriele scrive:

    ha un pò stufato questa mania del complotto … stiamo ai fatti. c’è un indagine in corso per i presunti favori fatti a un politico di primo piano. è stato commesso un reato? lo deciderà la magistratura. il politico in questione merita ancora e comunque la fiducia degli elettori? questo lo si vedrà alle prossime elezioni. Il fatto che formigoni abbia amministrato bene la regione non lo pone al di sopra o al di fuori della legge.

    • Charlie scrive:

      Giusto, ma se stiamo ai fatti – in particolare all’accanimento mediatico forcaiolo solo su Formigoni, con un sacco di altri imputati della sinistra con ipotesi di reato ben più precise senza che i massmedia abbian minimamente frantumato loro gli zebedei, e con un avviso di garanzia al governatore lombardo molto vago, e con il dottor Simone in custodia cautelare abusiva, senza cioè pericolo reale di fuga e di ripetizione dei presunti reati, e con un un magistrato come Francesco Greco, con trascorsi giovanili a sinistra e di Magistratura Democratica, che ha deciso per l’imputazione, favorendo chi sbava per la fine della carriera politica di Formigoni e della sua Giunta Lombarda, io la puzza del complotto la sento.
      Eccome se la sento !
      La Legge viene applicata dagli uomini, non è un totem assoluto.

      • gabriele scrive:

        sì, d’accordo, ma d’altra parte, se ci concentriamo solo sul fatto che gli altri sono cattivi e ce l’hanno su con noi, rischiamo di perdere di vista i fatti.
        la famosa lettera di carron a repubblica mi sembrava molto chiara in questo senso. ci sono comportamenti giusti e comportamenti sbagliati e noi non dobbiamo accettare quelli sbagliati, anche se vengono da persone che stimiamo e che magari continueremo a stimare.
        poi certo, ci sono dei media molto faziosi ma non credo che sia quello il problema. la partigianeria è presente da sempre …

        • Chalie scrive:

          Scusi, se lei è d’accordo che ci sono dei motivi validi per sospettare che qualcuno stia per farle un ” servizietto sgradevole ” che fa ?

          Si concentra su che ?

          Sulle farfalle leggiadre o sull’acquisto di un paio di mutande di ghisa ?

          E se ci concentra sul secondo elemento del binomio, si fa una colpa grave l’aver perso di vista il fatto che le farfalle sono belle e multicolori ?

          L’esimio don Carron ha scritto una lettera a ” la Repubblica “, forse anche stimolato da un’aperta denuncia della moglie del dottor Simone, in cui pubblicamente riconosceva un offuscamento di CL nella sua testimonianza cristiana.

          Non facciamo confusioni: Carron ha non ha assolutamente fatto alcun riferimento al Presidente Formigoni e alle accuse carogna contro di lui.

          Certo che dei ” media molto faziosi ” ( che ” stellina ” che è lei, caro Gabriele ) ne hanno approfittato. Non credevano ai loro occhi: sfruttare l’occasione d’oro offerta su un piatto d’argento, per ” sputtanare ” ulteriormente il Governatore, affermando che Carron e CL l’avevano scaricato.

          Purtroppo spesso i cattolici, credendo di fare azioni sante e pure, si distinguono per ” coglionate ” plateali.

          Se donna Vites – la moglie del dottor Simone, imprigionato perché ” canti ” – si è spinta a denunciare l’appassimento della purezza originaria dell’associazione ecclesiale, guarda caso in concomitanza all’arresto del marito, la faccenda mi sconcerta.

          Gli occhi non ce li aveva prima ?

          Perché mettere in piazza i ” panni sporchi ” e non riflettere invece che così non solo esponeva CL a critiche ingenerose – che ” fan di tutte l’erbe un fascio ” – ma che metteva ancor più in difficoltà il marito, dando maggior spazio ai nemici di CL e di Formigoni come esponente politico del PDL, stimolandone maggiormente la voglia e la fantasia per umiliarli con accuse pretestuose di corruttela e malaffare ?

          Ma si sa, le donne agiscono molto d’impulso, specialmente se punte sul vivo.

          E veniamo al buon Carron.
          Che bisogno aveva di inviare al giornale più nemico della Chiesa e del bene dell’Italia una lettera in cui l’onesta affermazione di qualche errore viene sempre sistematicamente strumentalizzata per attaccare e demolire ?

          Un bell’ESAME DI COSCIENZA INTERNO no ?

          Questa insulsa fregola del dialogo a tutti i costi, fobia del Vaticano II, veramente mi fa ridere.
          Mi sembra un voluttuoso desiderio di martirio.

          Eppure sta scritto di non dare le perle ai porci, perché le calpestano e ti si rivoltano contro.

          Insomma, le rogne non bisogna andare a cercarsele.
          Arrivano da sole, perché ” i cattivi ” ci sono e ce l’hanno su con i buoni e questi sono i fatti da non perdere di vista.

          E’ il mistero del male, bellezza !

  6. Gibbì scrive:

    Non si tratta di teoria del complotto ma di cultura del sospetto.
    E’ troppo facile dire che il procedimento deve fare il suo corso.
    La verità è che lo stigma ha già oscurato l’immagine e rischia di compromettere la carriera politica di Formigoni.
    Se tra dieci anni si dirà che non c’era nulla di penalmente rilevante, nel frattempo il personaggio “scomodo” sarà comunque stato tolto di mezzo.
    E’ un modo sporco di abbattere gli avversari politici.

    • Luigi Lupo scrive:

      Se tra dieci anni si dirà che non c’era nulla di penalmente rilevante rimarrà la certezza di una persona moralmente colpevole.
      Chi ha voluto nel proprio listino Nicole Minetti? e non mi si venga a dire che nel momento di metterla in lista lui non sapesse chi fosse.
      Ha tenuto un comportamento coerente con i voti povertà e castità da lui sbandierati? Se predichi bene e razzoli male a noi non ci deve interessare?
      Aver speso 11 mila euro per una scrivania non mi deve interessare?
      Cosa dire di un grattacielo inutile, costato milioni e milioni di euro, con tutte le caserme dismesse che si potevano utilizzare?
      Non aver vigilato su strutture come la Maugeri, il San Raffaele e la Santa Rita non porta a nessuna responsabilità?
      Prima della comunicazione ufficiale dell’iscrizione nel registro degli indagati, il celeste ha tenuto una conferenza stampa in cui ha messo in rilievo le differenze tra quanto scritto su certi giornali con invece quanto realmente avevano scritto i giudici, ma lui come faceva a sapere quanto scritto dai giudici se l’atto era segretato?

  7. Viccrep scrive:

    La legge dispone che a vigilate sulle fondazioni come la maugeri San Raffaele Santa Rita e’ compito della prefettura e non della regione.
    Quanto poco siete informati e giudicate senza conoscere guardate la trave nel vostro occhio, non la pagliuzza di altri

    • Luigi Lupo scrive:

      Quando le cose funzionano le istituzioni sanitarie private vengono portate come esempio del sistema sanitario lombardo, poi scoppiano gli scandali all’ora la regione non è responsabile. Quindi abbiamo una clinica che fà espianti inutili e la regione non deve controllare? D’accordo e all’ora spiegami tu chi deve controllare.

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