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Anche Fitch declassa l’Italia. Saccomanni: «Le agenzie vanno in branco»

ottobre 10, 2011 Redazione

Alla fine anche Fitch fa calare la scure sull’Italia. E, dopo Moody’s e Standard & Poor’s, declassa il rating sovrano di un gradino, portandolo ad “A+” da “AA-“. «Le agenzie di rating agiscono in branco – commenta il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni – vanno tutte nella stessa direzione e nello stesso momento», e per questo «un altro downgrading non cambia il quadro»

Alla fine anche Fitch fa calare la scure sull’Italia. E, dopo Moody’s e Standard & Poor’s, declassa il rating sovrano di un gradino, portandolo ad “A+” da “AA-“. E’ la prima volta da cinque anni, dall’ottobre del 2006, che Fitch colpisce il nostro Paese, al quale assegna anche un outlook negativo. Questo significa che potrebbe esserci una ulteriore bocciatura, tenuto conto che per l’agenzia ci sono forti preoccupazioni per la condizione di “vulnerabilità” dell’Italia all’escalation della crisi dell’eurozona. In altre parole, il giudizio di Fitch non è altro che la valutazione del temuto effetto contagio della crisi del debito soprattutto per quei Paesi che soffrono una cronica debolezza della crescita: tanto che, assieme all’Italia, nel mirino di Fitch sono finiti oggi anche Spagna e Portogallo. Madrid ha subito una bocciatura di due gradini (AA-), sempre con outlook negativo, mentre per il Portogallo rimane il rischio di un taglio del rating a “junk” (spazzatura), dopo che ad aprile il Paese è stato declassato a “BBB-“, ossia all’ultimo livello.

La mossa di Fitch su Roma segue di appena 3 giorni il downgrade dell’Italia da parte di Moody’s e di neanche un mese il taglio deciso da Standard & Poor’s il 20 settembre. Per tutte la bocciatura si deve alle preoccupazioni per la debolezza della crescita economica dell’Italia, che rende più difficile ridurre il debito. Per Palazzo Chigi, anche questa volta si tratta di una decisione “annunciata”, ma che «si differenzia da altri giudizi di rating» perché Fitch mostra apprezzamento per gli sforzi di risanamento e giudica “raggiungibili” gli obiettivi di deficit. «Le agenzie di rating agiscono in branco – commenta il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni – vanno tutte nella stessa direzione e nello stesso momento», e per questo «un altro downgrading non cambia il quadro».

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