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Amnistia, Giachetti: «Non condivido Renzi. Ma quelli del Pd che ora lo attaccano dov’erano in questi anni?»

ottobre 16, 2013 Francesco Amicone

Intervista al deputato democratico vicepresidente della Camera, “renziano” e impegnato da tempo sull’emergenza carceri

«Per il sovraffollamento delle carceri serve un intervento di emergenza. Lo dico a Matteo Renzi, che è in disaccordo con me». Roberto Giachetti (Pd), “renziano” e vicepresidente alla Camera dei deputati, invoca da tempo atti di clemenza per migliorare la drammatica situazione dei detenuti in Italia. «Ma soltanto se contestuali alle riforme strutturali», chiarisce. «Renzi – spiega Giachetti a tempi.it – ha ragione a chiederle: l’amnistia da sola non basta. Occorre depenalizzare alcuni reati, come quello sulla clandestinità, e promuovere le pene alternative al carcere. Fare subito una riforma della giustizia senza ragionare se serva o meno a Silvio Berlusconi».

Nel discorso del sindaco di Firenze in cui si dice contrario all’amnistia, alcuni esponenti del Pd e del governo hanno visto un attacco al presidente della Repubblica. 
Più che dell’opinione di Renzi (che, ripeto, non condivido) trovo assurdo che si apra una canea contro di lui soltanto perché ne esprime una  diversa da quella del capo dello Stato. Si può essere in disaccordo con Giorgio Napolitano senza essere accusati di lesa maestà?

Alle richieste di Napolitano nel suo messaggio alle Camere, si è opposto anche Beppe Grillo. Non è che, come suggerisce Flavio Zanonato, il sindaco di Firenze voglia cavalcare il consenso alla stregua del leader 5 Stelle?
Renzi l’anno scorso fu accostato a Berlusconi. Il motivo era lo stesso: secondo alcuni, cavalcava il consenso. Oggi Renzi viene accostato Grillo perché non è a favore dell’amnistia e, poiché anche la maggioranza degli italiani non lo è, Renzi cavalca il consenso. Mi chiedo: dov’erano tutti i politici di centrosinistra che ora accusano Renzi? Dov’erano tutti quelli del Pd che gridano oggi contro Renzi, quando qualche solitario, come il sottoscritto e Sandro Gozi, faceva mobilitazione sull’amnistia e sulle depenalizzazioni di alcuni reati come quelli previsti dalla Bossi-Fini? Perché si sono svegliati soltanto ora? Cavalcavano il consenso anche loro?

L’Europa ha dato una scadenza ravvicinata per risolvere l’emergenza. Maggio dell’anno prossimo. Se l’Italia non risolverà il problema, dovrà pagare sanzioni milionarie ai carcerati.
Chiaro che l’Europa si concentra su una situazione carceraria che, lo riconoscono tutti, è ai limiti della tortura. Qualunque soggetto sia entrato in un carcere non può che constatare la drammaticità in cui vivono i detenuti. Tutti chiedono di far fronte all’emergenza. Però, secondo me, ripeto, l’amnistia da sola non basta. Bisogna intervenire sulle cause dell’emergenza, non solo sull’emergenza. Con una amnistia si alleggerisce temporaneamente il carico di lavoro dei magistrati, ma senza una riforma della giustizia non risolve il problema del sovraffollamento. Ci si mette a posto la coscienza per un po’.

Si arriverà in tempi brevi a una riforma della giustizia?
Lo spero. Di una riforma della giustizia abbiamo bisogno da vent’anni ma non è mai stata fatta: né da Berlusconi, che l’ha sempre pensata solo relativamente a se stesso e non ha mai cambiato nulla, né dal centrosinistra, che si è sempre opposto a una riforma della giustizia perché poteva essere favorevole a Berlusconi. Dopo vent’anni, spero che questa stagione sia finita. Bisogna pensare ai cittadini e fregarsene se qualche beneficio della riforma della giustizia può ricadere su Berlusconi.

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