Voucher. Petteni (Cisl): «Governo inaffidabile. Così si favorisce il lavoro nero»

Il segretario confederale della Cisl si dice deluso dal voltafaccia per «convenienze politiche» del governo. «Saranno penalizzati i giovani»

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lavoro voucher

«Quando i temi sociali e del lavoro vengono inseriti dentro schemi politici, i disastri sono inevitabili». Così Gigi Petteni, segretario confederale della Cisl, commenta a tempi.it la decisione di abrogare gli articolo 48, 49 e 50 del Jobs Act relativi ai voucher. «Il governo ha dimostrato tutta la sua inaffidabilità e di non essere a contatto con la realtà e con un mondo del lavoro in continua trasformazione. È stato incoerente con quello che ha sostenuto ai tavoli fino all’altro giorno. I riformisti sono quelli che si pongono nel mezzo di due estremismi e si assumono le responsabilità, mentre gli inaffidabili sono quelli che passano dal tutto al niente».

LAVORO NERO. La Cisl era contraria al referendum chiesto dalla Cgil per l’eliminazione dei voucher: «Non crediamo che i temi del lavoro possano essere affrontati a sì e a no». L’obiettivo era invece quello di rivedere l’uso dei voucher: «Da due anni chiedevamo che questi buoni fossero modificati e che uscissero da certi campi, come l’edilizia e la manifattura. Invece oggi, con la decisione di eliminarli del tutto, si è scelto di allargare il lavoro nero in Italia, mettendo in difficoltà le famiglie e certi servizi, dove queste forme contrattuali avevano un loro significato». Secondo Petteni, quindi, ad essere penalizzati saranno innanzitutto i giovani che scelgono lavori occasionali come ripetizioni, baby sitting o servizi nella ristorazione e «saranno ora costretti a lavorare in nero, perché cosa facciamo, li assumiamo a libro paga o con complicate formule contrattuali che presuppongono un’infinità di burocrazia? Se un ragazzo lavora due o tre ore in una pizzeria, come lo tuteliamo?».

ALGORITMI POLITICI. Petteni si dichiara deluso dal cambio di rotta del governo, che inizialmente sembrava pronto a venir incontro alle richieste del sindacato: «Il ministro Poletti aveva sempre sostenuto l’utilità dei buoni lavoro. Il 9 marzo, durante un incontro ufficiale, il ministro aveva detto che la posizione del governo sui voucher era molto vicina al pensiero della Commissione lavoro della Camera, dove si stava valutando la possibilità di limitare i voucher ai servizi alla famiglia. Ma in una notte, per algoritmi politici, si è deciso di stravolgere tutto». A conti fatti, eliminare i voucher è solo una questione di «convenienze politiche», sostiene Petteni. «Alcuni ritengono che Renzi sia preoccupato per le sue primarie, altri dicono che il governo ha intenzione di studiare un’alternativa ai buoni lavoro dopo le amministrative. Fatto sta che chi governa dovrebbe dare una risposta ai timori delle persone, non prendere delle decisioni in base alle proprie paure».

Foto Ansa

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