Lambert, 55 esperti scrivono al tribunale: «La perizia medica non è scientifica»

Un gruppo di medici specialisti contesta i giudici che «entro dieci giorni» decideranno se far morire di fame e di sete Vincent Lambert: «La perizia va rifatta. Non si può affermare che il paziente non sia cosciente»

Lunedì in Francia si è tenuta una nuova udienza davanti al tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne per decidere la sorte di Vincent Lambert, il paziente tetraplegico di 42 anni, in stato di coscienza minima da 10 anni, che parte della famiglia vorrebbe vedere morire di fame e di sete. L’udienza è stata definita «ai confini della legge e dell’etica» da La Croix e  «surreale» dall’avvocato dei genitori di Lambert, che si battono per la sua vita. Il giudice Olivier Nizet ha annunciato che «entro dieci giorni, intorno all’1 febbraio», il tribunale si pronuncerà sulla legittimità della richiesta dell’ospedale Chu di Reims, dove Lambert è ricoverato, il quale ad aprile ha ordinato di far morire di fame e sete il paziente. Il tribunale dovrà decidere sulla base di una nuova perizia medica, realizzata da tre esperti a fine 2018, secondo la quale Lambert «è in stato vegetativo cronico irreversibile e non può accedere ad alcun stato di coscienza». La perizia attesta anche che, però, non c’è alcun accanimento terapeutico e continuare a nutrirlo non si configura come «un trattamento irragionevole o un’ostinazione irragionevole». I genitori di Lambert hanno chiesto che la perizia venga rifatta e condotta in un ambiente neutro da esperti indipendenti. La richiesta è stata sostenuta da una lettera di 55 esperti e specialisti, secondo cui la perizia non è stata fatta in modo scientifico. Pubblichiamo di seguito una nostra traduzione della lettera dei 55 medici.

LA LETTERA DEGLI ESPERTI

Signore e signori giudici del tribunale,

siamo tutti specialisti della presa in cura di persone in stato di coscienza alterato, siano esse in stato di veglia non responsiva (legalmente chiamato stato vegetativo cronico) o in stato di coscienza minima. La fluttuazione del loro stato di coscienza (a seconda dei momenti, degli stimoli e delle persone che intervengono) è una delle caratteristiche di questi pazienti.

I nostri colleghi che hanno partecipato alle operazioni per valutare il signor Vincent Lambert (…) lo hanno valutato una sera dalle 20.30 alle 21.30, poi un mattino per un’ora e trenta in presenza di sette persone al paziente sconosciute. Queste valutazioni comportamentali non sono poi più state ripetute.

Gli esperti nominati dai giudici hanno concluso con una valutazione di stato vegetativo permanente. Affermano anche che nutrire e idratare il signor Vincent Lambert non può costituire una ostinazione irragionevole e raccomandano il trasferimento in un’altra unità.

Se noi non possiamo che approvare queste due ultime conclusioni, contestiamo il protocollo di valutazione adottato e i risultati. A causa della peculiarità di questi pazienti, la valutazione deve essere rinnovata in momenti diversi della giornata e in diversi giorni come raccomanda il professor Steven Laureys del Coma Science Group di Liegi: la CRS-R deve essere applicata al paziente per un minimo di cinque volte in 10 giorni perché i risultati siano considerati come affidabili.

Una buona valutazione necessita anche di condizioni favorevoli: un ambiente stimolante e benevolente permettono al paziente di essere in fiducia, inoltre [serve] una valutazione da parte di una équipe pluridisciplinare formata all’osservazione, che abbia familiarità con il paziente e in relazione con i suoi cari. In ogni caso, bisogna qui richiamare la regola fondamentale secondo la quale una assenza di manifestazione di coscienza in un dato momento non significa l’assenza di coscienza.

La sola diagnostica morfologica per immagini non può in alcun caso, da sola, costituire la base per valutare l’esistenza o meno della coscienza. La valutazione clinica comportamentale nelle condizioni sopra enunciate resta fondamentale. Essa può essere completata dalla diagnostica per immagini.

È in forza di tutte queste considerazioni che, ogni giorno, nelle nostra unità, in conformità alla circolare 228 del 3 maggio 2002, noi ci prendiamo cura in questo modo delle persone in stato di coscienza minima e di quelle in stato di veglia non responsiva.

Dal momento che il signor Vincent Lambert non è in coma, né esposto a un rischio vitale, né in fin di vita, questa circolare relativa ai diritti dei pazienti deve essere rispettata.

Il signor Vincent Lambert non è stato valutato secondo le migliori pratiche mediche. Questo è tanto più inquietante dal momento che ciò che si applicherà a lui potrebbe, di conseguenza, riguardare anche tutti coloro che condividono la sua stessa situazione. Coscienti del carattere eccezionale di questo processo, ci sembra necessario in coscienza avvertirvi.

Vi preghiamo di gradire, signore e signori giudici del tribunale, i sensi della nostra considerazione per la vostra responsabilità e il vostro gravoso compito in queste circostanze.

Foto Ansa