Sembra Villa Arzilla, è la Serie A che ricomincia

Di Sandro Bocchio
19 Agosto 2025
Per colpa delle ristrettezze economiche il campionato italiano è sempre più un "cimitero degli elefanti nobili" (cit. Di Canio). Ma adesso si scende in campo. Napoli favorito, Juve e Inter bloccate, Atalanta e Roma chissà, il Milan spera in Leao
Serie A De Bruyne Modric Dzeko Immobile
Nell'immagine generata dall'intelligenza artificiale di ChatGPT, da sinistra: Kevin De Buyne, Luka Modric, Edin Dzeko, Ciro Immobile

Altro che prepensionamenti. La Serie A riparte con un roster da Villa Arzilla. Gente che ha vinto e di talento, però fa impressione vedere De Bruyne (34 anni) primo rinforzo del Napoli campione d’Italia, poi il Milan chiamare Modric (40 a settembre) a centrocampo e Dzeko (39) e Morata (33 a ottobre) riferimento in attacco di Fiorentina e Como. Oppure il Bologna che riporta in Italia Immobile (35) e Bernardeschi (31). «Il cimitero degli elefanti nobili», lo ha definito Paolo Di Canio sulla Gazzetta dello Sport.

Un cimitero che nasce dalla ristrettezza di mezzi che affligge il calcio italiano. Dal 2015/16 sono stati solo 20 i giocatori pagati più di 40 milioni, 8 nelle ultime cinque stagioni, con la Juventus a fare la parte del leone con 5: Chiesa, Vlahovic, Bremer, Koopmeiners e Douglas Luiz. La cifra di 40 milioni è quella appena spesa dal Liverpool per aggiudicarsi Giovanni Leoni, centrale 19enne del Parma, talento inseguito ma non non afferrato dai nostri club, travolti nel confronto economico con la Premier League.

Serie A. Napoli favorito, Inter e Juve faticano sul mercato

Comunque si riparte, tra 23 e 25 agosto. Favorito d’obbligo è il Napoli. La scorsa stagione è stato (forse) aiutato dalla mancanza delle coppe, in questa sarà la squadra da battere perché il presidente Aurelio De Laurentiis ha usato i toni giusti per convincere Antonio Conte, pronto a congedarsi dopo la vittoria e un mercato di gennaio (caso Kvaratskhelia) che lo aveva sconcertato. Degli anziani citati, De Bruyne è forse quello che offre maggiori garanzie di rendimento in una squadra che ha accolto anche Lang e Lucca, pur disputando amichevoli un po’ ondivaghe.

Chivu Inter Serie A
L’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu (foto Ansa)

Inter e Juventus sono rivali che stanno faticando su un mercato ancora aperto. I nerazzurri sono rimasti ostaggio della vicenda Lookman, bloccato dall’Atalanta, per ora si accontentano del solo Bonny. In panchina siede Chivu, dopo il burrascoso divorzio da Simone Inzaghi. Non era la prima scelta, ma ha fatto bene a Parma e conosce le dinamiche nerazzurre come ex giocatore ed ex tecnico delle giovanili. Al Mondiale per club l’Inter ha convinto poco, forse ancora sotto shock per la finale Champions. Inoltre dovrà fare i conti con un’età media alta.

Igor Tudor Juventus
L’allenatore della Juventus, Igor Tudor, durante la sfida contro l’Udinese lo scorso 18 maggio (foto Ansa)

Su chi scommette il Milan di Allegri

Negli Stati Uniti c’era anche Tudor, confermato dalla Juventus dopo il “no, grazie” di Conte. Al Mondiale è stato preso a schiaffi dal Manchester City e ha fatto bene, pur eliminato, con il Real Madrid. È arrivato lo svincolato David, insieme con Joao Mario. Il resto è stato bloccato dalle operazioni monstre della gestione Giuntoli e dal rifiuto di Vlahovic ad andar via. Era stato accolto come un crac nel 2022, è stato fischiato dai tifosi nel test allo Stadium con la Next Gen. In assenza di novità, si punta sul talento di Yildiz.

Massimiliano Allegri Milan
Massimiliano Allegri dirige l’allenamento del Milan a Milanello lo scorso 7 luglio (foto Ansa)

Allo stesso modo il Milan scommette su quello finora inespresso di Leao. Allegri proverà a stimolarlo, in una squadra molto cambiata per fare cassa (cessioni di Reijnders e Thiaw) e portare tranquillità nello spogliatoio (addio a Theo Hernandez). A centrocampo non c’è solo Modric, le altre novità sono Ricci e lo svizzero Jashari, che fece a fette l’Atalanta con il Bruges in Champions.

Leggi anche

E tutte le altre della Serie A?

Atalanta che sarà una incognita. Non tanto per le solite ricche cessioni (80 milioni e mezzo tra Retegui e Ruggeri), quanto per la scelta di Ivan Juric in panchina. Assicura continuità con il lavoro di Gasperini, ma è reduce dai fallimenti di Roma e Southampton. Proprio il Gasp è finito in giallorosso, dove ha finora evidenziato più malumori per il mercato che gioco. La sua è un missione complicata, come quella di Sarri, tornato in una Lazio che non può intavolare trattative non avendo rispettato un parametro Figc.

Decisamente più ambizioso il Como dei ricchissimi fratelli Hartono: ha negato Fabregas all’Inter, ha operato molto, ha l’ambizione di salire presto in alto. Quella che nutrono imperterriti i tifosi del Torino, dove Cairo ha incassato con Ricci e Milinkovic Savic. Il presidente vuole da Baroni una squadra d’attacco. In attesa di Zapata, ha ingaggiato Simeone dal Napoli: 6 gol in 83 partite. Il colombiano si affretti…

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.