Il vaneggiamento del grillino: «Ve la dico io la verità sull’11 settembre»

Vi ricordate di Paolo Bernini, il deputato vegano del Movimento 5 Stelle che accusava gli Stati Uniti di mettere chip magnetici sotto la pelle della gente per controllarla? Lo stesso che non voleva invitare papa Francesco alla Camera, a meno che non si invitasse anche il leader dell’associazione degli atei? Oggi, anniversario della strage dell’11 settembre, ha replicato le sue accuse agli Usa, e ha usato la mano pesante. Sette minuti di discorso alla Camera, una rilettura della storia americana dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi, da Pearl Harbor alla guerra in Vietnam, dalla crisi cubana all’attacco all’Afghanistan. «Mi si accuserà di complottismo, nulla di più facile e banale», e via con le verità nascoste. Roosevelt sapeva tutto dell’attacco giapponese nel ’41 ma non fece nulla per fermarlo, l’11 settembre fu «un inside job», e tutta la storia americana è una narrazione dove pochi potenti, «invece di agire all’insegna della trasparenza nell’interesse dei loro popoli, tramano alle loro spalle disegnando scenari futuri nell’interesse di pochi».

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